Uno degli aspetti positivi del viaggiare con dei compagni affini è che si finisce per avere le stesse assurde priorità sulle cose da vedere. Ecco com’è che la nostra visita a Zagabria, capitale della Croazia, è cominciata con l’insolita tappa al Cimitero di Mirogoj, il parco monumentale che sin dalla fine del XIX secolo ospita appartenenti a diversi gruppi religiosi tra arcate in marmo ricoperte di edera. Qui abbiamo camminato tra padiglioni, lapidi monumentali e mausolei, ascoltando il suono dei nostri lenti passi e assaporando le luci del tramonto che discendevano dal Monte Medvednica, vagamente consapevoli dei suoni confusi e lontani provenienti dalla capitale.

Quando abbiamo cominciato a temere di rimanere intrappolate per tutta la notte nel cimitero, siamo scese in città per una birra con due ragazze croate conosciute sul sito di couchsurfing, nella speranza di ottenere qualche utile consiglio per il nostro futuro itinerario in Croazia. Le nostre due amiche sono riuscite nella notevole impresa di portarci in un pub dove eravamo i soli stranieri presenti: una missione pressoché impossibile a Zagabria, il cui centro storico è costellato da negozi di souvenir e presunti ristoranti tradizionali che si susseguono senza sosta come in un girone infernale.

Abbiamo chiesto loro se ci fosse una località sul mare ancora sconosciuta al turismo di massa e una delle nostre amiche ci ha parlato del paese di sua nonna, Luilovo Primorsko, che non compariva nemmeno sulla nostra mappa!

Eravamo talmente entusiaste all’idea di scoprire una destinazione così esclusiva che quando siamo state informate del percorso da seguire (uscire dall’autostrada a Zuta Lokva, direzione Senj, superare un piccolo paese di nome Sveti Juraj, proseguire dritti fino all’uscita dal tunnel e girare improvvisamente a destre per poi continuare fino alla spiaggia) non ci siamo rese conto di avere già un programma molto intenso per il giorno dopo. A malincuore abbiamo dovuto rinunciare a questa gita fuori porta…

Un consiglio che invece non avevamo alcuna intenzione di ignorare riguardava il MUU, il museo di street art di Zagabria. Siamo andate a vedere il suo primo e più importante allestimento, la Hall of Fame a Ulica Kneza Branimira: 450 metri di parete colorata dipinta dai vincitori di una competizione che si è tenuta nel 2010; 83 straordinarie opere d’arte, tutte parte di un contesto più ampio, un progetto mirato a “portare l’arte nelle parti più desolate della città, in cui non sono presenti espressioni culturali, e costituire in Croazia una scena più omogenea di street art, infondendo consapevolezza nelle persone riguardo alla street art e al suo valore estetico, culturale e sociale”.

Ero arrivata in Paradiso.

La ciliegina sulla torta è stato che cercando questi murales abbiamo scoperto anche un mercato agricolo proprio all’inizio di Kneza Branimira. Qui abbiamo acquistato viveri per il nostro viaggio in macchina fino al Parco Nazionale dei Laghi Plitvice e, soprattutto, abbiamo respirato un po’ di autentico spirito dei Balcani!

Mercato agricolo - Zagabria, Croazia

Un volta tornate in viaggio, dopo meno di 150 chilometri siamo arrivate al Parco dei Laghi Plitvice, che presto si è rivelato essere un altro girone infernale. Qui la bellezza della natura è da togliere il fiato, i 16 laghi sono collegati con delle cascate e il colore dell’acqua varia dal verde smeraldo al blu turchese. Il fatto, però, è che questa bellezza straordinaria va condivisa con migliaia di visitatori, tutti disposti in un’unica fila lungo i percorsi del parco. In questo modo non si riesce a godere della vista che si ha davanti, perché le persone che si hanno dietro spingono per passare, oppure si resta incastrati dietro a un gruppo di amici che stanno facendo una foto tutti insieme.

E non voglio nemmeno cominciare a parlare delle code interminabili per prendere i traghetti o i bus navetta per raggiungere l’altro capo del parco! Il mio consiglio, infatti, è di evitare i mezzi del parco e camminare per conto vostro, ma a causa del mio stupido ginocchio io non ho potuto farlo! Però, se voi siete dei “portatori sani di ginocchia”, vi raccomando di evitare gli altri visitatori il più possibile, in modo da godere al meglio dell’immensa bellezza di questo parco.

Avrei preferito trascorrere ai Laghi Plitvice almeno un giorno intero, ma nel pomeriggio siamo partite perché dovevamo arrivare a Zara (Zadar) prima del tramonto. Sapete immaginare perché? La risposta alla prossima puntata!

Vai alla puntata successiva: sulla costa della Dalmazia

A proposito dell'autore

Giulia Riva

Events manager, food e travel blogger, sono appassionata di arte, cibo e persone di culture differenti. Nata e cresciuta nel quartiere più turistico al mondo, appena mi hanno permesso di andare in giro da sola ho comprato una guida di Roma e ho provato a vivere la città in maniera del tutto differente. Con lo stesso spirito sono andata a Londra, Madrid, Dublino e poi in Slovenia, da dove sono infine tornata in Italia e a Roma, casa dolce casa!

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