L’appuntamento è fisso: il secondo fine settimana di settembre. In quei due giorni Piazza Campo del Palio di Asti si anima con il Festival delle Sagre Astigiane, una grande manifestazione enogastronomica che richiama numerosi visitatori da tutta la regione.

Da sabato sera a domenica, oltre quaranta Pro Loco in altrettante casette rustiche con cucina incorporata hanno sfornato una quantità industriale di cibo, proponendo ricette della tradizione gastronomica astigiana. Raggiunta nel 2013 la quarantesima edizione, più di 3000 operatori vestiti da contadini si sono mossi tra balle di fieno, trattori, attrezzi di lavoro e una folla affamata che superava di gran lunga le centinaia di migliaia di persone.

Fesrival delle Sagre 2013 - Asti

I profumi si sono mescolati tra loro, e così anche i sapori. La scelta si articolava tra decine di antipasti, primi, secondi e dolci accompagnati da un “gotto” di vino rosso. A prezzi tutto sommato popolari è stato possibile assaggiare il tonno di coniglio e la torta di zucca di Serravalle, gli agnolotti e i salamini d’asino di Calliano, l’immancabile gran fritto misto offerto dal Comune di Callianetto, che ha portato anche il tortino d’gianduja. Inoltre c’erano polenta fritta con gorgonzola, frittelle salate alla campagnola, pesche ripiene al cioccolato e molto altro ancora, piatti così succulenti da attrarre immancabilmente lunghe code di aspiranti assagiatori che fremevano per avere la loro porzione.

Tavoloni con tovaglia a quadretti e panche in legno erano a disposizione di chi non gradiva mangiare in piedi (e di chi ha avuto la fortuna di conquistarne un angolo). I più organizzati hanno portato con sé il corredo da campeggio, mentre altri ancora hanno allestito un vero e proprio picnic sull’asfalto. Ma alla base di tutto c’erano l’allegria e il piacere di gustare dei piatti semplici e gustosi in piacevole compagnia.

L’origine del festival

Il Festival delle Sagre prese vita nel lontano 1974 con spirito di pura improvvisazione, da un’idea di Giovanni Borello, allora Presidente della Camera di Commercio, nell’ambito del “Douja d’Or”, storico concorso per vini locali che si tiene sin dagli anni Sessanta. Lo scopo era conferire a quello che era essenzialmente un concorso enologico, un momento festoso di schietta allegria. Ed è stato proprio l’aspetto gastronomico della sagra e della festa di paese che alla fine si è imposto nella mente degli organizzatori, che da allora riuniscono in un giorno le più genuine specialità della cucina campagnola e le propongono ai cittadini affinché riscoprano, attraverso i sapori dei tempi andati, un folklore prezioso che merita di essere conservato.

Per dare anche un contenuto culturale che esaltasse i valori della civiltà contadina venne istituita la sfilata che si svolge ancora oggi nella mattinata di domenica. Dall’edizione del 2000 si è cominciato a dare un segnale ecologico sperimentando l’utilizzo di piatti di ceramica per abolire la plastica dalla piazza, e nel 2001 vengono impiegati esclusivamente piatti di carta, posate di legno e bicchieri di vetro.

A proposito dell'autore

Barbara Oggero

Per smentire la reputazione di "bôgia nen" dei piemontesi, viaggio da quando ho memoria e appena posso parto alla scoperta del mondo con la macchina fotografica, un quaderno per gli appunti e la curiosità verso tutto ciò che incontro e mi circonda.

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1 risposta

  1. Sara Nesti

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