Tra la terra e il mare, tra cime e abissi: questo è la Liguria, un dialogo di opposti con tutto il suo fascino.

Il nostro viaggio continua in Val di Vara, il territorio meno popolato della provincia di La Spezia, una distesa di paesaggi incontaminati per quella che è conosciuta come “valle del biologico”.

Molti turisti in fuga dalle località costiere ben più note approdano qui in cerca di tranquillità e si fermano tra colline e borghi medievali dalla struttura circolare, come Varese Ligure.

Varese Ligure si dischiude attorno ad una piazza dove ancora oggi si possono ammirare bellissimi portici, immagine perfetta di quella diatriba mai risolta tra mari e monti: case colorate, proprio come quelle che punteggiano la costa (scopriremo il perché di questi colori) e pietra che arriva dalle cave che si trovano qualche chilometro più all’interno.

E’ bello passeggiare tra le vie silenziose e godersi l’eco dei propri passi che rimbalzano sui muri, ed è bello imbattersi in piccole botteghe di artigiani che profumano ancora di una volta, nonostante ormai spediscano i loro manufatti in tutto il mondo!

Botteghe come quella di Pietro Picetti, artigiano di stampi per corzetti, che anni fa ha lasciato il lavoro in banca per dedicarsi alla sua passione.

I corzetti sono una tipica pasta prodotta in questa zona di confine tra Liguria e Toscana e gli stampi servono anche a decorarla con i più diversi disegni che negli anni l’hanno resa unica e nota alle tavole dei più raffinati gourmet. Queste decorazioni hanno anche una funzione molto pratica, quella di trattenere il condimento: abbiamo avuto modo di verificare che svolgono il loro compito molto bene, ovviamente davanti ad un piatto di corzetti con pesto e battuto di pinoli!

Ora tutti sanno cos’è il pesto, ma forse il battuto di pinoli è un po’ meno conosciuto: dico subito che è da assaggiare. Preparato anch’esso nel mortaio, è un condimento a base di pinoli, appunto, parmigiano e maggiorana, che con questa pasta si sposa benissimo.

Dalla terra torniamo al mare per scoprire un’altra particolarità di questa zona che non finisce di regalare sorprese: Abissi.
Nasce dall’idea di Piero Lugano, titolare delle Cantine Bisson, di sfruttare per la produzione del vino quello che il territorio offre, mare compreso: siamo in Liguria!

Ogni buon vignaiolo sa che per produrre dello spumante è necessaria una cantina interrata, con temperatura costante e penombra; non avendone a disposizione una di quelle classiche, Bisson si è dovuto accontentare di un “modello” assolutamente unico: il mare. Da qui l’idea di lasciar fermentare il vino a 60 metri di profondità, dove la temperatura è perfetta e le correnti si prendono cura dei sedimenti cullando le bottiglie come solo una mano esperta sa fare.

Ma veniamo a qualche indirizzo utile, perché queste non siano solo delle belle parole!
Per toccare con palato quanto appena detto, suggerisco l’albergo Ristorante Amici a Varese Ligure, presidio Slow Food; nella carta, corzetti fatti a mano e tanti altri piatti tipici della cucina ligure. Non lasciatevi poi sfuggire l’Enoteca Bisson, a Chiavari: su prenotazione è possibile effettuare degustazioni guidate alla scoperta degli uvaggi nei loro mix più diversi.

Per chi fosse interessato ad assaggiare Abissi, avviso che bisogna muoversi in anticipo per non rischiare di rimanere a bocca asciutta: non capita tutti i giorni di trovare un vino preparato dal mare in persona.

Potete leggere la prima parte del viaggio qui.

 

Dove si trovano Varese Ligure e Chiavari?

A proposito dell'autore

Maledettamente curiosa, ho trovato nei viaggi e nella scrittura quello che mi permette di tenere un po’ a bada questo spirito irrequieto che mi mette alla prova da trent’anni. Amo i libri, la cucina (ahimè!) e amo tutto ciò che è bello (dicono che è perché sono bilancia, ma ci credo poco). Da pochissimo nel mondo dei blog, mi ci sono buttata con tutte e due le scarpe… staremo a vedere che succede!

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