Un sadhu (santone induista).

Rajasthan: viaggio nell’India imperiale

Una grande emozione: è questo che si prova una volta a contatto con questa realtà così lontana dal nostro modo di vivere, di pensare, di agire.

Il paese dei mille contrasti o ti entra dentro o ti lascia lì a guardare. Le forti sensazioni derivano dal vedere una realtà fatta di quella che definisco “vita di strada”. Sì, è proprio questa la mia definizione per questo paese: si vive la strada. In strada si mangia, si lavora, ci si lava, si passa il tempo libero… tutta la vita si svolge sulla strada, una strada che diventa teatro di mille realtà, dalla magnificienza degli antichi palazzi alla povertà di chi raccoglie l’elemosina.

L’itinerario da me percorso, nel Rajasthan e alcune zone limitrofe, era molto lungo, con ogni giorno ore di macchina da percorrere, ma su queste strade dove si incontra solo ogni tanto qualche villaggio si entrava pian piano nel loro ritmo calmo e lento.

Il nostro pulmino aveva ovviamente un autista, ma anche una sorta di ragazzo tuttofare. Questa figura aveva vari compiti tra i quali essere una sorta di “freccia umana”. Si avete capito bene. Nel traffico in base alla direzione tirava fuori il braccio ed indicava la direzione che il nostro pulmino avrebbe preso.