Viaggiare soli e in backpacking può significare tante cose, dalla gioia alla disperazione per il doversi adattare, al gusto per la sfida, la passione per la fotografia che trova sfogo, cose diverse per diversi viaggiatori.

Per me quest’ultimo viaggio è stato per metà sfida e per metà liberazione, e il gusto stesso della sfida era di liberazione e gioia, ogni passo una risposta ai miei “puoi farcela?” e la gioia del provarci, riuscire e fallire, prendere fregature dai tassisti e ridersela, partire dalla paura di dire le poche parole di mandarino conosciute e finirla a rispondere ironicamente o chiacchierare, col linguaggio misto di parole e gesti di chi è straniero, coi capannelli di anziani o ragazzini che vedevano questo curioso personaggio girare per le loro strade, con la testa rasata e una barba nera, lunga ed ispida.

Cina, due mesi, da solo, con uno zaino da trenta litri e un sorriso beato sul volto. Il viaggio backpacking che aspettavo da anni.

L’arrivo è stato nella modernissima Shanghai.


Della città qui dico solo che sta in Cina, ma non è Cina, è più New York che RPC, ma con un sistema di taxi più efficiente e una metro che spacca davvero. Ci sono stato un mese per studio comodamente alloggiato nel campus, più nerd che backpacker per 32 giorni, ma poi – finalmente – mi sono dovuto spostare, e dove andare? Il presupposto fondamentale era uno: doveva essere un posto economico. Inizia così la mia ricerca.

L’internet locale non aiuta, censurato e lento com’è, e il fatto che cercassi di connettermi con un tablet che soffre le connessioni lente non facilitava la ricerca; non mi sono però lasciato scoraggiare ed ho continuato la ricerca. Emergevano però hotel e B&B che costavano sempre sopra i 100RMB (nei migliori dei casi), in media molto di più. Anche gli ostelli che trovavo mi sembravano troppo costosi.

Quando sono finalmente riuscito a trovare i prezzi che cercavo, prima di lasciare il campus, mi sono recato di persona agli ostelli per prenotare: uno era un magazzino che, nel fondo del fondo, aveva delle stanze che affittava a studenti; l’altro era un palazzo abbandonato; altri erano così in periferia che ci ho rinunciato fin da subito, visto che un mese prima tutti gli ostelli di periferia mi avevano cacciato non appena avevo mostrato la mia barba.*

Rimaneva un possibilità: Sabine, la mia compagna di studi di mezz’età che parla qualcosa come cinque lingue, delle sue lauree ho perso il conto ed è una fonte di informazioni e curiosità incredibile. “Sabine, senti, ma quando sei arrivata, tu…”
Tempo trenta secondi e coi piedi bagnati sotto la pioggia andavo dritto all’ostello:  Shanghai City Central International Youth Hostel.

Entro, e mi rendo conto di essere nella Mecca del backpacking! Non sapevo che avrei scritto volentieri una articolo su quell’ostello, così da sprovveduto non ho fatto le foto che meritava, ma ve lo descrivo volentieri!

Come trovarlo.

A meno che non vi troviate in Cina senza rete internet, come me, lo trovate su Hosterworld.com.

Se siete già in città, potete semplicemente recarvi lì di persona al N3000 di Wu Ning Road, distretto Putuo. Si raggiunge facilmente a piedi (5 minuti con una valigia) dalla fermata metro delle linee 3 e 4 di Caoyang Road. Prendete una delle uscite a destra delle scale – quindi non quella che dà sul parcheggio di motorini e sullo spiazzo in cemento – e andate a destra. Camminate sotto il cavalcavia della metro tenendovi sul lato destro, arrivate all’incrocio e attraversate, girate a destra per forse neanche dieci metri e troverete l’ingresso ad una viuzza interna, con sulla sinistra una cartello UTELS. Entrate e camminate per una quarantina di metri. Sulla destra c’è un viottolo, l’ingresso dell’ostello.


Se non siete pratici di Cina o Shanghai, rimane sempre l’opzione taxi: basta che gli consegnate una stampa dell’immagine qui sotto.

Lo Shanghai City Central International Youth Hostel è quasi un hub che smista turisti e studenti, è arredato in modo giovane ed è organizzato in maniera efficiente. Pieno di giovani di tutto il mondo, è facile fare amicizie e ha sempre delle stanze disponili, singole, doppie, triple e posti letto in camerate da quattro davvero economiche: 70RMB al dì se ci si ferma pochi giorni in agosto60RMB se ci si ferma a lungo o si è fuori stagione (già a settembre). Il prezzo è basso e la mattina, dalle 7.30 alle 9.30. la colazione è gratuita, buona e abbondante – ci si serve da soli al buffet – anche se soffre la cronica mancanza di caffè.

