Nel mio precedente post vi ho detto come sistemarvi nel migliore ostello per backpakers di Shanghai, qui vi racconterò come lasciare la city nel migliore dei modi, arrivare a Pechino e alloggiare in un buon ostello a pochi passi da piazza Tienanmen e all’ingresso dei pochi hutong rimasti.

Dopo Shanghai, c’è Pechino, non si deve perderla. Un modo per andarci è tornare all’aeroporto e salire su un aereo, ma io vi consiglio invece di superare le difficoltà date dalla lingua, dalle code e dai documenti e prendere il supertreno che collega Shanghai con Pechino, uno dei vanti del “Paese di Mezzo”.

CRH Beijing-Shanghai train at Beijing South Station

Prendere il treno verso Pechino presenta alcune apparenti difficoltà scoraggianti per chi viaggia solo e in maniera autonoma. In primo luogo, in Cina non vi daranno un biglietto per nessuna parte se prima non darete un documento valido, in modo che ogni vostro spostamento sia ben controllato, quindi dovrete andare alla biglietteria con passaporto e visto. In secondo luogo, potete prenotare solo qualche giorno prima (dieci per i treni ad alta velocità, cinque per gli altri), e all’acquisto vi sarà assegnata la classe, il vagone e il posto. Terzo, le fantastiche macchinette di vendita automatica dei biglietti, col menù in inglese, pretendono che all’acquisto voi inseriate la vostra carta di identità magnetica, cosa che voi non avete. Quarto, non si vendono biglietti del treno online (esistono delle agenzie presenti in rete che vi porteranno il biglietto fino alla vostra camera d’albergo, ma pretendono una commissione).

Rimane solo da comprare il biglietto allo sportello. Il mio consiglio è di cercare orari e numero del treno online e andare poi allo sportello in città o alla stazione. Alla stazione di Hongqiao (上海虹桥站) in genere i dipendenti allo sportello parlano quel poco di inglese necessario all’acquisto (ma è meglio non contarci troppo), negli sportelli per le strade spesso no, ma compensano con più pazienza. Il biglietto di seconda classe costa 555 renminbi, un prezzo piuttosto elevato, ma si percorrono 1318 chilometri in un tempo che va dalle 4 ore e 50 minuti alle 5 ore e mezza e vale la spesa. Permette di partire la mattina da Shanghai e di pranzare a Pechino… mica male!

Porta della Città Proibita, la notte.

I treni sono modernissimi e i vagoni comodi e confortevoli, con dei grandi sedili che possono girare su se stessi per poter stare di fronte e chiacchierare se si viaggia in gruppo. Su quei vagoni non si sente una vibrazione e il rumore è davvero minimo. Una volta saliti, si rimane sorpresi dal numero di graziose hostess in divisa che circolano tra i vagoni. Come sempre, il loro compito è un po’ assistervi e un po’ controllarvi, e se vorrete spendere vi venderanno anche da mangiare e da bere. Come su ogni mezzo pubblico, uno schermo vi trasmetterà qualcosa da vedere – anche film americani con doppiaggi da brivido – ma soprattutto potrete vedere la velocità del treno in tempo reale e capire perché treni come questo in Giappone sono chiamati bullet train.

Durante quelle cinque ore, vedrete scorrere davanti ai vostri occhi ogni aspetto della Cina moderna – cantieri, industrie, città con grattacieli futuristici, villaggi che paiono ricordi di epoche passate – per poi arrivare alla stazione di Pechino Sud, una stazione immensa, ma non temete: come ogni grande stazione in Cina, le indicazioni sono a prova di ubriaco e si trova facilmente la metro ad essa collegata.

Dalla stazione all’ostello si può arrivare tranquillamente usando la metropolitana, senza prendere taxi.La fermata da cui partire è quella di Beijing South Railway Station (北京南站) lungo la Linea 4 o Celeste. All’interno troverete le biglietterie automatiche col menù in inglese: il prezzo è lo stesso per tutte le fermate, ma se non si indica la destinazione non si ottiene il biglietto, ancora non mi spiego il perché. Se c’è molta fila potete andare anche allo sportello, basta che voi gli diate il giusto prezzo in monete e loro vi daranno il numero corrispondente di biglietti. Ricordatevi come chiedere i biglietti solo se andate con banconote di grosso taglio, o dopo qualche domanda andata a vuoto vi daranno biglietti per il resto del mese!

Prendendo la metro in direzione della fermata di Caishikou (菜市口站) si arriva a quella di Wuanwumen (宣武门站) e lì si scende per cambiare con la Linea 2 o Blu verso Hepingmen Station (和平门站 ). La fermata successiva è Qianmen Station (前门站), il nostro capolinea. Io ho sbagliato questa fermata nove volte su dieci e ho sempre dovuto attraversare Piazza Tiananmen di lungo o facendo il giro. Questo è piacevole la prima volta – sempre che non si abbiano valige – ma, poiché ci si impiega circa mezz’ora ad attraversarla, dopo un po’ ci si dimentica di essere in un luogo di grande importanza storica e politica e si inizia desiderare uno scooter.

Una volta fuori dalla fermata di Qianmen, attraversate la strada e andate lungo Meishi Jie (煤市街), al numero 81 troverete il King’s Joiy Hotel. Un altro modo per raggiungerlo è mostrare ad un tassista una foto in cui l’indirizzo e il nome sono scritti in cinese. È più facile che prendere la metro, ma preparatevi a dure contrattazioni: i tassisti di Pechino sono degli ossi duri e spesso rifiutano di usare il tassametro. L’albergo offre un buon rapporto qualità prezzo e ha una ubicazione fantastica: camere spaziose e pulite, colazione inclusa nel prezzo, soggiorno con internet, servizi igienici funzionanti e puliti, una sala internet all’ultimo piano, adiacente ad una grande sala relax con il bar e una visione panoramica su Pechino. Inoltre, è sistemata tra gli hutong, i tradizionali vicoli di Pechino che il governo sta inesorabilmente spazzando via per far largo ad imponenti progetti edilizi.

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A proposito dell'autore

Il Ramingo

Il mio nome è Simone, sono un appassionato di discipline outdoor quali trekking, free climb, dive-fishing, come pure di semplice campeggio, viaggio ad ogni occasione possibile e sempre in backpacking, facendo quasi una scienza dell'avere il bagaglio minimo. Esperto per passione di attrezzatura, recensisco ogni materiale che ho a disposizione, testo la qualità per alcuni marchi e cerco di informare i miei lettori sulle buone pratiche nell'outdoor.

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