L’Islanda è la patria dei geyser. Non solo perché è il Paese con la maggiore concentrazione in rapporto alla superficie, ma anche perché la parola “geyser” – ormai divenuta d’uso internazionale – deriva dall’islandese geysir che significa “sgorgare”.

Strokkur, geyser - Islanda

I geyser sono uno speciale tipo di sorgente calda che erutta ad intervalli più o meno regolari una colonna di acqua e vapore. Si trovano in prossimità di vulcani o nei luoghi ove la crosta terrestre è meno spessa e sono abbastanza rari in quanto per esistere hanno necessità di una combinazione di caratteristiche geologiche e fisiche che esistono solo in poche aree. Un geyser nasce infatti in presenza di una caratteristica struttura sotterranea a sifone che comunica con l’esterno. In essa ci sono rocce permeabili, nelle quali circola l’acqua, circondate da rocce impermeabili; nelle vicinanze si trova una camera magmatica, che irradia calore.

Il punto di ebollizione dell’acqua aumenta con il crescere della pressione all’interno del sifone del geyser. Se il sifone è abbastanza stretto da non permettere moti convettivi, gran parte dell’acqua raggiungerà una temperatura superiore ai cento gradi, ma non bollirà a causa dall’aumentata pressione. Ma con l’incremento dal calore prodotto dalla vicinanza del magma, ad un certo punto una parte della colonna d’acqua raggiungerà il punto di ebollizione alla pressione cui è sottoposta ed inizierà a produrre vapore. Questo, espandendosi, spingerà in alto la colonna d’acqua fino a causare un certo riflusso all’esterno. Questo fenomeno può verificarsi svariate volte, e ad ogni riflusso diminuirà la pressione all’interno del sifone; in questo modo si abbassa anche il punto di ebollizione e si raggiungerà uno stadio in cui l’intera colonna d’acqua bollirà e schizzerà fuori formando il caratteristico spruzzo. Quando il tubo è vuoto lo spruzzo cessa ed il processo ricomincia.

Fumarole, geyser - Islanda

In Islanda ci sono circa trenta geyser e la maggior parte di essi è concentrata in un area nel Sud-Ovest del Paese. È qui che si trova Geysir, il capostipite, lo spruzzo che ha dato il nome a tutti i geyser del mondo.

Il nome fu imposto dal vescovo Sveinsson nel 1647. Nel 1846 lo scienziato tedesco Bunsen studiò le proprietà e le caratteristiche di Geysir e formulò la teoria del suo funzionamento che ancora oggi è comunemente accettata, quel processo complicato che avete letto poche righe più su. Da allora il nome gysyr – corrotto in geyser – è diventato la denominazione del fenomeno e non più solo il nome della sorgente della valle di Haukadalur.

Geysir ormai non funziona più con regolarità come un tempo, quando ogni ora emetteva un getto di acqua calda e vapore alto sessanta metri. Adesso si sveglia solo dopo forti terremoti ed emette spettacolari spruzzi, ma senza alcuna regolarità. Ma il suo fratello minore, Strokkur, che si trova quattrocento metri più in basso, è invece preciso come un orologio: in media ogni otto minuti emette una colonna d’acqua che può essere alta anche venti metri.

Geysir, geyser - Islanda

Sistemandosi ad adeguata distanza e superando la piccola folla di turisti, lo spettacolo può essere visto e goduto con comodità. L’acqua aumenta piano piano di livello fino ad arrivare al bordo della pozza, formando una vera e propria bolla, grande quanto l’intero cratere. È trasparente, tanto che si può vedere il getto di vapore arrivare dal basso, rompere la bolla e schizzare bianco verso l’alto, disperdendo nell’aria finissime particelle di acqua ad elevata temperatura: per questo quando si va ad ammirare un geyser conviene sempre controllare prima da dove soffia il vento!

Il panorama che circonda i due geyser è quasi surreale: rocce gialle e rosse e chiazzate dai colori di tutti i minerali contenuti nelle acque, dalle quali affiorano altre pozze di acqua sulfurea e bollente a volte trasparente, a volte di turchesi e lattescenti sullo sfondo di una valle verde, per la maggior parte utilizzata come pascolo. Mentre nell’aria, vanno e vengono zaffate di zolfo.

A proposito dell'autore

Giuseppe Maria Galasso

Ho girato il mondo in largo e per un bel pezzo anche in lungo, e sono sempre ritornato con la voglia di raccontare e condividere le emozioni vissute. Per lungo tempo il mio strumento è stata la macchina fotografica: collaboro con alcune delle maggiori agenzie fotografiche e le mie foto sono state pubblicate su prestigiose riviste. Adesso ho deciso di aggiungere alle immagini le parole ed il risultato è questa mia collaborazione con NonSoloTuristi, oltre che il mio blog personale.

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