Io e Londra abbiamo un rapporto di quasi amore-odio. L’ho conosciuta, scandagliata, amata, vissuta più di una volta. Poi ho scoperto il resto della Gran Bretagna e ho deciso che, per un po’, Londra forse non mi vedrà. Nulla di male perché quando ho voglia di sentirmi totalmente dentro la capitale inglese mi basta ascoltare un po’ di musica ed eccomi direttamente su Waterloo Bridge.

Nell’ultimo post relativo a viaggi e musica, abbiamo affrontato un quasi giro del mondo, tra Europa e Americhe. Oggi ci concentriamo proprio solo su Londra.

Cominciamo il nostro viaggio con un classico che spiega moltissimo della società inglese. Canzone scritta negli anni ’40, è attuale ancora oggi. Sto parlando di West End Girls dei Pet Shop Boys. Il ritornello non fa altro che ricordarci come una ragazzo dell’East End non possa far colpo su una ragazza del West End. Questo ci dà già una grande indicazione su quale possa essere una zona pop (e con questo dico popular) della Big City.

Non a caso ho finito la frase dicendo Big City perché dagli anni ’80 facciamo un salto giusto giusto in mezzo ai 2000. Ecco Big City Life dei Mattafix, un vero e proprio inno alla Londra che più popola la notte, che vive di musica e si ritrova ad andare a letto all’alba.

abbey-road_quasherthoughts

Dalla Big City tanto cara a chi è più giovane passiamo ad un classico senza tempo, che racconta un luogo che è protagonista di mille viaggi tutti i giorni: Abbey Road dei Beatles. Qui stiamo parlando di un album intero che ha cambiato le sorti di molte vite, viaggi, storie, canzoni successive al suo anno di pubblicazione. Per rappresentare questa pietra miliare della musica contemporanea ho scelto Come Together, che io personalmente adoro.

Di classico in classico… e qui entriamo nel capitolo “sfondiamo una porta aperta”. C’è un luogo, appena fuori Londra, un sobborgo che i Clash avevano molto a cuore. Sto parlando di Brixton, nella parte sud della città. Al tempo in cui Guns of Brixton venne scritta, quella zona era tutto tranne che raccomandabile. Sicuramente era pulsante, viva, piena di espressioni artistiche di ogni genere. Brixton è anche la zona in cui si concentra la maggior parte degli emigrati giamaicani nella capitale inglese.

E già che siamo in zona Punk, restiamoci. Eccoci a Primrose Hill, a nord del Regent Park. Questa è la zona in cui il punk nacque sia musicalmente che come tipologia di look. Vivienne Westwood aprì qui con suo marito una sorta di studio e fu qui che presero sotto la loro protezione i Sex Pistols, facendoli diventare il simbolo di una protesta che si bruciò come l’araba fenice ma che non scomparve mai. Impossibile non citare God Save the Queen.

primrosehill

Quando penso a Primrose Hill mi viene in mente anche una canzone dedicata proprio a questa zona. Si tratta di For Tomorrow dei Blur, che ricorda una visita a questa zona di Londra.

Non posso non cocludere questo post con forse la più grande ovvietà, ma sicuramente un classico senza tempo: London Calling dei Clash, ‘cause London is drowning and I live by the river!

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: