Il trekking urbano è un modo molto gradevole per esplorare una città, meglio ancora se al seguito di una guida certificata. Mi è capitato di farne uno a Todi, durante un viaggio in Umbria, insieme a Todiguide.com e, anche se avevo già visitato la città in passato, ho scoperto angoli completamente nuovi e sono entrato in posti che non avrei mai potuto scoprire da solo.

Quest’anno, quando ho saputo che ci sarebbe stato un altro tour guidato della città non ho saputo resistere. Il tour era parte di un festival medievale ed era arricchito dagli abitanti che passavano per Todi vestiti con i tradizionali abiti medievali. Il nome del tour era “Tra storie e leggende“: non solo avremmo visitato gli angoli più affascinanti della cità, ma avremmo anche scoperto le interessanti e spesso divertenti storie che compongono la storia di questa località.

Il tour è cominciato presso la Cattedrale, da cui si gode di una fantastica vista di Piazza del Popolo e sulla cui facciata compare l’aquila di Todi. Si narra infatti che i fondatori della città, mentre consumavano un pasto all’aperto, hanno visto comparire un’aquila che si è impossessata della tovaglia per poi lasciarla sulla cima della collina dove sarebbe stata fondata Todi.

In un’altra piazza avvenne invece il tragico rogo della strega Matteuccia, arsa viva nel 1428 dopo aver confessato, probabilmente in seguito a torture, di praticare atti di stregoneria. Più probabilmente, invece, la povera donna non preparava altro che filtri d’amore e medicine naturali a base di erbe.

Ho così trascorso una giornata estremamente interessante. Mi domando quante altre città dell’Umbira nascondono un simile tesoro di storie e leggende. Gli abitanti di Todi, in ogni caso, hanno di che essere orgogliosi della loro bellissima città.

A proposito dell'autore

Yo Monteolivo

Mi chiamo Yo e abito in una casa chiamata Monteolivo in Olanda. Sul mio blog bilingue "La Vita di Monteolivo" condivido tutto ciò che più amo: la cucina italiana, il mio giardino di erbe e ortaggi e i miei animali domestici. Ma soprattutto, tre volte l'anno devo semplicemente seguire le mie radici e tornare in Umbria.

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