“Ma come ha fatto a perdere contro Gimondi a Barcellona?!”

L’intervista a Freddy Maertens, simbolo del ciclismo fiammingo, è iniziata così.

Dico probabilmente perché io di ciclismo non ci capisco nulla, distinguo a malapena una graziella da una mountain bike, a meno di modifiche strane, e vedi il caso mi sono ritrovata nel bel mezzo di un fine settimana all’insegna delle due ruote. Vintage. Nelle Fiandre.

Volete sapere che ne è uscito? Un’esperienza da ricordare.

Non mi sono sentita fuori posto nemmeno per cinque minuti, e non perché di cognome faccio Magni come il leone delle Fiandre (un grazie a Felino per la segnalazione!), la questione sta altrove. Siamo abituati ad associare questo mondo alle tristi discussioni attorno al doping, ma il ciclismo è ben altro, come ho avuto modo di toccare con mano, e parlo per quello che ho visto, che ripeto, son profana.

Ho visto un mondo di non professionisti guidati dalla stessa passione. Un mondo che non si misura con un cronometro o con un traguardo tagliato davanti agli altri, ma con la soddisfazione che solo una buona dose di sudore e di entusiasmo sanno regalare. Finito, non conta altro.

Vi racconto quindi di Oudenaarde, dove a fine marzo si è concluso il terribile Giro delle Fiandre, il centesimo, coi suoi muri rivestiti di pavè, dove anche un professionista si ferma, se perde il ritmo. Una Oudenaarde vintage che non è solo per pochi fanatici, ma per chiunque sia in cerca di una scusa per andare ad annusare un’atmosfera d’altri tempi, almeno per un po’. Ogni anno infatti, l’ultima domenica di maggio, questo paesino ad un’ora di treno da Bruxelles si mette il suo vestitino d’epoca e gioca al tempo che non è mai passato, in occasione della Retroronde.

Avrò modo di spiegare bene in che cosa consiste questa Retroronde, ma mi preme prima spendere qualche parola su tutto ciò che gli fa da cornice, perché davvero merita una visita, indipendentemente dalla passione per le due ruote. Tra le vie strette e ben curate di Oudenaarde si tocca con mano l’orgoglio fiammingo, lo si sente calpestando il pavé del centro o quello dei famigerati Muur, lo si legge negli occhi delle persone, lo si annusa nel vento che porta qualche nuvola grigia che poi però scappa.

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Cosa fare ad Oudenaarde?

Innanzitutto rilassarsi, magari godendosi un’ottima birra: non c’è che l’imbarazzo della scelta, difficile sbagliare. Io qui voglio segnalarne però una che forse ai puristi del genere farà storcere un po’ il naso, ma che a me è piaciuta: la Liefmans alla ciliegia. Sono stata a fare un giro nel birrificio dove la producono, che organizza tour guidati con tanto di tappa finale al pub per toccare con mano… e come non consigliare di fare altrettanto!

Con la birra ci stanno bene le frites, le famose patatine che qui (non dite Belgio… sono le Fiandre!) hanno davvero un altro sapore: sono moltissimi i frietshop, dove ci si può fermare per un assaggio (oddio, le porzioni non sono proprio d’assaggio, io lo dico). Cos’hanno di particolare? La doppia frittura, che le rende morbide all’interno e croccanti fuori. Frittura rigorosamente nello strutto, ecco il perché di un sapore diverso da quello cui siamo abituati.

Nel centro di Oudenaarde c’è una bellissima piazza contornata dalle tipiche case del nord, che coi loro profili sembrano andare a grattare il cielo: il colpo d’occhio di queste architetture ognuna diversa dall’altra, con la loro personalità distinta, è di quelli che si riportano a casa come cartolina. Su questa piazza si affaccia la Town Hall, orgoglio della cittadina: è molto bella da visitare, con i suoi saloni dalle vetrate colorate e con i suoi soffitti, intrecci agili di tronchi possenti che davvero non si può rimanere indifferenti e ci si chiede come facciano a stare lì, che sembrano quasi sospesi.

Già che ci siete, concedetevi un giro al museo che c’è qui dentro e andate alla scoperta della storia della città e della sua tradizione centenaria degli arazzi. E se avete dei bambini portate anche loro, perché nel museo c’è un topo, un topo che racconta di questo paese aprendo le porte della sua tana, che pure io mi sono fermata a sbirciarci!

Questa è Oudenaarde, patria delle due ruote dove anche chi va a piedi non può non sentirsi a casa, dove ti siedi in un pub e parli con uno che ha lasciato indietro Saronni e che adesso pedala ancora, per il semplice gusto di farlo, lungo il mare.

La prossima volta invece vi racconto della Retroronde: preparate il vestito vintage per l’occasione!

Maggiori informazioni per un viaggio nelle Fiandre -> Turismo Fiandre Italia

A proposito dell'autore

Maledettamente curiosa, ho trovato nei viaggi e nella scrittura quello che mi permette di tenere un po’ a bada questo spirito irrequieto che mi mette alla prova da trent’anni. Amo i libri, la cucina (ahimè!) e amo tutto ciò che è bello (dicono che è perché sono bilancia, ma ci credo poco). Da pochissimo nel mondo dei blog, mi ci sono buttata con tutte e due le scarpe… staremo a vedere che succede!

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