Si parte in viaggio per l’Irlanda – precisamente per Dublino e dintorni – con pochi spiccioli in tasca, qualche ostello prenotato e uno zaino enorme, con la convinzione che sia più facile da trasportare e al di là dai pignoli controlli delle compagnie aeree low-cost. E poi si sa, Dublino è una città cosmopolita, la patria degli U2, delle pecore, dell’irish stew e ovviamente della Guinness, nostra compagna di viaggio nel freddo pungente di maggio.

Il palazzo del tribunale di Dublino (foto di Darragh Sherwin)

La città è avvolta da un’atmosfera gotica, con le sue cattedrali Christ Church e Saint Patrick e i suoi ponti sospesi sul Liffey che, facilmente guadabile sin dai tempi antichi, unisce le due sponde. Inatti il nome in gaelico di Dublino – Ath Cliath – significa “città del guado con le siepi”. È indiscutibile quanto le città fluviali siano affascinanti e Dublino lo è ancora di più sotto la pioggia che avvolge la città senza darle arie di grande metropoli e capitale, ma di piccolo borgo di provincia.

Per scoprire dove tutti gli abitanti si cacciano e usando il tempo a disposizione come scusa, ci avventuriamo nei famigerati pub. Un vero e proprio universo parallelo dove cantanti improvvisati o gruppi folk con tanto di ballerini rallegrano le serate dei “Dubliners”. E siccome ogni fiume porta al mare, eccoci a Howth, la cittadina di pescatori a mezz’ora da Dublino che ci catapulta in uno scenario completamente nuovo dove il Mar d’Irlanda è il protagonista. Cirri scuri che si alternano a timidi raggi di sole, qualche ristorante di pesce lungo il porticciolo, ma soprattutto una piccola stradina costiera che, inerpicandosi, conduce fino al faro del promontorio.

Musicisti all'opera in un pub di Dublino

Per tutt’altri scenari ci si avventura nell’entroterra dai verdi prati. Pecore, tante pecore, che ci fanno compagnia durante il tragitto in autobus fino ad arrivare al sito monastico di Glendalough, nella contea di Wicklow. Di certo non si può dire che l’ostello era mal collocato: a pochi passi, in un silenzio quasi irreale, le croci celtiche del cimitero del sito ti davano il loro benvenuto.

Glendalough nella contea di Wicklow

Meglio una passeggia tra i sentieri della riserva naturale circostante, il Wicklow Mountains National Park. Verdissima, peccato che non ho portato l’attrezzatura giusta, sarebbe stato bello rimanerci diversi giorni per fare una bella immersione nella natura selvaggia!

E arriva la notte, suggestiva, il cielo stellato mi fa perdere nei suoi meandri, la luce della luna è la sola che illumina il cammino ed è così che l’immenso comincia a far parte di te…

A proposito dell'autore

Chiara Giulia Valenti

Laureata in Geografia, amante delle bellezze del nostro fragile pianeta, affronto la vita e i miei viaggi cercando di vedere i luoghi con occhi nuovi. Il mio motto è “la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.

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