C’è un viaggio interessante che parte domani, 5 Settembre, al quale parteciperà il mio amico Fabio. Conobbi Fabio anni fa, sempre a Varsavia, assieme a John (che già avete conosciuto). Ve lo voglio far incontrare in questa intervista, prima che intraprenda il suo viaggio lento verso la decrescita.


Ciao Fabio, ci racconti che cos’è “A passo lento verso la decrescita”?

E’ un viaggio in parte in bici ed in parte a piedi, da Milano a Venezia passando per Ferrara, volto a dimostrare che è possibile aumentare il livello di benessere delle persone, e a volte fargli raggiungere la felicità, senza alcun aumento del PIL, rompendo quindi schemi ormai vecchi logori ed insoddisfacienti di misurazione del benessere che tuttavia sono ancora imperanti nel Mainstream, come se non avessimo ancora cambiato millennio.
L’occasione è la Conferenza internazionale sulla Decrescita in programma a Venezia tra il 19 e il 23 settembre.

Come mai hai deciso di partecipare?

Per molte ragioni ma principalmente per la preoccupazione relativa all’iper-sfruttamento attuale delle risorse della Terra; io la vedo in questo modo: risorse “scarse”, ma sufficienti per tutti (finchè non saremo veramente diventati troppi), sono sfruttate ed utilizzate in maniera dissennata ed inefficiente, secondo logiche vecchie e fuori da ogni controllo.

Questa situazione com’è noto è la principale tra le cause delle guerre, delle sofferenze, delle estinzioni, delle violenze e delle prevaricazioni, ma soprattutto è la causa del grave pericolo che sta correndo la continuazione della vita stessa sulla Terra, almeno per come la conosciamo.

In questo quadro il genere umano nel suo complesso è come se fosse in preda ad una nevrosi in peggioramento: i mali sono antichi ma, diversamente dal passato, oggi la tecnologia generalmente intesa potrebbe consentire un alto grado di benessere per tutti ed un’evoluzione della vita armoniosa e compatibile con la Terra e tutti gli esseri viventi; al contrario, perpetuando vecchi schemi, scopi e modalità con nuova tecnologia i rischi stanno aumentando in maniera esponenziale.

Parte della popolazione vive in condizioni materiali in continuo peggioramento, un’altra parte invece all’aumentare dei beni materiali a disposizione vede crescere anche il proprio livello di insoddisfazione e di insicurezza, a causa della latente percezione che la direzione sia in realtà sbagliata, unita a un senso di impotenza.

Il tema nel suo complesso come è ovvio abbraccia diversi livelli, dal globale e sistemico al personale ed anche quest’ultimo non è ininfluente.
Da qui il desiderio da un lato di conoscere le idee di persone che condividono le stesse preoccupazioni e quali soluzioni hanno elaborato, per i diversi livelli, dall’altro di imparare e contribuire se possibile nel mio piccolissimo a diffondere nuove idee, proposte e soluzioni.

Tra le varie occorre, come dice un altro partecipante al viaggio, un nuovo Umanesimo.

Cosa ti aspetti dal viaggiare in modo lento?

E’ una modalità che ho intrapreso negli ultimi anni, unisce benessere fisico e psichico, consente di conoscere al giusto ritmo luoghi e persone, il tempo rallenta e si dilata, le esperienze sono più profonde e rimangono maggiormente impresse, le risorse utilizzate sono a misura d’uomo e di biosfera, non vedo svantaggi.

Credi che al mondo d’oggi sia fondamentale recuperare una certa dimensione Slow del viaggiare? Perché?

Credo sia fondamentale recuperare dimensioni umane del viaggiare, del lavorare, del comunicare, del relazionarsi con gli altri, del pensare e del sentire e indubbiamente dovrebbero essere più lente di quello che in generale avviene attualmente, l’uomo contemporaneo è tra le varie cose ammalato di fretta

Il percorso vi porterà a fare 337 km in bici e 149 a piedi.
Ti spaventano questi numeri? Cosa pensi possa essere un limite ad un percorso simile?

Viaggeremo lentamente e prendendo il tempo necessario a che sia un’esperienza interessante utile e godibile; non so quale possa essere un limite, non ci ho pensato

Se mai ti troverai in difficoltà, a cosa penserai? Alla mamma

Qual è il messaggio che vuoi portare con te?

Che non bisogna mai avere preconcetti/pregiudizi su nulla, il bello è conoscere cercare e scoprire e che tutto cambia continuamente

Come verranno raccontati i vari giorni “lenti”?

Faremo fotografie, scriveremo diari, si dipingeranno acquerelli, si gireranno video e ciò che sarà digitalizzabile sarà pubblicato in rete attraverso youtube, facebook, twitter, blog personali etc.

Ci risentiamo al tuo ritorno così ci racconti com’è andata? Magari!

Ritroveremo Fabio alla fine di questo percorso, così ci racconterà com’è andata. Se nel frattempo siete curiosi e volete seguire il viaggio, potete farlo cliccando sulla pagina ufficiale dei Diari di Viaggio dei partecipanti  oppure leggendo gli aggiornamenti sulla pagina Facebook ufficiale.

 

 

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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2 Risposte

    • Giovy Malfiori
      Giovy

      Grazie cari WYW! 🙂 Bello leggere i vostri commenti anche qui!
      Non appena Fabio tornerà ci racconterà com’è andata

      Rispondi

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