Una barca abbondonata nel deserto di Paracas, a poca distanza da Lima, faceva bella mostra di sé. Arenata tra le scie lasciate dai pneumatici sulla terra sabbiosa, rappresentava quasi un monito alla memoria della tragedia e della paura per il tremendo terremoto che pochi mesi prima era partito dal largo del Cile e aveva alzato onde nell’Oceano Pacifico, arrivando ad adagiare quell’imbarcazione ad alcune centinaia di metri dalla riva.

I segni del terremoto si notano un po’ ovunque in questo tratto di costa peruviana, dalla distruzione della cittadina di Pisco alle fenditure aperte sulle scogliere, che rendono gli strapiombi da cui ammirare la forza dell’oceano ancora più minacciosi.

 

La Riserva Nazionale di Paracas resta però un luogo di desolante bellezza, nonostante l’accanimento dei fenomeni naturali e grazie alla pressoché assenza dell’uomo. Il sole non lascia tregua e la totale assenza di ripari rende la sopravvivenza ardua. Un’aria calda portata dal vento marino rompe i rigori invernali provati poco più a nord e ci invoglia a spaziare in quella vastità tinta di ocra, nettamente contrastante con l’azzurro del cielo attraversato da nuvoli veloci.

Una penisola dalla forma tondeggiante è quel che appare sulla mappa, assordata dal fragore di onde impetuose che non regalano tregua alle rocce, il loro costante andirivieni ne modella le forme e crea insenature a uso di pellicani, foche e qualche impavido surfista.

Qualcosa di misterioso anima quella terra e forse saranno le energie scaturite dalle centinaia di mummie ritrovate in una necropoli antica di migliaia di anni. Predecessori degli Inca, la popolazione dei Paracas vi si stanziò dando vita a una società di cui restano ormai poche tracce, tra depredazioni passate e recenti.

Con un autobus turistico e anche a piedi abbiamo percorso quegli spazi selvatici, soffermandoci ad ammirare da lontano una colonia di fenicotteri o il nulla di un deserto di sabbia mista a roccia, dove solo il tempo e il destino prendono decisioni importanti.

Giungendo in cima al punto panoramico della Lagunilla, l’unico centro abitato nato in un punto più riparato, osserviamo un sottile lembo di terra a dividere il mare. Presenza fragile se, come ha spiegato un pescatore, a seguito del devastante terremoto venne invaso dall’acqua e ogni cosa sommersa o trasportata altrove come quella barchetta in lontananza, obbligata a un viaggio pericoloso e sicuramente unico.

Dove si trova il deserto di Paracas?


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Informazioni utili:

La Riserva Nazionale di Paracas è situata sulla costa peruviana a circa 260 chilometri a sud di Lima, poco distante da Pisco, nella regione di Ica. L’area misura 335.000 ettari (217.594 sono di Oceano Pacifico e 117.406 su terre emerse). Il clima è tipico di un deserto subtropicale: piogge scarse, con temperatura di 15 gradi centigradi in inverno e 22 in estate.

Come visitarlo. In maniera autonoma, con un taxi o auto noleggiata, oppure affidandosi ai tour operator locali che organizzano escursioni giornaliere alla Riserva, alle Islas Ballestas e al Candelabro.

Precauzioni. Portare scorte d’acqua, un cappellino per il sole e crema protettiva.

A proposito dell'autore

Barbara Oggero

Per smentire la reputazione di "bôgia nen" dei piemontesi, viaggio da quando ho memoria e appena posso parto alla scoperta del mondo con la macchina fotografica, un quaderno per gli appunti e la curiosità verso tutto ciò che incontro e mi circonda.

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