Ci sono paesi conosciuti purtroppo più per le loro vicende politiche e i loro problemi che per i paesaggi e la gente che li abita. Uno di questi è sicuramente la Colombia, dove vi sono delle zone in cui addentrarsi può essere molto rischioso, ma sono ben delimitate e nella maggior parte dei casi l’accesso viene impedito dai militari i cui posti di controllo sono dislocati in tutto il paese per motivi di sicurezza.

Ho visitato la Colombia di recente e per gli spostamenti ho usato mezzi pubblici di ogni genere, facendo anche l’autostop quando non vi era altra possibilità. Consumando i pasti nei ristoranti più economici, facendo acquisti nei mercatini locali e alloggiando presso piccoli ostelli familiari, sono potuto entrare a contatto diretto con questo popolo, assaporando quella che è senza dubbio tra le culture più ospitali che mi sia mai capitato di incontrare.

Colombia 1

A dir poco spettacolare il trekking che ho intrapreso in solitaria sulla catena montuosa della Sierra Nevada vicino al confine con il Venezuela, con i suoi paesaggi andini di alta quota, laghi cristallini ed i suoi ghiacciai al di sopra dei 5.000 metri. Altrettanto bello, nel centro del paese, il parco nazionale del Los Nevados, dove però ho preferito visitare la parte più a sud, in quanto l’entrata da nord è accessibile solo a chi si avvale di guide ed agenzie locali.

Scarsa fortuna mi ha seguito nel parco del Nevado de Huila, dove mi è stato impedito di proseguire dagli abitanti di un piccolo villaggio che parlavano di una guerriglia in alta montagna, voce che in seguito è risultata essere infondata. Questo popolo, uno degli ultimi della Colombia che comunica fra di loro in una lingua antica ereditata dai loro antenati, non gradisce il passaggio di stranieri sulla propria terra. Sono comunque stato invitato molto gentilmente a cena e a trascorrere la notte in una loro abitazione prima di lasciare il villaggio il giorno seguente. Gli inviti in realtà sono stati innumerevoli, quasi esclusivamente da parte di chi vive nelle zone rurali. Inviti a consumare un pasto in compagnia, a bere assieme dell’agua di Panela – bevanda tipica ricavata da una pianta molto simile ad un dolce tè alla menta – o semplicemente a scambiare due parole senza che fosse il denaro il solo legame tra il visitatore e la popolazione locale.

Colombia 2

Durante uno dei miei trekking mi sono imbattuto nell’abitazione di legna e argilla di Gerardo, che come tutti i colombiani che vivono al di fuori dei centri abitati sopravvive di quello che riesce a trovare in giro. Ma Gerardo non è un analfabeta, è a conoscenza di ciò che succede nel mondo, sa cosa sono internet, facebook e tutte le altre cose di cui abbiamo bisogno per vivere nei nostri paesi occidentalizzati. Lui però è felice, ha scelto di vivere lì, da solo, accanto a delle sorgenti termali naturali, lontano dalle nostre “ricchezze” e da quelle delle grandi città del suo paese.

Colombia 3

Ho accampato accanto alla sua casa per due giorni. Mi ha offerto quello che aveva da mangiare, e il momento di salutarci è stato a dir poco commovente. Leggevo nei suoi occhi il dispiacere di perdere qualcuno con cui trascorrere parte delle sue giornate semplicemente parlando, discutendo sul mondo che ci circonda, felici in quel momento di non avere nient’altro intorno a noi che la bellezza della natura.

A proposito dell'autore

Roberto Regini

Sono un esploratore solitario, sempre alla ricerca dei percorsi meno conosciuti per sfamare la mia instancabile voglia di camminare attraverso paesaggi naturali e incontaminati.

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3 Risposte

  1. Eletrotter

    Molto bello questo post. Spero di poter intraprendere presto anche io un viaggio in questo affascinante paese!

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