Ciao a tutti, oggi sarò la vostra guida alla scoperta di una perla del Meridione italiano: Venosa. La mia Venosa è una cittadina in provincia di Potenza, in Basilicata, una regione selvaggia e ancora legata alle tradizioni, dove presente e passato si fondono insieme e creano uno stile particolare.

Tralasciando la zona moderna di Venosa, il nostro punto di partenza sarà il simbolico ingresso al borgo storico di Venosa, ovvero la Fontana Angioina. Tale fontana, eretta nel 1298 in onore del nuovo re di Napoli Carlo d’Angiò, presenta una lunga vasca rettangolare con all’estremità due leoni che schiacciano una testa d’ariete, simbolo della potenza di Venosa sulle città dell’Apulia. Dalla fontana, sulla destra è visibile il Castello Aragonese ma per visitarlo bisogna raggiungere Piazza Castello. Il castello fu costruito nel 1470 da Pirro del Balzo sul sito della vecchia cattedrale di S. Felice. Il castello che vanta un bellissimo loggione, è sede del Museo Archeologico con reperti storici della zona appartenenti a varie epoche. Uscendo dal castello, a destra, è ubicata la chiesa di S. Filippo Neri, o del Purgatorio, grande costruzione di stile barocco che fa da scenario alla statua di Giovanni Battista De Luca.

Il Castello Aragonese di Venosa

Dopo aver esplorato la piazza e i suoi elementi procediamo lungo Corso Vittorio Emanuele II fino a raggiungere Piazza Orazio. La piazza, intitolata all’illustre poeta latino Quinto Orazio Flacco, nato a Venosa nel 65 a.C., ospita una statua a lui dedicata ed è contornata da splendidi palazzi che ospitano edifici pubblici nonché bar.

Camminando ancora lungo il Corso, giungerete in Piazza del Municipio dove, nel Palazzo Calvino, ha sede il Comune di Venosa. Nella stessa piazza è anche ubicata la Cattedrale di Venosa dedicata a Sant’Andrea e fatta costruire da Pirro del Balzo, dopo aver demolito la cattedrale di San Felice per costruire il castello. La chiesa, esempio di stile romanico, fu completata nel 1502 e ospita nella cripta, la tomba di Maria Donata Orsini, moglie di Pirro del Balzo.

La Cattedrale di Venosa

Incamminandovi verso via Frusci, addentratevi nel caratteristico quartiere delle saline (russaleie) dov’era situato a partire dai primi decenni del XIII secolo il fondaco del sale. Il sale, proveniente da Barletta, da Venosa veniva distribuito alle città lucane della zona. In questo quartiere è ubicata anche la presunta casa di Orazio formata da due stanze adiacenti. Tornando sulla strada principale e proseguendo il cammino si giunge all’incrocio con via Roma dove è posto il castello longobardo, ora sede dei Padri Trinitari e si vede la chiesa di San Rocco costruita nel 1501 e dedicata al santo che liberò la città dalla peste.

Alle spalle della chiesa lo sguardo viene colpito da due obiettivi, l’imponente complesso della Trinità e il parco archeologico. Qui ci troviamo nella parte romana della città dove si svolgeva la vita quotidiana dell’antica Venusia, la città strappata ai Sanniti che diventò colonia romana nel 291 a.C. Nel parco archeologico troviamo i resti di alcuni edifici di epoca romana, nonché un complesso termale di cui sono chiaramente visibili le tre vasche “tepidarium”, “frigidarium” e “calidarium” e i resti di un’antica via romana. Dalla parte opposta della strada era ubicato un anfiteatro, simbolo della ricchezza di cui godeva Venosa, ma con lo spopolamento dell’area, le pietre appartenenti agli edifici romani furono prelevati per la costruzione di case e palazzi, nonché per la Trinità.

Il parco archeologico di Venosa

Infine, di fronte al parco archeologico, si erge, imponente l’Abbazia della S.S. Trinità. Il complesso si compone di due elementi: la Chiesa Nuova e l’Incompiuta. La chiesa nuova è costruita sulle rovine di un’antica chiesa paleocristiana, a sua volta eretta su un tempio dedicato a Imene, dio delle nozze, di cui è testimonianza la cosiddetta “colonna della sposa” o “colonna dell’amicizia”. La chiesa, in bellissimo stile romanico, presenta tre navate con semplici e solide colonne di pietra con affreschi riguardanti santi. Nell’abside, un’enorme statua della Trinità assisa sul mondo guarda i fedeli, che in occasione della celebrazione della S.S. Trinità compiono tre giri intorno alla statua come segno di rispetto e devozione.

Alle spalle della Chiesa Nuova si trova l’Incompiuta, che doveva costituire l’ampliamento della chiesa ad opera dei Benedettini dovuto ad esigenze di culto. Infatti la Trinità era divenuta una delle più potenti abbazie del Sud Italia. Tuttavia, il declinio dei Benedettini fu anche il declino dell’abbazia che, infatti, non fu mai terminata ma che, nonostante ciò, resta sempre a mio avviso il luogo più suggestivo di Venosa.

A proposito dell'autore

Domenica Carriero

Viaggiatrice compulsiva e grande appassionata di storia, arte, cultura, buon cibo e buon vino. Adoro scrivere e amo tanto il mio paese, pur con le sue contraddizioni.

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