Le zone costiere del Regno Unito sono famose per il loro pesce, e la costa del Galles non fa eccezione. La pulizia delle loro acque e la minore salinità oceanica lo rendono un prodotto molto pregiato sia come gusto che come qualità. Un hobby che ho scoperto essere molto diffuso in varie località del Galles è la pesca del granchio: nella bella stagione moli e banchine portuali sono pieni di gente dedita a tale attività. La sua facilità, l’uso di attrezzatura semplice e l’assenza di pratiche crudeli la rendono adatta specialmente come passatempo per i bambini, ed infatti la stragrande maggioranza dei suoi praticanti nei mesi estivi è costituita da famiglie al completo.

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Come appena accennato gli strumenti necessari sono molto semplici ed incruenti: non servono canne con mulinello, ami, esche vive od estrattori. Basta un semplice filo da usare come lenza, alla cui estremità viene attaccato un sacchetto di rete al cui interno si trova l’esca. L’esca può essere un pastone preparato da negozi specializzati, ma funziona bene anche un pezzo di carne cruda o di prosciutto. Il sacchetto viene gettato in mare, fatto posare sul fondo e ritirato lentamente in superficie ad intervalli regolari: se un granchio viene attirato dall’esca, esso vi si aggrappa con zampe e chele e vi rimane attaccato anche durante la risalita se questa non è troppo brusca. Una volta fuori dall’acqua il granchio viene messo in un secchiello pieno d’acqua e si ricomincia. Per evitare di perdere il granchio durante la risalita molti usano un retino da mettere sotto la preda non appena questa è a portata di braccio, mentre alcune lenze più evolute hanno un retino attaccato direttamente sotto l’esca.

Le prede possono quindi essere portate a casa e cucinate. Se non volete uccidere crudelmente questi animali (che com’è noto vengono bolliti vivi), alla fine della vostra giornata li potete tranquillamente rilasciare in mare senza danno perché come appena spiegato non vengono feriti durante la cattura. Naturalmente dovrete avere l’accortezza di rimetterli delicatamente in acqua dalla riva, perché se li gettate dall’alto di un molo l’impatto può causare loro lesioni ed una morte inutile.

Una curiosità riguarda la vendita delle esche, e anche quella del pesce in generale, perché in Gran Bretagna leggi e regolamenti sono un po’ diversi rispetto ai nostri. Nelle località di mare è normale trovare macellerie che vendono esche da cattura, così come negozi di attrezzatura da pesca che fungono anche da pescheria: attività che da noi non sarebbero permesse.

Per la pesca del granchio praticata in questa modalità “per turisti”, e quindi non professionale, non servono autorizzazioni o licenze. Ciò la dice lunga sull’abbondanza di questo crostaceo in quelle zone, visto che tale attività si protrae quotidianamente per diversi mesi. Occorre però fare attenzione perché i regolamenti al riguardo possono variare da zona a zona, ed anche a seconda del periodo. Quindi prima di procedere a questo tipo di attività informatevi sempre e bene, perché il controllo della fauna ittica è praticato con scrupolo e non è detto che una specie che un certo anno è di libera cattura non diventi protetta in quello seguente.

Le immagini di questo articolo sono state scattate nel nord del Galles, a Beaumaris (isola di Anglesey) e a Conwy (Gwynedd).

A proposito dell'autore

Gianluca Vecchi

Classe 1967, amo soprattutto la natura, la fotografia e gli aquiloni. Dopo una vita passata a fare tutt’altro, scopro la bellezza dei viaggi come conoscenza di cose e persone nuove e non solo come svago. Fotografo per passione, quando possibile uso le immagini al posto delle parole per descrivere situazioni e stati d’animo.

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