Quando in Africa cercavo un varco attraverso un confine problematico consultavo spesso i siti istituzionali in rete. Una volta ho individuato un passaggio tra Juba e Khartoum che secondo il Ministero degli Esteri britannico era estremamente pericoloso, ma un altro viaggiatore aveva aggiunto in un commento: “Seeee… ma gli inglesi esagerano sempre!”

Per fortuna andò tutto bene, ma il punto è questo: anche se un brivido calcolato aggiunge sapore al viaggio ed è talvolta inevitabile per raggiungere alcune mete, buttarsi nelle fauci del leone senza la dovuta preparazione è semplicemente da stupidi.

Quelle che troverete qui di seguito sono alcune informazioni basilari per gestire un viaggio verso alcune mete controverse con le dovute precauzioni. Le destinazioni sono i Paesi del Nord Africa, che negli ultimi due anni sono stati spesso turbati da proteste popolari, scontri e addirittura una tragica guerra civile. La fonte delle informazioni è il sito Viaggiare Sicuri, un servizio fornito dal Ministero degli Esteri e gestito in collaborazione con l’ACI. Se il vostro è un viaggio indipendente è consigliato anche registrarne i dati sul sito DoveSiamoNelMondo per facilitare la propria individuazione in caso di emergenza.

Prima di partire ricordatevi di fare una fotocopia dei vostri documenti (passaporto, visto, assicurazione, eventuali biglietti), in modo da poter lasciare gli originali al sicuro in albergo quando siete a destinazione. Io di solito faccio anche un copia digitale e la invio a tutti i miei indirizzi di posta elettronica, in modo da averla sempre reperibile in qualunque momento (sperando di essere ancora in grado di connettermi dopo che mi avranno derubato e gettato nell’oceano). Inoltre sarebbe buona cosa stipulare un’assicurazione per coprire eventuali spese e trasferimenti in aereo per motivi di salute. A questo riguardo il Ministero della Salute ha predisposto un’utile guida da consultare per ogni evenienza.

Nei Paesi indicati in questo articolo i pericoli legati alla criminalità urbana non sono molto alti, né i siti istituzionali prevedono particolari raccomandazioni per le viaggiatrici. È comunque consigliabile adottare un abbigliamento che tenga conto dell’ambiente culturale locale, specialmente al di fuori delle zone turistiche e balneari, ed evitare di passeggiare sole in zone isolate. Non è nemmeno mia intenzione scoraggiare i più impavidi avventurieri dal vivere il sogno di tutta una vita. Semplicemente sappiate a cosa andate incontro, e poi fate voi…

Marocco

L’accesso autonomo in Marocco è vincolato dal possesso di un passaporto valido, mentre chi viaggia tramite agenzia può utilizzare la carta d’identità. Senza visto sono consentiti soggiorni turistici per un massimo di tre mesi. Chi vuole entrare con la propria vettura dovrà registrarla alla dogana e potrà utilizzare la patente italiana.

Anche se il Marocco rimane una destinazione relativamente sicura, i siti istituzionali mettono in guardia contro possibili atti terroristici – difficilmente prevedibili – soprattutto a Casablanca, Meknès e Marrakech. Inoltre il confine meridionale con la Mauritania pare essere ancora cosparso di campi minati. Proprio così.

Confine tra Marocco e Mauritania

Algeria

Qui sono necessari sia il passaporto che il visto, che non può essere ottenuto alla frontiera. A bordo dell’eventuale aereo o nave è richiesta la compilazione di un modulo recante i dati anagrafici e i recapiti della persona, che viene poi ritirato dalla polizia di frontiera. Per guidare occorre essere in possesso di una patente internazionale, oppure di una patente nazionale accompagnata da traduzione in francese convalidata da una rappresentanza diplomatica algerina.

A causa della precaria sicurezza e dei sequestri di persona avvenuti in passato, sono vivamente sconsigliati viaggi nelle regioni algerine confinanti con Mali, Niger, Libia e Mauritania e nelle province di Djanet, Illizi, Tamanrasset e Timimoun.

Tunisia

Per accedere in Tunisia per meno di 90 giorni è necessario il passaporto con validità residua di almeno tre mesi. Nel solo caso di viaggio organizzato con agenzia – ed esibendo una ricevuta e il biglietto di ritorno – l’ingresso è consentito con la carta d’identità valida per l’espatrio. È consentito portare un veicolo al seguito dietro rilascio di un permesso di circolazione con validità trimestrale. Per guidare è sufficiente la patente italiana.

Le proteste popolari che nel 2011 hanno portato al crollo del regime di Ben Alì hanno anche fatto scattare lo stato di emergenza tutt’ora valido. È considerata ancora a rischio l’ampia zona desertica meridionale confinante con l’Algeria e la Libia, oggi sottoposta alle autorità militari.

Vista della moschea dal Ribat di Sousse - Tunisia

Libia

Qualunque informazione sulla Libia è da considerarsi provvisoria in attesa di una conferma da parte delle nuove autorità. Detto questo, per entrare è obbligatorio, oltre al visto, il passaporto con validità residua di almeno sei mesi e una pagina libera. La normativa vigente, inoltre, proibisce l’ingresso a chi abbia sul passaporto il visto di Israele. Il rilascio di visti turistici è soggetto a massima discrezionalità e per la patente è necessaria la traduzione in arabo dei dati contenuti in quella italiana.

La questione sicurezza continua ad essere problematica. Inoltre la crisi nel nord del Mali e gli attacchi nell’area a sud-ovest contribuiscono a creare una situazione di continua instabilità che scoraggia qualunque viaggio non strettamente necessario.

Egitto

In Egitto, oltre che con il passaporto, è ancora possibile entrare con la carta d’identità accompagnata da due foto formato tessera necessarie per ottenere il visto che si richiede alle locali autorità di frontiera all’arrivo nel Paese.

A causa dei rischi connessi all’instabilità del Paese, le ambasciate occidentali sconsigliano di intraprendere viaggi verso l’Egitto, sebbene nelle località turistiche del Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice e Hurgada) ed in quelle della costa nord (Marsa Mathrou, El Alamein) non siano avvenuti incidenti né ci siano motivi per temerne. In seguito ai recenti scontri è stato dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Paese fino a metà novembre, nonché il coprifuoco dall’una alle cinque del mattino (tranne il venerdì, che invece è dalle 19 alle 5) in 14 governatorati (Il Cairo, Giza, Alessandria, Suez, Ismailia, Assiut, Sohag, Benisuef, Minya, Sud Sinai – tranne Sharm el Sheikh – Nord Sinai, Beheira, Qena e Fayoum). Particolari cautele sono raccomandate nelle località turistiche del Sinai, nella regione al confine con la Striscia di Gaza, ad Alessandria ed al Cairo.

Giza - Il Cairo, Egitto

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l’astronauta.

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