Il bello degli incontri è che lasciano sempre qualcosa che non ti aspetti, che sia un insegnamento di vita, un consiglio, o anche una semplice dritta che magari non trovi scritta da nessuna parte. Me ne sono segnata qualcuna, di queste dritte, tutte sperimentate e consigliatissime!

Coffee Plantation: a Gianyar, il posto giusto per assaggiare il Kopi Luwak

Gustatevi una tazzina del famigerato Kopi Luwak a Gianyar, nei pressi di Amlapura, proprio ai margini della giungla. Il Kopi Luwak è uno dei caffè più costosi al mondo, con un prezzo di vendita che si aggira attorno ai 500€ al kilo (anche di più, in alcune zone), forse anche grazie al suo metodo di produzione, piuttosto…originale, diciamo!

I balinesi lo chiamano anche “caffè-cacca-di-gatto”, e a stento riescono a trattenere una risata quando ne parlano. Il virgolettato non è casuale, ed è legato all’originalità di cui parlavo qualche riga sopra, ma spiego meglio.

Il luwak è un roditore che vive in questo angolo di mondo, particolarmente goloso delle bacche di caffè, che però non riesce a digerire: le espelle quindi praticamente inalterate, se non per l’azione che si ritrovano a subire da parte di alcuni enzimi presenti nel tratto intestinale di questo animaletto, responsabili dell’aroma praticamente unico del prodotto finale (attenzione: sto parlando del caffè!).

Fuori dall’Indonesia non è poi così difficile trovare questo caffè a 50€ la tazzina!

Ammetto di averlo assaggiato perché inconsapevole del processo produttivo: me lo sono fatto spiegare dopo, ed è stato un bene, altrimenti non so se avrei avuto il coraggio di ingoiare la miscela! Che però ammetto non essere male, anche se fatico a giustificare il prezzo.

La piantagione, discorso luwak a parte, è molto bella da vedere: non vi perdete un tour tra piante di ogni genere, distillerie (con tanto di assaggio) di arak e vino di palma, e degustazioni di caffè, cacao e the: sei tazzine a persona, una più invitante dell’altra, che prima di andarvene vi obbligheranno a far tappa al piccolo store, benchè non propriamente economico!

Meditasi bungalows & Smiling Buddha restaurant: ad Amed per qualche ora di relax (di quello estremo!)

Questo è uno di quei posti come ce ne sono pochi: vuoi per l’atmosfera che ti avvolge non appena ti avvicini, vuoi per la posizione assolutamente invidiabile, o vuoi per la cortesia dei gestori, il risultato non cambia: chi passa per Amed non può davvero perderselo!

C’è la possibilità di pernottare in uno dei bungalows immersi nel verde, o semplicemente ci si può fermare per un drink (davvero notevole la lista degli herbal drink, difficile decidersi senza lasciarsi alle spalle qualche rimpianto!), o per farsi tentare dal menu: una serie di proposte di organic food originale e ben cucinato, da spizzicare seduti a terra, abbandonati su grandi cuscini; rigorosamente senza scarpe, e con l’oceano come cornice.

Il rumore delle onde accompagnato solo dal suono del sitar in sottofondo farà il resto, plasmando un’atmosfera che definire magica è quasi banalizzare! (Giuro che il tono entusiasta non è affatto il risultato di un compenso da parte dei gestori: è la conseguenza di un’esperienza di pace assoluta, e alquanto rimpianta!)

Swich juice bar: a Legian un chiringuito defilato, che coi suoi 10mq scarsi sfida i chiassosi locali affacciati sulla spiaggia

Lo Swich potrebbe essere definito come il classico outsider, tra i “bar” di Legian: è poco più grande di una cabina del telefono (beh, facciamo un paio!), ed è in posizione piuttosto defilata rispetto all’oceano, ma questo non gli impedisce di essere preso d’assalto negli orari di punta.

Il menù offre frullati, frappé, panini, wrap, e tutto quello che è snack veloce; la scelta non è vastissima, ma i ragazzi sono assolutamente aperti a qualsiasi variante, basta chiedere!

Se riuscite ad accaparrarvi un posto su una delle panchine, fermatevi nel locale e godetevi la vostra scelta al ritmo di musica reggae, che insieme all’ambientazione esotica vi saprà regalare uno di quegli scorci di vacanza che si ricordano sempre con nostalgia.

E se proprio non potete fare a meno della spiaggia…beh, sono previste anche consegne direttamente sul lettino: ve l’ho detto che basta chiedere!

Ibu Oka 2: a Peliatan, Ubud, per il mitico Babi Guling

Chiunque metta piede a Bali, prima o poi si imbatte nel Babi Guling, uno dei piatti tipici della cucina isolana: un maialino arrostito e abbondantemente speziato, in genere servito con l’immancabile riso, e della verdura.

Vi avviso che se pranzate col Babi Guling non sarà poi così semplice cenare (io non ci sono riuscita), ma l’esperienza è di quelle da non perdere!

Il warung per eccellenza dove assaggiare il mitico maialino è il warung Ibu Oka, ad Ubud, locale storico, molto piccolo e sempre intasato di avventori: necessario rassegnarsi alla coda.

A meno che…a meno che vi spostiate qualche chilometro fuori da Ubud, a Peliatan per la precisione, dove la lungimirante signora Oka ha pensato bene di aprire il “fratello maggiore” del locale storico, Ibu Oka 2: stessa cucina, con molto più spazio!

Spinta dalla curiosità, ho chiesto quanti di questi ignari maiali vengono cucinati al giorno, e la risposta è stata…almeno dieci! Garantisco che non sono affatto piccoli, e garantisco che vanno letteralmente a ruba, come i pacchetti di krupuk che vi aspetteranno sul tavolo, una volta che vi accomodate: sorta di crackers, come li chiamano i balinesi, molto simili alle per noi più note nuvole di drago, e disponibili in più gusti, dai gamberi, al riso, al maiale, ovviamente!

Impossibile resistere!

A proposito dell'autore

Maledettamente curiosa, ho trovato nei viaggi e nella scrittura quello che mi permette di tenere un po’ a bada questo spirito irrequieto che mi mette alla prova da trent’anni. Amo i libri, la cucina (ahimè!) e amo tutto ciò che è bello (dicono che è perché sono bilancia, ma ci credo poco). Da pochissimo nel mondo dei blog, mi ci sono buttata con tutte e due le scarpe... staremo a vedere che succede!

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6 Risposte

  1. Eletrotter
    Eletrotter

    Spero di aver presto la possibilità di utilizzare tutte le tue dritte. 🙂 Gran bel post, brava Cabiria!

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  2. Cabiria

    Grazie! Ti auguro di avere la possibilità, non tanto per le mie dritte, ma per quello che ti aspetterebbe a Bali!

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  3. Cabiria

    Grazie!!! E’ la soddisfazione migliore leggere questi commenti 🙂
    E su Bali non posso che concordare: mi ha letteralmente rapita (tra l’altro, non mi ha ancora “liberata”)!

    Rispondi

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