Il personale pulisce in continuazione e non ci si può lamentare, specie se si ha un’idea di cosa sono gli hotel economici cinesi. Sono comunque più sporcaccioni molti turisti di quanto a volte il personale riesca a stargi dietro. Alla reception parlano un inglese ottimo e sono molto cortesi e disponibili: qualunque problema tu abbia non esitano ad assisterti e aiutano anche nella prenotazione di voli, tour e hotels. Offrono pure un catalogo di tour dentro e fuori Shanghai, ma sono anche abbastanza sinceri da dirti a volte “lascia perdere il tour, tu sei in grado di andarci da solo e risparmiare”. Da apprezzare.
Il servizio lavanderia è effiiciente e comodo, si può fare da soli o lasciare gli indumenti al personale e ritirarli qualche ora dopo.

Hanno, udite udite, una piccola biblioteca e una conessione WI-FI, che essendo cinese e condivisa tra tanti a volte pare una punizione divina, ma hanno anche dei computer con interfaccia inglese che vanno ad 1RMB a quarto d’ora e funzionano bene, a cui si aggiungono fax e stampante.

Curiosità.

All’interno dell’ostello il ristorante è anche una sorta di club, con musica fino alle undici e mezza, bar e un biliardo a disposizione. Nonostante questo le stanze sono silenziose e confortevoli, con dei letti – almeno nei cameroni – di dimensioni generose. Nella veranda di fronte all’ingresso invece, a richiesta, si ha a disposizione un bel tavolo da ping pong per entrare nello spirito sportivo cinese (quasi quanto giocare a volano, incredibilmente diffuso e amato in Cina).

Al primo piano (il secondo per loro) poi, in perfetta regola cinese, c’è un distributore di acqua bollente che torna utilissimo per noodles e caffè solubile. Essendo frequentato da backpacker, che vanno e tornano quando gli pare, ha un comodo servizio di deposito bagagli gratuito per cinque giorni e al costo di appena 5RMB dal sesto giorno in poi, una gran comodità che sicuramente sfrutterete, anche perchè così potete lasciare la stanza ogni volta che partite per una gita o un tour e prenderne una nuova al rientro. Io ho sfruttato quest’opportunità per viaggiare a lungo: avevo sempre una valigia, e al rientro vi mettevo i nuovi acquisti che così non portavo appresso.

Consiglio questo ostello a tutti i backpacker, anche a coloro che viaggiano in gruppo, perchè è ben organizzato, pulito, vicinisimo ad una stazione metro (a Shanghai non c’è un centro come in altre città, ma zone, e la stazione di Caoyang Lu consente di raggiungerle facilmente), silenzioso la notte, economico e pratico da sfruttare come base se si deve viaggiare a lungo in Cina.

 

*Il primo giorno in Shanghai, a sorpresa inabilitato ad accedere subito al campus, dovetti cercare una alloggio e fui aiutato da un ragazzo cinese (come spesso capita) incredibilmente gentile. Mi portò in almeno una decina di ostelli economici, chiedeva se c’era disponibilità di letti mentre aspettavo fuori, ma quando entravo io la risposta media era “Questo straniero è il tuo amico? No, andate via”… e insomma non sono così brutto e mi lavo regolarmente, ma non c’era verso: niente accesso al barbuto in quegli ostellacci alla periferia di Pudong.

Dove si trova lo Shanghai City Central International Youth Hostel?

A proposito dell'autore

Il Ramingo

Il mio nome è Simone, sono un appassionato di discipline outdoor quali trekking, free climb, dive-fishing, come pure di semplice campeggio, viaggio ad ogni occasione possibile e sempre in backpacking, facendo quasi una scienza dell'avere il bagaglio minimo. Esperto per passione di attrezzatura, recensisco ogni materiale che ho a disposizione, testo la qualità per alcuni marchi e cerco di informare i miei lettori sulle buone pratiche nell'outdoor.

Post correlati

4 Risposte

  1. Francesca Patatofriendly

    Incredibile è lo stesso dove siamo stati noi! che salto nei ricordi!
    Sono andata a riguardare sul sito ed è proprio lui!
    Confermo tutto, forse è uno dei migliori ostelli dove siamo stati in Cina!
    Fantastico!!:)
    Fra

    Rispondi
  2. Il Ramingo
    Il Ramingo Matto

    Ciao Francesca!
    Grazie del commento, mi fa tanto piacere trovare un’altra persona che è stata nello stesso posto
    e ne conserva un ricordo positivo come il mio. Tra i tanti visti, per me è stato davvero l’ostello migliore, finora…
    Un saluto,
    Simone.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: