Berlino è una di quelle città che o la ami, o la odi. Non è sicuramente una destinazione indicata per il turista medio, in cerca di percorsi facili, sentieri battuti e attrazioni pensate per il turismo passivo. Visitare Berlino non è sufficiente: l’unica modo per capirla, o, perlomeno, cercare di farlo, è viverla, immergersi nella sua storia, nella sua mentalità, nelle suo passato grigio e nel suo futuro incerto ma promettente.

Arrivo a Berlino in un freddo pomeriggio di fine novembre, pioggia leggera ma sopportabile. Lascio i bagagli in ostello e comincio a fare due passi in città, perdendomi per le sue vie. L’aria che si respira è particolarissima, una via di mezzo tra artistica, sognatrice e rabbiosa. Mangio un delizioso pretzel per recuperare un po’ di forze e rientro in ostello. Conosco subito tanti viaggiatori solitari come il sottoscritto, tutti accomunati dal desiderio di stare insieme, divertirsi, lasciarsi i problemi e le preoccupazioni delle nostre vite a casa: quella che doveva essere una tranquilla serata passata a riposarsi si trasforma in una bellissima festa con i nuovi amici dell’ostello.

Il giorno seguente comincio la visita alla città: prima tappa, Alexanderplatz, celebre per la torre della televisione, uno dei simboli di Berlino. Da qui proseguo a piedi verso il Duomo, davvero maestoso. Purtroppo il clima sfida la mia pazienza: freddo e pioggia non danno tregua, decido quindi di prendere il bus 100: questo bus effettua lo stesso percorso dei bus turistici, passando per le attrazioni più importanti di Berlino, al costo di un classico biglietto per i trasporti pubblici.

Scendo nelle vicinanze della Porta di Brandeburgo. Il tempo di fare qualche foto e riprendo il mio percorso, direzione Reichstag. La sede del Parlamento tedesco è senza dubbio una delle mie attrazioni preferite in città. Storica e moderna allo stesso tempo, immancabile una visita gratuita alla cupola panoramica, dalla quale sarà possibile ammirare una vista mozzafiato di Berlino. Rientro quindi in ostello e concludo la giornata bevendo una buona birra con gli amici viaggiatori.

Il terzo giorno a Berlino l’ho dedicato alla visita della East Side Gallery– ossia i resti del Muro – e della parte orientale della città. Camminare sotto il muro che un tempo divideva il mondo è qualcosa di semplicemente indescrivibile. Avevo i brividi, pensando alla storia, al significato, a ciò che quei blocchi di cemento ricoperti di graffiti, disegni e opere d’arte rappresentano e hanno rappresentato. Nelle cuffiette, che coincidenza, comincia a suonare “Another brick in the wall” dei Pink Floyd, creando un’atmosfera surreale. Prossima tappa: Checkpoint Charlie, ex posto di blocco per l’attraversamento del confine tra le due nazioni tedesche. La giornata si conclude con una festa organizzata in quello che definirei una via di mezzo tra un club, un seminterrato e un garage a Neukolln, quartiere emergente di Berlino, eccentrico e degradato allo stesso tempo.

Per il mio quarto e ultimo giorno Berlino si sveglia sotto una fitta nevicata. Fa davvero freddissimo, ma non posso lasciarmi scappare le ultime ore nella capitale tedesca. Visito lo Stadio Olimpico, teatro della vittoria degli azzurri ai Mondiali 2006, e mi perdo tra i numerosi mercatini di Natale in città. Il più famoso è forse quello di Gendarmenmarkt, ma ne troverete tanti altri sparsi in città. Trascorro poi l’ultima serata in tranquillità, saluto i miei nuovi amici viaggiatori e rientro in ostello, la mattina seguente mi dovrò svegliare presto per tornare in Italia.

Pochi giorni, ma semplicemente indimenticabili. Berlino resterà sempre nel mio cuore e sono sicuro di farvi ritorno, prima o poi.

A proposito dell'autore

Matteo Moroni

Ventenne, di Pesaro, si occupa di comunicazione online e copywriting per il settore turistico (ma non solo). Dopo un'avventura a Londra e un'esperienza di lavoro in Germania, rientra in Italia e decide di unire la sua passione per viaggiare con ciò che gli piace fare: scrivere, comunicare, creare per il web.

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