No man’s land, la terra di nessuno: così viene chiamata quella striscia di tre chilometri di terra che separa il Marocco dalla Mauritania, perennemente contesa tra i due paesi e ora non appartenente a nessuno dei due. Ai lati della strada di quei tre chilometri di strada sabbiosa ci sono mine ovunque. Impossibile fermarsi o sostare. Resti di auto bruciate fanno da cornice ad uno scenario post bellico, attraverso cui la polizia marocchina ci ha letteralmente scortato fino al confine, dopo interminabili ore sotto il sole cocente del deserto ad aspettare che le loro infinite pratiche burocratiche fossero terminate.

Geograficamente la Mauritania è la continuazione del Marocco, in cui il Sahara la fa da padrone, ma culturalmente il paese è ancora più restittivo dei suoi vicini, con la sharìa che ne domina la società e la mentalità. Siamo in pieno mondo arabo, dove l’alcol è severamente proibito e dove la religione ha un ruolo socialmente fondamentale nella vita della gente.

In Mauritania sono apparse le prime capre per strada, quelle capre che non ci abbandoneranno più per il resto del nostro viaggio. E in Mauritania ho visto per la prima volta la povertà, quella vera, quella che ti toglie il respiro e ti lascia senza parole.

Lasciamo il mondo conosciuto e ci addentriamo in una nuova dimensione, che ci sta preparando e avvicinando alle porte dell’Africa vera.

A proposito dell'autore

Emanuela Grieco

Negli ultimi anni ho viaggiato spesso, riempendo il mio diario con le impressioni che ricevevo in ogni nuovo posto visitato. Per ogni pagina che riempivo, raccoglievo anche immagini che ritraessero le mie destinazioni. Amo la fotografia, perché mi permette di mostrare agli altri quello che vedo con i miei occhi, e quando posso lo faccio tramite il mio blog my1stimpressions.com.

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