In un piccolo paese dell’Alto Adige c’è una uno stabilimento, a metà tra passato e futuro, dove si produce una delle birre più apprezzate al mondo: la Forst Bier. Dal 1857 la Forst ha sempre avuto la propria casa qui, a Lagundo, ed è dal 1863 nelle mani della famiglia Fuchs, o meglio, nelle mani delle donne della famiglia Fuchs: madri e mogli amorevoli, ma anche attente imprenditrici, le donne Fuchs sono sempre state un punto di riferimento per l’azienda e la loro attenzione ai dettagli ha contribuito in maniera decisiva al suo successo.

In una giornata piuttosto fredda e con la neve che cade poco sopra le nostre teste, veniamo accolti dal signor Antonio, il Mastro Birraio, ovvero l’alchimista che conosce tutti i segreti della birra Forst. La particolarità che subito salta all’occhio degli edifici di produzione è che non sembrano edifici che contengono silos, magazzini, aree di imbottigliamento e quant’altro: hanno l’aspetto di una casa, una bella villa circondata da roseti.

Iniziamo subito il tour alla scoperta del birrificio e, dopo aver visto il magazzino e la sede dell’imbottigliamento, arriviamo alla sala di cottura, che si trova in un edificio modernissimo, nel cuore (anche dal punto di vista spaziale) dell’intero stabilimento. La cosa che più colpisce è il profumo dal quale si viene accolti: un profumo buono, caldo, di orzo. Qui Antonio ci parla della storia della birra (di cui abbiamo le prime testimonianze già nel 4000 a.C. con i Sumeri) e delle materie prime utilizzate, ovvero l’acqua delle montagne che ci circondano e il malto della Baviera, come farebbe un sacerdote nella sua cattedrale: misurando le parole, con un tono di voce bassa, quasi per non urtare il processo che si sta compiendo in quei grossi contenitori di fronte a noi.
Subito dopo passiamo alla sala di fermentazione, “where the magic happens” e a quella che può essere definita la cantina, ovvero dove avviene il processo di maturazione: alzando lo sguardo, si vedono immensi silos lucenti e, proprio in quel momento, ci sono ben 760 mila litri di birra sopra le nostre teste!

Siamo in un birrificio, accompagnati dal Mastro Birraio in persona: cosa ci resta da fare? Spillare, ovviamente! E anche in questo caso Antonio ci rivela qualche segreto: mi sembra superfluo dire che il bicchiere debba essere da birra ma, forse, non tutti sanno che va bagnato. Ora inclinate leggermente il bicchiere e aprite la spilla in maniera decisa (ma vale anche se dovete versare la vostra Forst dalla bottiglia) e riempitene i due terzi, poi raddrizzatelo fino a che sia quasi pieno. Chiudete la spilla e lasciate riposare circa 30 secondi e poi il tocco finale: riempite il bicchiere mantenendolo dritto, così si formerà la quantità giusta di schiuma che vi permetterà di gustare appieno la vostra birra. Beh, ora che aspettate? Brindate con chi avete di fronte (guadandolo bene negli occhi, mi raccomando!) dicendo un bel “Prosit!”.

Dopo tutto questo camminare e spillare ci spostiamo nella Bräustüberl Forst, il ristorante-birreria nato proprio accando allo stabilimento dove, in un’atmosfera calda, si possono assaggiare le specialità altoatesine, ciascuna accompagnata da una diversa birra Forst.

Un paio di annotazioni per i golosi che, come me, non resistono ai dolci: consiglio assolutamente di provare il birramisù che, come avrete capito, è una rivisitazione del tradizionale tiramisù italiano ma incredibilmente più leggero e, per esaltarne il sapore, accompagnatelo con una Forst Sixtus. Inoltre, per portare con voi un ricordo di questa giornata, non dimenticate il cioccolato con ripieno alla birra: delizioso!

E se volete vivere questa esperienza particolare e scoprire i segreti della Birra Forst, da giugno a settembre, potete prenotare la vostra visita a Lagundo.

A proposito dell'autore

Veronica

Una ragazza, una figlia, una sorella, un'amica. Vivo di paesaggi, profumi ed impressioni. Amante della musica, della letteratura, dell'arte e della mia Bergamo, lascio un pezzettino di cuore in ogni posto in cui vado.

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