Nelle città di oggi tutti gli architetti dicono che il problema è la periferia e legano questo sostantivo puntualmente al verbo “riqualificare”: esiste, per dire, al Comune di Roma addirittura il Dipartimento Politiche di Riqualificazione delle Periferie. In generale i risultati, va detto, spesso sono cervellotici, e quindi pessimi. Quando poi la “periferia” è anche “industriale”, ci si deve preparare a qualsiasi cosa.

A Torino invece, forse per la dimestichezza oramai secolare con il mondo industriale, si sono sviluppate soluzioni dimostratesi pienamente integrabili e funzionali. Nella zona denominata Spina 3, caratterizzata dalla presenza di un’ansa del fiume Dora e dalla vicinanza del nascente passante ferroviario, il Comune ha varato nel 1995 un programma di riqualificazione urbana, pensato per reintegrare all’interno del tessuto urbano l’insieme delle aree industriali dismesse negli anni Settanta (oltre un milione di metri quadrati, circa l’uno per cento del territorio comunale).

Vista la nascita di un nuovo quartiere, arrivato poi a 15.000 abitanti, l’allora arcivescovo di Torino cardinale Severino Poletto ritenne fosse necessario costruire una nuova grande chiesa che servisse la comunità: la Chiesa del Santo Volto. La sua scelta cadde sull’architetto di fama internazionale Mario Botta, le cui opere si caratterizzano per i volumi puri, spesso cilindrici, l’uso di mattone o pietra a vista ed i grandi lucernari che illuminano zenitalmente gli spazi.

Chiesa del Santo Volto - Torino, Italy

Dopo la fase di progetto iniziata nel 2001, la prima pietra fu posata simbolicamente il 24 giugno 2004 (giorno di San Giovanni, patrono di Torino). L’inaugurazione, prevista per il 24 giugno 2006, invece fu l’8 dicembre 2006. Oltre alla chiesa vera e propria furono costruiti anche una casa canonica, una cappella feriale per le funzioni quotidiane, edifici per il ministero pastorale, strutture per attività di formazione e ricreazione dei giovani, una sala sotterranea per assemblee e convegni, ed  un nuovo fabbricato adibito a uffici per la diocesi. In questo modo si sono raccolte tutte le attività di servizio alla Curia che prima erano dislocate in vari edifici sparsi in città.

La Chiesa del Santo Volto è un edificio a pianta centrale, stellata con sette torri radiali chiuse da lucernai inclinati a 45 gradi, mentre gli ambienti accessori, estesi per una superficie di 12.000 metri quadrati, sono distribuiti in edifici lineari a tre piani che racchiudono lo spazio del sagrato costruendo in tal modo una cortina stradale sul lato lungo del lotto.

Il concetto tradizionale di facciata è stato abolito: in questo modo ogni lato del quartiere vede la stessa immagine dell’edificio, che visivamente si ripete per colui che a piedi vi si accosta. Infatti per accedervi il visitatore deve seguire un percorso lungo un arco di cerchio per raggiungere l’accesso al sagrato. Questa forma così particolare ha molteplici riferimenti al numero sette, che nella religione cristiana rimanda ai giorni in cui Dio creò il mondo, ai Sacramenti, ai doni dello Spirito Santo, alle opere di misericordia e molto altro. Sette sono le alte torri di 35 metri, sette le cappelle radiali e sette travi di cemento armato, a formare una stella, formano la copertura della sala ipogea.
 Questa forma però è stata scelta da Botta anche come riferimento alle ruote dentate degli ingranaggi, in modo da evocare la memoria industriale del luogo.

Chiesa del Santo Volto - Torino, Italy

L’interno è spoglio, quasi monocromatico, privo di quei segni della religiosità comune, più in linea con scelte intellettuali che con la religiosità popolare. La luce piove dall’alto illuminando il grande spazio severo e spoglio. 
Su esplicita richiesta dell’Arcidiocesi di Torino, all’interno si doveva inserire un riferimento visivo alla Sacra Sindone. Scartata l’ovvia soluzione di un bassorilievo per l’unica immagine dell’intera chiesa, Botta ed i suoi collaboratori hanno tradotto il volto di Cristo in pixel e lo hanno ricreato sulla parete dietro l’altare tramite una particolare lavorazione: pietre “rosso di Verona” sono state infatti lavorate con due forme diverse, un cuneo per creare una zona d’ombra oppure un lato piano per riflettere la luce. In questa maniera, la composizione, illuminata dall’alto, mostra il volto di Cristo a chi entra nella chiesa. Man mano che ci si avvicina la percezione dell’immagine sparisce.

Chiesa del Santo Volto - Torino, Italy

Informazioni utili

Parrocchia Santo Volto – Via Val della Torre, 11 – 10149 Torino – Tel. 0115156480

La chiesa è situata all’angolo tra Via Nole e Via Borgaro, ed è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici tramite le linee 3, 9, 72. Se volete raggiungerla in auto è consigliabile parcheggiareVia Nole e raggiungere la chiesa dalla grande scalinata.

A proposito dell'autore

Enrico Giulio Giuliani

Un po’ toscano, un po’ lombardo, viaggio molto ma i letti sono sempre troppo corti per me. Da piccolo giocavo con le costruzioni e da grande mi sono innamorato delle linee armoniche dell’architettura classica. La dimensione del viaggio per me è un’esperienza prima che fisica conoscitiva perché seguendo la strada battuta da Polo, Chatwin, e Rumiz credo che la consapevolezza di ciò che si guarda è il primo passo per comprenderne la bellezza.

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