Tempo fa vi avevo promesso che avremmo proseguito il nostro viaggio accompagnati dalla musica.
 La città in cui vi voglio parlare oggi è Boston, uno dei luoghi maggiormente ricchi di storia di tutti gli Stati Uniti d’America, e forse la prima città degna di questo nome ad essere nata in quella parte di mondo, molto prima che New Amsterdam vedesse la luce.

Boston è sempre stata sinonimo di grande cultura e intelligenza, anche grazie alla presenza dell’Università di Harvard che da dato sicuramente grande luce a molti studiosi. 
Non a caso gli americani sono soliti definire “Bostonian” qualsivoglia discorso cervellotico.

Boston, Massachusetts

Sul mio frigo c’è un bel magnete che mi ricorda tutte le mattine la mia voglia di conoscere personalmente questo luogo.
 Sono arrivata vicino a Boston tante volte, ma mai ho approfondito l’incontro con questo luogo così interessante.
 Quello che ho fatto, però, è cercare un percorso musicale che identifichi questa città degli Stati Uniti e che ci aiuti a capirla un po’.

Cominciamo proprio dall’anima di Boston: l’Irlanda.
 Questa città è stata infatti fondata da orde e orde di Irlandesi fuggiti dal vecchio mondo.
 C’è una zona della città, il North End, abitato dagli irlandesi sin da metà Seicento. 
Emblema del sentimento Irish in quel di Boston sono i Dropkick Murphy’s. 
La loro I’m Shipping Up to Boston è stata scelta da Martin Scorsese per la colonna sonora di The Departed, che racconta proprio l’attività della mafia irlandese in questa città. 
Questa canzone richiama forti sonorità celtiche e mescola il tutto con qualcosa di molto più hard.

Boston, North End (foto di Michael Kappel)


I Dropkick Murphy’s si sono formati negli anni Novanta e hanno trovato la loro ispirazione negli irlandesissimi Stiff Little Fingers, un po’ come a non voler mai spezzare il legame tra l’Isola di Smeraldo e il nuovo mondo.
 Non a caso, la squadra di basket della città si chiama proprio Celtic e porta come simbolo un bel trifoglio verde.

Boston è una città soggetta a strane e variegate influenze culturali, e ha dato i natali ad una delle rock band più famose del pianeta: sto parlando degli Aerosmith che, negli Stati Uniti sono comunemente chiamati “the Bad Boys from Boston“. 
Di gusto completamente diverso, ma sempre molto interessanti, sono i Dresden Dolls. Malgrado il nome, questo duo è proprio originario della città del Massachussets. 
Anche loro legatissimi al Vecchio Mondo, sembrano voler far di tutto per raccontare al mondo che loro arrivano da una città che è rimasta più europea che americana.

Last but not least, una menzione speciale è doverosa per i Boston… appunto. 
Famosissimi a metà degli anni Settanta, la loro More than a Feeling è conosciuta ormai anche dai muri di tutte le case del mondo.

Boston Common (foto di Werner Kunz)

La musica di Boston non parla della città, fatta eccezione per i Dropkick Murphy’s.
 La musica di Boston è più un’amica che ti prende per mano e ti vuole far assaporare tutta la diversità nata da una città così profonda, così abituata a ragionare, discutere più che a stupire.
 Boston è di per sé tipically Bostonian e va vissuta con un occhio alla vecchia Europa e uno aperto a tutte le contaminazioni possibili e immaginabili.

Buon ascolto e… buon viaggio!

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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1 risposta

  1. Carlo

    Brava Giovy, complimenti, hai centrato il punto come sempre presentandoci l’emozione della musica che varca l’oceano insieme con le vite e le storie degli uomini che la fanno. Perché di qua o di là dal mare noi siamo sempre quelli… no? A quando anche un po’ di folk anglocanadese(Enter the Haggis, Loreena McKennitt etc)? Pensaci, noi siamo qui in attesa!

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