Per la giornata di oggi abbiamo programmato un volo con un piccolo aereo (un piper a sei posti) per sorvolare i Lençois (180 reais a testa, un lusso che ci siamo concessi visto il luogo incredibile in cui ci troviamo). Arrivati all’aeroporto scopriamo che i nostri quattro compagni di viaggio sono le due coppie brasiliane con le quali abbiamo condiviso diverse parti del nostro tragitto!

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Sorvolare i Lençois è un’esperienza molto suggestiva. Innanzi tutto da qui ci si rende conto della loro vastità e poi, visti dall’alto, assumono le sembianze di un paesaggio lunare. Il nostro aereo sorvola anche Caburè per cui possiamo gustarci la vista dall’alto di questa penisola situata tra le impetuose onde dell’oceano e le calme acque del Rio Preguiça. Il giro con il piper dura in tutto mezz’ora.

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Tornati a Barreirinhas andiamo a mangiare un boccone sul lungo fiume e poi torniamo a preparare i bagagli. Alle 16.30 passa la navetta prenotata da Albino che ci porterà a Sao Luis. Il viaggio dura circa quattro ore e nel corso del tragitto abbiamo l’occasione di conoscere Ambra e Paolo, una coppia di Roma. La cosa buffa è che scopriamo ben presto che abbiamo fatto le stesse tappe di viaggio in coincidenza delle stesse date e siamo arrivati fino qui senza aver avuto l’occasione di conoscerci. Per tutto il tragitto ci confrontiamo con Ambra sui viaggi fatti e ci meravigliamo di quanti posti meravigliosi abbiano già visto lei e Paolo, soprattutto considerato che hanno solo 30’anni. E io che credevo di avere già viaggiato abbastanza…

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Intorno alle nove di sera arriviamo alla pousada prenotata la mattina stessa al telefono e, prima di riuscire a mettere un piede fuori, il gestore ci mette in guardia sui pericoli della città: ci consiglia di uscire con poco contante, appena il necessario per pagare la cena e nient’altro. Non proprio delle ottime premesse…

Appena usciti ci accorgiamo che, pur essendo una zona centralissima, non c’è nessuno in giro. Scegliamo un ristorante molto vicino per dover percorrere meno strada possibile. Dal momento che non ci sembra molto consigliabile avventurarci per le vie di questa città di notte optiamo per il ritorno alla pousada.

Anche qui consumiamo un’eccellente colazione – anche se è doveroso sottolineare che né la stanza né la prima colazione giustifichino i reais in più che abbiamo speso qui rispetto alle altre pousade in cui siamo stati – ma stamattina ci sentiamo un po’ demotivati viste le premesse della sera prima. Appena usciti scopriamo però che molta gente affolla le vie e che la situazione è fortunatamente molto differente.

Decidiamo di percorrere le vie del centro e di aggregarci furtivamente ad un gruppo di turisti giapponesi e alla loro guida in modo da essere sicuri di percorrere l’itinerario principale senza perderci. Veniamo subito scoperti dalla guida (effettivamente non si può certo dire che i tratti miei e di Cesco siano esattamente orientali…) che però, molto gentilmente, ci regala la sua mappa e ci da alcune dritte circa le cose da visitare nella città. Purtroppo anche lui ci mette in allerta parlandoci dei frequenti scippi di cui sono vittime i turisti. Pervasi da una sgradevole sensazione di insicurezza, ci rendiamo conto che non riusciamo nemmeno a gustarci la nostra passeggiata.

Ci immergiamo nella caotica Rua Grande e la percorriamo tutta ma non ne rimango per niente affascinata perché, sia a livello commerciale che architettonico, non c’è nulla di veramente caratteristico. Un po’ delusi torniamo verso la pousada. Decidiamo di percorrere le strade che portano fino al mare che per ora non abbiamo ancora visitato. E qui, finalmente, meraviglia! Scopriamo la vera Sao Luis con i suoi affascinanti palazzi coloniali, con i suoi tipici negozi d’artigianato e i suoi locali pullulanti di persone.

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Ci rendiamo conto che ci bastava spingerci nella zona giusta per capire il fascino di questa città. Seduti nel dehor di un bar troviamo anche Ambra e Paolo, così decidiamo di cenare con loro. Passiamo il resto della serata tra piacevoli chiacchiere e poi, tutti e quattro, torniamo alla nostra pousada dove abbiamo lasciato i bagagli in attesa di spostarci all’aeroporto.

Dove si trova Sao Louis?

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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