Amo tutte le stagioni, perché ognuna ha le sue attrattive peculiari e, se si sceglie la meta giusta, viaggiare è un’esperienza straordinaria in qualunque mese. L’autunno su di me esercita un fascino davvero particolare: resto ammaliata dai colori dei boschi, quando da verdi iniziano a mostrare qualche pennellata di giallo che, con il passare dei giorni, diventa sempre più ampia per poi passare ai toni dell’arancione e di un rosso acceso che sembrano infiammare i versanti delle montagne e delle colline. In alta montagna, dopo le prime nevicate, i colori della vegetazione appaiono ancora più vibranti nel contrasto con il candore della neve.

Bosco di latifoglie in autunno - Italy

 

Quando il meteo concede una tregua dal maltempo, il Passo dello Stelvio è lo scenario ideale per una gita fuori porta, rigorosamente in moto! Avvicinandosi a Lecco si vedono le montagne fare capolino oltre lo strato di nebbia che si alza dagli specchi d’acqua conferendo al paesaggio un aspetto quasi fatato. Il Lago di Como in questa stagione sembra essersi addormentato e quasi ci si stupisce pensando alla folla che in estate calca le vie e i vicoli di paesi grandi e piccoli sulle sue sponde. Mentre percorriamo in tutta tranquillità la strada verso Colico la temperatura inizia a salire e finalmente le cime imbiancate dalle recenti nevicate si possono specchiare nelle sue acque: una vista stupenda.

Per arrivare allo Stelvio, però, si deve pagare dazio: percorrere la Statale 38, quel lungo nastro d’asfalto molto trafficato che si snoda per la Valtellina. Giunti finalmente nella piazza di Tirano è ora di fare sosta, magari anche per ammirare il noto Santuario della Madonna di Tirano, splendida costruzione edificata dopo che il 29 settembre 1504 la Vergine Maria apparve al beato Mario Homodei, salutandolo e chiedendo espressamente la costruzione di un tempio in suo onore.

Proseguiamo per Bormio evitando le gallerie, perché il cielo terso invita a godere appieno del panorama, e saliamo verso il passo dello Stelvio, meta classica per i motociclisti, solitamente in estate. La strada è pulita e, tornante dopo tornante, ai bordi la neve diventa sempre più alta mentre il sole riflette sui versanti dei ghiacciai creando un effetto specchio quasi accecante. Dopo esserci beati di questa vista risaliamo in moto e  superiamo il Passo Umbrail, o “Giogo di Santa Maria”, per varcare il confine con la Svizzera, dove le pendici del Piz Umbrail sembrano rivestite di un prezioso broccato di seta. Gli abeti sfoggiano una moltitudine di colori: dal verde scuro passano per tonalità più chiare, fino a tingersi dei caldi toni del giallo e dell’arancione. Sulla neve, qua e là si vedono le orme lasciate da qualche animale che tra un paio di settimane, quando i passi verranno chiusi, potrà vagare indisturbato per queste valli. Percorrere la strada che scende a Santa Maria Val Müstair è un piacere quasi esclusivo che condividiamo solo con un paio di costosissime auto decappottabili dalla targa svizzera e tedesca che salgono verso lo Stelvio.

Vista dal passo dello Stelvio - Italy

In Valchiavenna la neve è scesa più copiosa rispetto a Bormio, tanto che la si scorge anche ai bordi della strada a fondovalle e sui prati esposti a nord, dove qualche mucca è ancora al pascolo. Questo alternarsi di verde e bianco candido mette allegria. La temperatura gradevole ha invogliato numerosi escursionisti a raggiungere i sentieri per inerpicarsi tra le vette, e naturalmente i ciclisti! Ci addentriamo nel Parc Naziunal Svizzer (si chiama proprio così!) e, una volta al bivio per Livigno, abbiamo un attimo di incertezza: rientriamo passando per la zona franca o continuiamo in Svizzera? Magari poi a Livigno ci vien voglia di fare shopping… meglio pensare al panorama e proseguire lungo la Statale 28. Per un attimo, dall’alto scorgiamo le acque verdi e freddissime del Lai da Ova Spin che fa capolino tra gli alberi.

Valchiavenna, Svizzera

Ci dirigiamo verso Sankt Moritz, anch’essa avvolta dall’aria sonnacchiosa tipica delle località “in” fuori stagione, quando i turisti lasciano il posto agli operai che si dedicano ai lavori di manutenzione. Il lago così tranquillo invita a fare una sosta sulle sue sponde e ammirare le cime bianche che sembrano abbracciare la cittadina, piccola capitale del lusso. Ma lo spettacolo più bello lo regala il lago di Silvaplana, nelle cui acque argentee si riflettono le vette maestose e candide del Piz Surlej e Piz Corvatsch: un’immagine da cartolina, che non ho neanche provato ad immortalare per non restare delusa del risultato!

Il lago di St. Moritz - Svizzera

Superato il Maloja inizia la discesa. Stiamo tornando verso casa, a Milano: Chiavenna, Colico, lo specchio placido del laghetto di Piona, sempre così tranquillo e invitante in ogni stagione, proprio come Varenna, più a sud, che a guardarla dall’acqua sembra quasi una località delle Cinque Terre. A Lecco la magia di una giornata meravigliosa si offusca tra le macchine che sfrecciano sulla superstrada verso Milano e la sua tipica frenesia, che tra meno di un’ora fagociterà nuovamente anche noi. Ma le immagini di queste ore tra la natura a tratti ancora incontaminata sono stampate indelebilmente nella nostra mente.

Probabilmente dovremmo ricordarci più spesso che, senza spendere grandi cifre, basta allontanarsi anche di poco dalla nostra quotidianità per staccare la spina e fare il pieno di energia in ambienti naturali incantevoli che sovente diamo per scontati, dimenticandoci di guardarli davvero e godere di bellezze che tutto il mondo ci invidia.

Neve e sole - Svizzera

A proposito dell'autore

Viaggiatrice e sciatrice entusiasta. Traduttrice, interprete, copywriter e travel writer, innamorata della mia professione che mi vede impegnata soprattutto nei campi del turismo e della tutela della natura e dell'ambiente. Curiosa, rispetto le opinioni degli altri anche quando non le condivido. Appassionata di cucina a fasi alterne. Il mio motto: Passion makes the difference!

Post correlati

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: