Dal Capo al Cairo #23: a Esna non serve prenotare camere

Mohammed, il commerciante di Assuan da cui avevo acquistato l’amicizia con un paio di camice, non smetteva un attimo di parlare della sua città, Esna. Così ho fatto l’unica cosa sensata da fare: ho preso il treno e ci sono andato. In fondo ero un po’ stufo dell’assillo dei mercanti e pensavo che qualche giorno in una piccola cittadina mi avrebbe rimesso in forma.

La stazione di Assuan si trova proprio a due passi dal mercato. Il treno per Esna è molto confortevole, tanto che quando mi sono ritrovato al mio posto ho temuto di essere finito per sbaglio nella prima classe, invece ero solo abituato male dopo tanti mesi in Africa sui mezzi di trasporto più improbabili. Esna, anch’essa sul fiume Nilo, è un piccolo centro urbano di scarso interesse turistico. C’è un tempio, è vero, ma le rare carovane di turisti si limitano solitamente a una rapida sosta per poi ripartire verso Luxor. Questo rende la popolazione meno ossessionata da un possibile guadagno a spese dei visitatori stranieri, e più incline a bere un tè in compagnia per il solo gusto di farlo.

Arrivato in centro con il mio robusto zaino in spalle, mi sono messo alla ricerca di una camera. A quante pare, però, ad Esna non ci sono alberghi, cosa di cui non mi volevo convincere nonostante le risposte perplesse dei passanti a cui chiedevo informazioni. Alla fine proprio uno di questi passanti mi ha chiesto: “Quanto tempo ti vuoi fermare?” “Un paio di giorni” “Ma allora ti ospito io!”Detto fatto, mi sono ritrovato nello scantinato di una umile abitazione a due passi dal Nilo. Incluso nel pacchetto, inoltre, ho trovato la gentilissima mamma del mio benefattore, che non ha mai perso un’occasione per offrirmi qualcosa da bere o da mangiare durante tutto il mio soggiorno. Il che era un bene, perché senza alberghi né ristoranti in vista, in strada trovavo solamente falafel e panini imbottiti con fegato di vitello.

Nonostante non mi aspettassi nulla di particolare, non potevo evitare di esplorare un po’ la città. Al mercato la mia curiosità veniva sempre premiata con qualche dolce della tradizione araba e se proseguivo più avanti arrivavo al Tempio di Khnum, un edificio rettangolare con delle incisioni egizie all’esterno e delle imponenti colonne al suo interno. Qua una volta mi sono fermato a chiacchierare del più e del meno con un commerciante di stoffe che – incredibile ma vero – non intendeva vendermi proprio nulla. La sera mi ritrovavo insieme a molte altre persone disposte su una lunga file di sedie lungo gli argini del fiume, per fumare il shisha – la caratteristica pipa ad acqua – e bere tè finché le stelle non arrivavano a dirci che era ora di tornare a letto.

Dove si trova Esna?


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