In Salento è cominciata La Notte della Taranta

Martedì 6 agosto è cominciato il festival itinerante “La Notte della Taranta”. La serata inaugurale si è svolta a Corigliano d’Otranto, una piccola cittadina della provincia leccese, nel cuore non solo del Salento, ma anche della Grecìa Salentina, un’isola linguistica ellenofona in cui si parla un dialetto neo-greco detto grecanico o griko. Un tesoro di tradizioni e di cultura millenaria, e quindi lo sfondo ideale per il più grande festival d’Italia che negli ultimi anni ha restituito alla ricca gamma di generi musicali riconosciuti sotto il nome di tarantelle il prestigio che meritano. Non un incontro di nostalgici sentimentali in cerca di sapori perduti, ma un palcoscenico florido e vitale, su cui la tradizione si confronta con le sperimentazioni e le contaminazioni, proprio come dovrebbe essere in una terra che, dopo il passaggio di greci, romani, normanni, francesi e spagnoli, ha saputo elaborare alcuni degli esempi più straordinari di sincretizzazione culturale in Italia.

La tarantella è una combinazione di ritmi e danze diffusi in quasi tutta l’Italia meridionale, ma ogni località ha trasmesso alle musiche che ne sono conseguite peculiarità e caratteristiche proprie. In Salento chi dice tarantella dice pizzica, ed entrambi i termini rimandano all’etimologia di questo genere che si bilancia tra il sacro e il profano.

Il tarantismo (o tarantolismo) era un fenomeno isterico convulsivo che secondo le antiche credenze era dovuto al morso di un ragno, in particolare al morso della tarantola. La tradizione popolare riteneva che per liberarsi dal veleno inflitto dal morso occorresse scatenarsi al ritmo di musiche appropriate. L’accompagnamento offerto per lo scopo da musicisti esperti poteva durare anche per giorni, nella ricerca della corretta combinazione di vibrazioni che avrebbero guarito la vittima. In seguito un tentativo di cristianizzazione del fenomeno lo ha voluto collegare a San Paolo, protettore delle vittime di animali velenosi.

Nel corso degli ultimi decenni i festival musicali e le arti teatrali sviluppatesi intorno a questi ritmi hanno riportato il genere della tarantella all’attenzione del grande pubblico. Donne, uomini, vecchi, giovani, residenti e forestieri… nessuno resiste al ritmo dirompente di queste sonorità. La grazia e l’entusiasmo trasmessi dalle esperte ballerine sono uno spettacolo per gli occhi, le orecchie e il cuore. L’interazione che questa cultura è in grado di sviluppare tra le gente, gli audaci sperimentalismi di cui si sono resi protagonisti artisti di vario genere, la genuina gioia che emerge nel farsi coinvolgere dai passi semplici e intuitivi – per gli uomini almeno, mentre sono le donne nel ballo di coppia a fare quasi tutta la fatica! – hanno trasformato questo esempio di cultura tradizionale in uno dei più grandi fenomeni culturali dell’Italia meridionale, e del Salento in particolare.