Una sauna, un massaggio, un percorso benessere. Un lusso per pochi eletti? Non più. Oggi spa e aree benessere non sono più appannaggio di resort esclusivi e strutture termali, e anche in normalissimi tre stelle è possibile prenotare un trattamento o sorseggiare una tisana in zone relax allestite negli spazi comuni.

La democratizzazione del benessere ha sollevato però una questione di “etichetta”. Ma esiste davvero un dress code in un luogo in cui si circola in costume e ciabatte? Certo che esiste. Sarebbe impensabile che non ci fossero regole precise dove c’è una vicinanza fisica, anche molto stretta – in molti casi subìta – con sconosciuti seminudi e dove, soprattutto, ci si reca per cercare tranquillità e momenti di rilassamento e meditazione.

La prima cosa a cui dovrete abituarvi è l’avvolgente accappatoio di spugna bianca. Rassegnatevi, la taglia sarà sempre sbagliata: troppo grande per lei, troppo piccolo per lui. Ma voi lo indosserete con nonchalance e diventerà la vostra divisa, il vostro codice di appartenenza al luogo. Dal manager al vip, dall’avvocato alla commessa. Se è un viaggio di lavoro, lo indosserà anche il vostro capo, che, rivelando tutte le sue umane imperfezioni, vi apparirà sotto una luce diversa (ricordatevene, quando vi tremerà la manina al momento di bussare per un aumento!). Ma si indossa proprio ovunque? Negli hotel termali o nelle medical spa che prevedono trattamenti programmati fin dal mattino presto, generalmente è consentito anche nella sala per la prima colazione e per il pasto di mezzogiorno (ma è meglio informarsi prima). Mai per la cena.

sauna

E all’interno dell’area wellness? A seconda del luogo, esistono regole diverse.

Percorsi d’acqua e piscine: qui di solito non ci sono problemi. Si entra in costume e ciabatte di gomma, con asciugamano o accappatoio. La cuffia? Sempre consigliabile per motivi igienici, in molti casi obbligatoria. Inutile dire che se siete in dolce compagnia, magari in una delle prime uscite insieme e la cuffia è obbligatoria, meglio stare alla larga dalla piscina e concentrarsi sulle aree relax!

Se è una piscina accessibile ai bambini, non aspettatevi il silenzio: sarebbe impensabile trovarlo e non avete il diritto di pretenderlo. Ma anche i più piccoli dovranno essere sorvegliati dai genitori: sono proibiti tuffi, corse sui bordi, spinte e schiamazzi. In caso contrario è vostro diritto lamentarvi.

Massaggi: nella cabina dove si effettua il trattamento troverete asciugamani, fascia per i capelli e un microslip unisex usa e getta, preferibile al proprio costume in quanto l’olio usato per il massaggio potrebbe macchiarlo. Se indossare o meno il pezzo di sopra del costume è a discrezione della cliente.

Sauna: qui le regole sono dettate da igiene, buon senso e sicurezza, ma vincolate a una fortissima componente culturale. Se vi viene da chiedervi “cosa mi metto?” cambiate prospettiva e domandatevi “cosa mi tolgo?”. In sauna, infatti, si dovrebbe accedere completamente nudi, portando solo l’asciugamano su cui ci si siederà o distenderà. Ma come conciliare questa tradizione nordica con la più pudica cultura dei paesi latini, poco abituati a ostentare e condividere la nudità?

A parte rare eccezioni (soprattutto Trentino Alto Adige e Friuli), in Italia non è prevista una divisione uomo/donna e l’accesso alle saune miste è quasi esclusivamente consentito con il normale costume. La cosa di cui nessuno parla, o se ne parla troppo poco, è che se il costume è di materiale sintetico (praticamente sempre) l’elevata temperatura della sauna potrebbe provocare il rilascio di sostanze chimiche tossiche. In un ambiente chiuso e poco areato, spesso affollato, in cui ci si dovrebbe detossinare, questo non è esattamente salutare, soprattutto considerando la notevole traspirazione corporea. Le nostre parti più intime e delicate suderanno costrette in un costume sintetico e umido, che terremo addosso per tutto il percorso benessere della durata, spesso, di qualche ora. Un buon compromesso? Un costume in fibra completamente naturale.

Per il resto vi spoglierete di tutti i vostri averi: via gioielli, occhiali, libri (e… dobbiamo proprio ricordarlo? Via il cellulare). Le ciabatte si lasciano fuori. L’asciugamano su cui ci si distende, e che si appoggia negli spazi comuni, dovrebbe per ovvie ragioni igieniche essere diverso da quello con cui poi ci si asciuga.

Ma, al di là dell’abbigliamento, la regola principale soprattutto se ci si va con un gruppo di amici o in coppia, è rispettare il silenzio. Sarete a strettissimo contatto con altre persone che sono lì per rilassarsi e hanno il diritto di non subire i racconti ad alta voce e le risate di chi si sdraia a dieci centimetri di distanza.

Le spa in cui è possibile prenotare un’intera area tutta per sé esistono, ma quelle sì che sono ancora un esclusivo privilegio per pochissimi.

A proposito dell'autore

Giornalista, scrivo di salute e benessere per un mensile e collaboro con vari siti e blog. Osservatrice instancabile dei sentimenti al femminile, ostinatamente romantica, quando non posso partire viaggio con la mente.

Post correlati

2 Risposte

  1. Billy

    Per la sauna, esistono principalmente tre casi tipici: 1. Sauna mista con costume. 2. Sauna mista in nudità totale. 3. Saune separate in nudità. Personalmente sono favorevole a questa soluzione di compromesso: sauna mista, uomini in perizoma, donne in perizoma e topless. Secondo me, questo è un compromesso tra pudore, salute e organizzazione dei locali. Il punto debole è che i perizomi da uomo sono molto meno diffusi rispetto a quelli da donna.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: