Chiesa Dio Padre Misericordioso (2003)

Per il Giubileo del 2000 i lavori partono nella capitale d’Italia nel 1993 con il progetto “50 chiese per Roma 2000“: si vogliono dotare tutti i quartieri periferici di un loro centro parrocchiale.

Per Tor Tre Teste, quartiere ancora in via di sviluppo posto a sud della città, viene scelta un’area periferica in cui già da piano regolatore era prevista la costruzione di una chiesa parrocchiale che inizialmente doveva essere dedicata a San Silvestro Papa. Poichè nessun progetto sembra soddisfacente nel 1996 viene lanciato un concorso riservato ai più grandi architetti viventi: Eisenmann, Ando, Meier, Benisch, Calatrava, Gehry; il gotha dell’architettura contemporanea.

Il vincitore risulta essere il pluripremiato architetto statunitense Richard Meier, già autore di numerosi esempi di architettura contemporanea nel mondo e che pochi anni dopo sempre a Roma avrà l’onore di costruire un nuovo spazio espositivo per l’Ara Pacis.

Nel marzo del 1998 viene posata la prima pietra, ma data la complessità dell’opera si giunge all’inaugurazione solo nell’ottobre del 2003, in concomitanza con i 25 anni di Pontificato di Giovanni Paolo II, la cui seconda enciclica era su Dio Padre Misericordioso, a cui la chiesa viene intitolata.

Roma - Chiesa Dio Padre Misericordioso

Il progetto risulta vincente per il significato di queste vele bianche, tre come le persone della Trinità: sono quelle della barca della Chiesa che conduce i fedeli nei mari del Terzo Millennio. Infatti questa chiesa dalla forma atipica, che si colloca nel contesto architettonico urbano della periferia amorfa di Roma, dove tra lacerti di antichi ruderi si sono moltiplicati edifici di bassa qualità, è progettata con molteplici rimandi ai simboli della Cattolicità.

L’idea base del progetto è quella di una barca a vele spiegate nel vento, rifacendosi alla tradizione cristiana in cui la barca rappresenta la Chiesa come guida nel mare impervio che solcando i mari porta il suo popolo nel Terzo millennio. Presentandola a Giovanni Paolo II Meier afferma: le vele bianche ci condurranno verso un nuovo mondo.

La pianta dell’edificio è formata da uno schema compositivo basato su tre quadrati e quattro circonferenze, intersecanti tra loro. I quadrati definiscono il disegno delle corti e dei servizi ecclesiastici, mentre le circonferenze , che generano i profili delle vele, accolgono al loro interno la navata della chiesa, la cappella e il battistero. Le vele, tre come la Trinità, sono posizionate in modo da sovrastare la chiesa e simboleggiano il senso di protezione di Dio verso i suoi fedeli e conferiscono un senso di protezione a coloro che sostano nella navata sottostante.

Le vele, la più alta delle quali raggiunge un’altezza di 26 metri e la più bassa 18, sono autoportanti, cioè è la loro stessa struttura che le permette di rimanere in piedi. Per realizzarle è stato necessario suddividerle in grandi pannelli prefabbricati, come i conci degli archi romani, ciascuno del peso di 12 tonnellate e realizzati con un materiale tutto nuovo. Questo particolarissimo cemento, arricchito di polvere di marmo di Carrara, ha la straordinaria capacità di auto pulirsi grazie ad un processo di ossidazione delle particelle inquinanti, mantenendone intatto il colore.

Come molte altre opere di Meier, infatti, questa chiesa è di colore bianco. Coerentemente con la sua poetica c’è un grande uso del vetro e di pannelli quadrati di colore bianco traslucido, che danno all’insieme un’aria di leggerezza e purezza. Questo effetto viene accentuato dall’illuminazione: grazie ad un raffinato e studiato utilizzo della luce, e nonostante la struttura sia realizzata in modo consistente da vetri, la luce solare non entra mai in chiesa in modo diretto. Solo ad una certa ora del pomeriggio durante la stagione estiva la luce entra da una piccola finestra illuminando il crocifisso posto all’interno.

Roma - Chiesa Dio Padre Misericordioso

Sito ufficiale: www.diopadremisericordioso.it

Indirizzo: Piazza Largo Terzo Millennio 8, Roma

Orari: periodo estivo Lun-Dom: 7,30-12,30; 16,00-19,30; periodo invernale Lun-Sab: 7,30-12,30;16,00-19,30; Dom: 7,30-12,30; 16-19,30

A proposito dell'autore

Enrico Giulio Giuliani

Un po’ toscano, un po’ lombardo, viaggio molto ma i letti sono sempre troppo corti per me. Da piccolo giocavo con le costruzioni e da grande mi sono innamorato delle linee armoniche dell’architettura classica. La dimensione del viaggio per me è un’esperienza prima che fisica conoscitiva perché seguendo la strada battuta da Polo, Chatwin, e Rumiz credo che la consapevolezza di ciò che si guarda è il primo passo per comprenderne la bellezza.

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1 risposta

  1. effetto

    Un progetto decisamente interessante, anche per l’uso del materiale che reagisce agli inquinanti!

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