Il racconto di oggi è dedicato a quello che secondo me è stato uno degli aspetti più divertenti de #lamiatorino: una pedalata sotto al diluvio.

Già vi vedo guardare storto lo schermo che avete davanti, ma giuro che è andata così, è stato davvero divertente! Magari al momento non proprio, che quando hai addosso quel mezzo chilo di fango raccolto per strada e grondi acqua da tutti i k-way è vero, ridi un po’ meno, ma poi per dimenticarsi i momenti bui e sistemare tutto tra i ricordi migliori basta sedersi in un taxi e inondarlo con una quantità d’acqua che forse giusto il Mekong durante una piena.

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Ma andiamo con ordine e diciamo tutto dall’inizio.

Il ritrovo è per le 9.15 presso l’Ufficio del Turismo in piazza Castello/via Garibaldi, come succede per tutti i tour del mattino (l’alternativa è il tour pomeridiano con appuntamento alle 13.45): calcolate che tra andata e ritorno si rimane impegnati per circa quattro ore, salvo dispersi lungo il cammino, ma le guide sanno il fatto loro e in genere evitano che questi scenari apocalittici si avverino, anche se poi che sarà mai perdersi da queste parti… potrebbe venire pure la tentazione di farlo di proposito. Ma non sobilliamo.

Dicevo che ci siamo ritrovati per tempo e dopo un collaudo delle bici, giusto per prendere un minimo di confidenza, siamo partiti armati delle migliori speranze in un tempo clemente, con lo stesso sorriso del bambino che scarta un giocattolo nuovo. Risparmio narrazioni su facce che, in occasione di un sorpasso più o meno azzardato, si sfiguravano in smorfie tipiche del teppistello da banlieue, e risparmio racconti di scampanellate di sfottò a chiunque avesse l’ardire di rimanere indietro (vabbè, ormai l’ho detto, ma almeno si capisce il livello di goliardia che certe esperienza sanno aizzare). Faccio la persona seria descrivendo il paesaggio bucolico del Parco del Valentino che accompagna per un buon tratto di strada il ciclista diretto verso la Palazzina di Stupinigi, o verso la Reggia di Venaria: a chi pedala la scelta.

La cosa interessante è che il biglietto d’ingresso, qualsiasi sia la residenza, è compreso nel prezzo della pedalata, e direi che sono 39 euro ben spesi, se si considera che durante il tragitto le guide sono disponibili a dare consigli più o meno tecnici, oltre che a raccontare la loro città: basta chiedere. Nel nostro caso i ragazzi hanno fatto anche da supporto psicologico durante il ritorno: come anticipavo ci siamo presi un bel diluvio, di quelli che quando guardi fuori dalla finestra pensi che meno male te ne stai in casa, ma in questo modo abbiamo avuto l’occasione di testare le bici in condizioni estreme, e devo dire che reggono bene anche tra le mani di un’incompetente come quella che sta scrivendo.

Poi diciamo la verità: è in queste occasioni che viene fuori il vero spirito competitivo, quello dove nessuno si tira indietro fino all’ultimo, perché ci sta mettendo la faccia e non è uno scherzo.

Una bella sfida, quindi, la consiglio a chiunque: se siete a Torino e vi viene quest’idea della Royal E-Bike non lasciatela scappare e soprattutto fregatevene del tempo. Anzi, se vedete che inizia a cadere qualche goccia, mettetevi in sella con il vostro caschetto e partite subito! Garantisco che non ve ne pentirete.

Per informazioni e prenotazioni
www.residenzereali.it[email protected]

A proposito dell'autore

Maledettamente curiosa, ho trovato nei viaggi e nella scrittura quello che mi permette di tenere un po’ a bada questo spirito irrequieto che mi mette alla prova da trent’anni. Amo i libri, la cucina (ahimè!) e amo tutto ciò che è bello (dicono che è perché sono bilancia, ma ci credo poco). Da pochissimo nel mondo dei blog, mi ci sono buttata con tutte e due le scarpe... staremo a vedere che succede!

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