Le gole del Raganello (foto di Fiore S. Barbato)

Le mete più straordinare per gli amanti dell’escursionismo

Chiunque ami viaggiare con un grosso zaino sulle spalle solitamente si porta dietro due specifici tipi di calzature. Il primo in molti casi consiste in un paio di infradito, che io personalmente odio di cuore e sostituisco ogni volta che posso con un paio di finte All Star comprate a 3 euro in qualche mercato non molto lontano dall’equatore. Il secondo invece è molto spesso un paio di scarpe robuste e resistenti, usate durante gli spostamenti dagli esiti meno prevedibili e per le escursioni all’aria apertahiking per gli amici anglofili che non sanno dell’esistenza di termini adeguati in italiano.

Ora, a chi come me ama particolarmente l’escursionismo – va bene, hiking… cavolo! – risulterà di particolare interesse un articolo pubblicato di recente da un travel blog americano, dove vengono enumerate quelle che potrebbero essere le dieci mete ideali dove consumare il nostro paio di scarpe più resistente. Ci sono ad esempio le gole di Zion, nello Utah, dove il magnifico colore rossastro delle rocce fa da cornice a un percorso molto articolato che porta spesso gli esploratori a bagnarsi i calzini – e non solo – in un torrente che a seconda delle fasi lunari e degli improvvisi acquazzoni sa riservare più d’una sopresa agli escursionisti più intrepidi. Ma se non volete raggiungere gli Stati Uniti solo per farvi sbeffeggiare da un fiumiciattolo dimenticato in fondo a una scarpata, sappiate che anche in Italia abbiamo le nostre gole.

Le gole del Raganello (foto di Fiore S. Barbato)

In Calabra, precisamente in povincia di Cosenza, il torrente Raganello si circonda di crepacci profondi fino a 700 metri. Un possibile percorso potrebbe partire dall’incantevole Civita, dove le gole passano sotto al suggestivo Ponte del Diavolo, e raggiungere San Lorenzo Bellizzi, in un percorso di circa 9 chilometri che comprende suggestive passeggiate nei tratti più accondiscendenti, ma anche acque da guadare e rocce da scalare con corde lasciate sul posto proprio per gli escursionisti.

Aggrapparsi alle rocce o guadare le acque? (foto di Stephan Summerer)

L’articolo che vi citavo prosegue con l’Annapurna Circuit nel Nepal e l’Inca Trail in Perù, fino ad arrivare al francesissimo Tour de Mont Blanc, che consente di affrontare in più giornate i suoi 170 chilometri grazie ai rifugi disseminati sul percorso. Devo ammettere, però, che mi è dispiaciuto non trovare nulla che riguardi il Sudafrica. In questa terra la cui bellezza sconvolgente non manca mai di inculcare il mal d’Africa nei viaggiatori che se ne separano, le enormi distese di aree rurali consentono agli amanti dell’hiking di attraversare svariate decine di chilometri senza incontrare altro che la fauna locale e la natura incontaminata. I miei ricordi mi riportano alla regione che si affaccia sulla Wild Coast nota come Transkei. Qui, in risposta ai big five offerti in pasto ai safaristi – rinoceronte, leone, elefante, bufalo e leopardo – gli abitanti locali invitano a incontrare i Transkei’s Big Five: mucca, maiale, capra, cane e gallina. Una versione sub-equatoriale dei musicisti di Brema.

Le mucche della Transkaii (foto dell'autore)

E voi, quali sono le vostre mete preferite per le escursioni?