La giornata inizia all’insegna di un piccolo giallo che avrebbe potuto rovinarci la vacanza ma che, per fortuna, si è concluso bene. Ve lo spiego in due parole: il mio borsello “antiscippo” e tutto il suo contenuto (passaporto, carta di credito, soldi) spariscono dalla stanza e, dopo aver cercato per 40 minuti, aver coinvolto i gestori della pousada e la polizia locale, l’antiscippo ricompare misteriosamente sul pavimento con ogni cosa dentro al suo posto. Quello che ancora oggi ci fa pensare è stata la raccomandazione dei gestori della pousada di non far parola con nessuno circa l’accaduto. Fatto sta che alle nove e mezza possiamo partire con la 4×4, sempre in compagnia dei nostri quattro compagni di viaggio brasiliani, alla volta di Caburè.

Definirlo un percorso accidentato è sicuramente riduttivo dal momento che passiamo circa due ore aggrappati all’auto. Per fortuna il tragitto è molto interessante. Ci troviamo ad attraversare suggestive borgate ed enormi foreste di piante di cajù (le cajueire). Arrivati a Caburè ci sorprende scoprire che questo paese è composto da tre pousade, un ristorantino e… nient’altro! La sua posizione è magnifica: si trova su una lingua di sabbia tra un fiume d’acqua dolce da una parte, il Rio Preguiças, e l’oceano dall’altra.

C’è un’ultima particolarità: in questo posto la luce elettrica è disponibile solo dalle 17 alle 22. L’idea di passare l’intera giornata e la notte in un posto simile ci affascina, per cui sistemiamo i nostri zaini e convinciamo i nostri compagni di viaggio a fare lo stesso. Scegliamo la pousada “Mirante” suggeritaci da Gianni. Le camere sono dei piccoli bungalow variopinti. Iniziamo il giro perlustrativo. Si respira un senso estatico di pace. Camminiamo tra le piccole dune di sabbia da un lato all’altro della piccola penisola incontrando sì e no due o tre persone. Ci stendiamo sull’immensa spiaggia che costeggia l’oceano e l’unica presenza che i nostri occhi scorgono, in lontananza, sono alcune persone che saltano tra le onde.

Camminando troviamo poi anche una sorta di impalcatura di legno in cima alla quale è possibile avere una visuale completa del lembo di sabbia stretto tra fiume e mare.  Anche Caburè ci regala uno splendido tramonto sul fiume e poi ci prepariamo velocemente per la cena. Consumiamo una non esaltante cena poi torniamo in camera nell’attesa dell’oscurità assoluta che puntuale, alle dieci, ci avvolge.

Dopo un’ottima colazione consumata sulla terrazza panoramica, partiamo con una lancia privata che ci porterà a Barreirinhas percorrendo il fiume Preguiças. Il nostro “autista” ci fa fare una prima sosta al paese di Farò, piccolo centro il cui l’elemento caratteristico è il grande faro situato nel mezzo del paese. Prima di arrampicarci tra le ripidissime dune dei piccoli Lençois, ci fermiamo ad osservare i simpatici macachi che, in gran numero, popolano gli alberi che delimitano la parte di foresta dalla distesa di sabbia. I piccoli Lençois sono esempi di dune molto belle, ma i laghi che l’acqua piovana ha formato nel corso del tempo si sono asciugati quasi totalmente.

Ripartiamo con la nostra lancia e finalmente, alle 12, arriviamo a Barreirinhas. Qui scegliamo un’altra pousada suggeritaci da Gianni, “Belo Horizonte” il cui proprietario è lo stesso della pousada di Caburè, Albino, un personaggio davvero esilarante che sembra uscito da uno dei film della serie “Il padrino”: molto basso, scuro di carnagione e di capelli, sempre attaccato al telefono ad organizzare “passaios” vari per tutti i suoi clienti. Appena arriviamo abbiamo giusto il tempo di spiegare quali sono le cose che vorremmo fare che ci troviamo tutto organizzato!

Partiamo alle 14 per la visita a piedi del parco dei Lençois Maranhenses. Sulla 4×4 sento salire rapidamente l’eccitazione perché inizio a realizzare che sto andando a visitare il luogo a cui si deve questo viaggio in Brasile. E’ infatti grazie alla puntata di “Donnavventura” registrata nei Lençois Maranhenses che io ho pensato “quel luogo io lo devo assolutamente vedere!” e che ho quindi prenotato i voli per questa vacanza. Le conferme di aver fatto bene a pensare che si trattasse di un posto meraviglioso le ho avute non appena arrivata. Lo spettacolo che ci si trova di fronte è davvero unico al mondo: 155 mila ettari di dune di sabbia bianca e finissima tra le quali si sono formati laghi d’acqua piovana di un azzurro intenso!

I nostri sguardi vengono rapiti dalle scenario che ci circonda, le parole vengono a mancare e sia io che Cesco cadiamo in un’estasi contemplativa. Camminiamo tra le dune che si perdono a vista d’occhio e ci lanciamo sulle ripide discese per goderci il bagno tra le acque calde e cristalline dei laghi.

Sulla strada del ritorno ci fermiamo perché il nostro 4×4 venga caricato sulla chiatta per l’attraversamento di un fiume e ne approfittiamo per gustarci una piadina di Tapioca con ripieno di queijo che alcune donne preparano per i turisti in attesa di imbarcarsi. Dopo esserci tolti tutta la sabbia dei Lençois di dosso con lunghissime docce, usciamo per la cena. I ristoranti di Barrerinhas sono quasi tutti lungo il fiume: noi scegliamo il Marina Tropical dove è possibile cenare sul pontile di legno. Soddisfatti della cena facciamo due passi e incontriamo i nostri amici brasiliani che, nel frattempo, sono arrivati anche loro a Barreirinhas. Finiamo la serata chiacchierando con loro e poi facciamo ritorno alla pousada.

Leggi il post precedente -> viaggio in Brasile

Dove si trovano le Lençois Maranhenses?



A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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