Prima di curiosare fra le bancarelle e stand artigianali, ci concediamo un ultimo peccato di gola: assaggiamo le frittelle di mela… deliziose! Incuriosita chiedo la ricetta al ragazzo che ci ha servito il dolce e con un sorriso mi porge un foglio…Che gentile! Per i curiosi qui c’è la ricetta!

Ogni angolo di Casez è una scoperta: ci sono laboratori di cucina in cui l’ingrediente principale è la mela (assistiamo a una lezione sullo strudel), dimostrazioni di “antichi mestieri” come la lavorazione del lino e la filatura dell’ortica, esposizioni artistiche, mostre pomologiche e poi animazioni in piazza per bambini (e non) e chi più ne ha più ne metta!

 

C’è addirittura un curioso concorso “La mela più…” in cui si elegge la mela più strana per forma, colore, dimensioni o “corpi estranei”…In che senso? Una delle mie preferite è una mela con un nido intorno… qualche passero confuso o distratto l’avrà forse scambiata per un uovo?

Nel pomeriggio partecipiamo a una degustazione di prodotti del Caseificio di Coredo, uno dei 12 caseifici sociali del Trentino che utilizza come materia prima solo il latte dell’Altipiano Predaia e Paganella della Val di Non, ricco di aromi di montagna.

Dopo un’introduzione in cui ci viene spiegato il territorio e i suoi prodotti presidio slow food come la mortandela (un salume di puro suino a forma di polpetta), iniziamo gli assaggi: una ricotta appena fatta, una panna cotta, uno yogurt naturale e uno yogurt alla mela: il sapore del latte di montagna si sente distintamente e fa davvero la differenza.

Rientriamo poi in albergo a riposarci: la sera saremo ospiti di Pomaria e ci aspetta una cena tipica con intrattenimento folkloristico… ci caleremo nei panni di nonesi Doc! Tra le portate che più mi colpiscono c’è una zuppa di patate e ortiche davvero ottima. Ma è tutto molto buono in effetti… La serata prosegue tra canti popolari e cabaret in dialetto: un po’ difficile da capire per una sarda come me! E poi tutti a nanna! Domani sarà una giornata impegnativa: faremo i “braccianti”!

Il dolce risveglio a base di torte della signora Maria ci dà la grinta per affrontare la giornata. Io mi innamoro di una torta al grano saraceno e naturalmente chiedo la ricetta… La trovate qui!
Prima tappa sarà la visita al Castel Valer di Tassello, collocato in posizione panoramica e circondato da colline ricoperte di meleti.

Si tratta di una residenza privata dei conti Spaur e generalmente rimane chiuso al pubblico e viene aperto al pubblico solo in rari casi e per eventi eccezionali…proprio come il nostro #pomariavaldinon! Visitiamo i cortili del castello e ammiriamo l’antica torre ottogonale, la più alta della provincia di Trento, con i suoi 40 metri d’altezza. Ciò che mi lascia a bocca aperta è però la cappella di S. Valerio, interamente affrescata con grande vivacità cromatica dai fratelli e pittori bergamaschi Giovanni e Battista Baschenis.

Dopo la visita al castello arriva il momento del “duro” lavoro: andremo a raccogliere le mele con un contadino! Ci trasferiamo così in un meleto storico di Casez dove coglieremo mele fuji… casualmente la mia varietà preferita! Dopo aver ascoltato utili indicazioni direttamente dal contadino, ci mettiamo subito all’opera: basta roteare la mela finchè il picciolo non si stacca e il gioco è fatto!

Il raccolto è stato buono, infatti partiamo con una cassetta di circa 20 kg di mele… Mi sa che per un po’ mangeremo solo mele come frutta!

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Dove si trova la Val di Non?

A proposito dell'autore

Valentina Macciotta

Sono orgogliosamente sarda e milanese di adozione. Lavoro come SEO Copywriter e Community Manager Freelance, coltivando le mie più grandi passioni: i viaggi, la scrittura e la fotografia. Ho un diploma da sommelier e un blog personale in cui parlo dell'Italia da vedere e da gustare: www.enogastronovie.it. Amo l'Italia, ma ho la valigia sempre pronta per viaggiare e scoprire nuovi luoghi di cui innamorarmi! Collaboro da tempo come blogger e PR per Non Solo Turisti.

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