Due settimane in viaggio per l’Argentina. Lo so che sono poche per visitarla… diciamo una visita mordi e fuggi!

Abbiamo prenotato i voli con la compagnia aerea Aerolinas Argentinas, 1400 euro per il volo diretto di andata e ritorno Roma-Buenos Aires più cinque voli interni. Dopo 14 ore e mezza di volo arriviamo all’aeroporto internazionale Ezeiza di Buenos Aires da dove con un autobusus raggiungiamo l’altro aeroporto, Aeroparque Newberry, per prendere il volo che ci porta a Puerto Iguazù. All’arrivo veniamo accolti da una pioggia abbondante, tipica in questo periodo dell’anno, ma non è un grosso problema grazie alla temperatura mite e alla natura che ci circonda. Con una navetta raggiungiamo il nostro hotel in città. Dalla partenza di Bologna fino al nostro arrivo a Iguazù sono passate più di 30 ore, abbiamo appena il tempo di prenotare il tour per il giorno dopo e gustarci la nostra prima parrillada di carne per poi crollare nel letto.

Primo giorno: le cascate di Iguaçù.
Il nostro primo tour ci porta oltre il confine, sul lato Brasiliano delle cascate. Queste cascate sono formate dal Rio Paranà e il Rio Uruguay e appartengono per un quinto al territorio brasiliano. Da qui si possono godere di bellissimi panorami sulle oltre 200 cascate fino alla spettacolare Garganta del Diablo. Percorriamo il sentiero tra la fitta vegetazione incontrando enormi lucertoloni e tanti coatti (una specie di procione). Il tour multilingue – Spagnolo, Portoghese e Inglese – continua verso la città brasiliana di Foz do Iguaçù dove pranziamo in un ottimo ristorante a buffet per poi proseguire verso Ciudad del Este in Paraguay, un porto franco dove argentini e brasiliani vanno per fare shopping. È la seconda città del Paraguay, un caos totale dove quasi tutto è taroccato, sicuramente un posto poco raccomandabile, ma comunque un’esperienza interessante. La gita continua poi verso il centro idroelettrico di Itaipù, una delle centrali idroelettriche più grandi del mondo costruita sul Rio Paranà dai governi di Paraguay e Brasile.

Iguaçu

Secondo giorno: le cascate argentine.
Il giorno dopo visitiamo le cascate dal lato argentino. L’entrata del parco dista 20 chilometri dalla città e vi si arriva in autobus. Il parco è grandissimo e la varie zone sono collegate tra loro da un treno. Bisogna munirsi di pazienza perché la gente è tanta e il treno passa ogni 20-30 minuti. Purtroppo per quasi tutto il giorno saremo accompagnati da una fitta pioggia tropicale… ora capisco perché le chiamano foreste pluviali! Raggiungiamo subito la parte più lontana del parco e percorriamo le passerelle che attraversano i vari corsi d’acqua fino all’imponente cascata della Garganta del Diablo: uno spettacolo. Passiamo la giornata tra i vari percorsi che si inoltrano nella foresta sopra e sotto le numerose cascate e ci rendiamo conto che il lato argentino è molto più bello… diciamo che si vivono le cascate più a fondo.

gargantadeldiablo_iguazu

Il terzo giorno è dedicato agli spostamenti: da Iguazù voliamo fino all’Aeroparque Newberry a Buenos Aires, dove prendiamo un altro volo che ci porta a El Calafate, nella Patagonia andina.

Quarto giorno: in nave tra i ghiacciai.
Giornata dedicata alla navigazione del lago Argentino – il lago più grande d’Argentina – alla scoperta dei ghiacciai. Ci dirigiamo verso il ghiacciaio Uppsala e man mano che ci si avvicina comincia uno spettacolo di iceberg di forme e dimensioni notevoli, con colori che vanno dal bianco latte al blu. La navigazione con guida bilingue si fa su catamarani comodi e ben riscaldati, ma quando si esce per scattare le foto il freddo si fa sentire parecchio. Dura tutta la giornata e si raggiungono anche il ghiacciaio Spegazzini e il mitico Perito Moreno.

Perito Moreno

Quinto giorno: trekking sul Perito Moreno.
Con un autobus raggiungiamo l’entrata del parco nazionale, poi una barca ci porta sul lato meridionale del Perito. Qui veniamo accolti da una guida che dopo averci spiegato la natura del luogo e le sue regole ci fa indossare un paio di ramponi. Comincia così un trekking di un paio di ore sul ghiacciaio, una camminata facile e molto bella. Tornati all’autobus raggiungiamo la terrazza panoramica dove possiamo ammirare il Perito Moreno in tutta la sua grandezza: inutile dire che le macchine fotografiche si fondono per l’eccessivo uso!

(Il viaggio contninua…)

A proposito dell'autore

Luca Benericetti

Abito in provincia di Bologna ad Ozzano dell'Emilia, sono un operatore ecologico con una grande passione per i viaggi, ho 45 anni e vivo con la mia compagna Daniela che condivide con me questa passione.

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