Quando si torna da un viaggio che ha saturato di bellezza tutti i sensi, per qualche tempo, si fa più fatica a farsi trascinare da stimoli esterni, o perlomeno, così capita a me. Mi succede di vedere tutto ciò che fa parte della mia quotidianità con un occhio un po’ annoiato. Proprio per questo il fatto che io abbia trovato la giornata di sabato scorso molto interessante e ricca di stimoli è quasi sorprendente, perché si è trattato di andare a trascorrere la giornata a pochi chilometri da casa, esattamente tre giorni dopo il ritorno da un bellissimo viaggio in Sri Lanka.

Ebbene, è proprio a 20 chilometri da Torino, al confine tra il Canavese e le Valli di Lanzo, che ho scoperto esserci un ristorante in cui si mangia un ottimo cibo piemontese, due artisti di respiro internazionale tanto talentuosi quanto stravaganti e una donna che per il tè ha una vera e propria passione. Soprattutto però ho scoperto che, ad accumunarli tutti, c’è un hotel che organizza eventi per promuoverli e farli conoscere. La struttura di cui parlo è l’Hotel Le Rondini, situato nella campagna torinese, più precisamente a San Francesco al Campo.

Canavese, Piemonte - Italy

Frutto di un’attenta ristrutturazione di un cascinale dei primi dell’800, questa residenza conserva il calore donatogli dal mantenimento dei materiali originali, combinato in modo equilibrato con la tecnologia che rende gli spazi estremamente confortevoli. A prova di questo basti pensare che una delle stanze a mio parere più belle e confortevoli  della struttura, è stata ricavata in un ambiente dedito al tinaggio del vino quando il cascinale era ancora sede di attività contadine. La caratteristica però che mi ha colpita di più di questa struttura è la sua vocazione a farsi portavoce di artisti di fama nazionale ed internazionale, adibendo una grande sala dell’hotel a spazio espositivo.

L’ingresso a queste mostre è libero e gratuito e questo spiega perché  l’Hotel Le Rondini sia frequentato anche da residenti e scolaresche curiose di avvicinarsi al mondo dell’arte moderna e contemporanea. Sabato 18 gennaio erano ben due gli artisti ad esporre le loro opere: Lucio Greco e Mimmo Laganà. Mi sono aggirata per la sala “delle volte” affascinata da quelli che, di primo acchito, avevo scambiato per ritratti fotografici di personaggi celebri e che invece poi si sono rivelate essere perfette riproduzioni olio su tela. L’autore di questi dipinti è Lucio Greco. La mia attenzione è poi stata catturata da alcune opere poste nella parte centrale della sala, ma non credo di poter spiegare a parole le creazioni di Mimmo Laganà.

Ritratti - Lucio Greco

Pittore e scultore piemontese di fama internazionale, le sue opere più note sono quelle ottenute dal riciclaggio di materiali quali componenti automobilistiche e pezzi di motorini e di bici. Nel pomeriggio ho anche avuto la possibilità di visitare la sua Factory Dreams, ovvero l’enorme capannone nel quale Mimmo Laganà da vita alle sue creazioni e le cui porte sono aperte per coloro che hanno estro creativo ma non hanno la possibilità di avere uno spazio in cui poterlo esprimere. Anche questo ambiente trasuda stravaganza, creatività , fantasia e, soprattutto, ironia, ingrediente che, a mio parere, avvicina in modo empatico queste creazioni a chi le osserva.

In questa giornata ricca di stimoli, potevano forse mancare quelli culinari? Me ne ha dati molti il Ristorante del Gallo, un luogo dove è possibile mangiare secondo l’antica tradizione piemontese tramandata di padre in figlio. Personalmente ho particolarmente apprezzato gli agnolotti fatti rigorosamente a mano e il bunet, tipico dolce piemontese, che raramente ho trovato così buono.

Bunet - cucina piemontese

L’altro stimolo per il palato è stato il tea party offerto sempre dall’Hotel Le Rondini. Questa struttura, infatti, non si accontenta di promuovere l’arte moderna e contemporanea, ma si fa portavoce di quella che può essere considerata a tutti gli effetti un’altra forma d’arte, appunto quella del “tea party”. A promuovere questi eventi c’è “Emozioni in dettagli”, una vera e propria boutique del tè di Rivarolo. Le sale dell’hotel sono state infatti l’ottima location per una degustazione di tè provenienti da tutto il mondo, in vero stile vittoriano: dall’assam orange chocolate al quale gli amanti del cioccolato non potrebbero resistere, al ceylon alla cannella che, per un attimo, mi ha riportata tra le colline dello Sri Lanka, per finire con un moka cream, un tè che, credetemi, ha lo stesso gusto del cappuccino.

Per un’appassionata di tè come la sottoscritta è stata un’esperienza molto interessante anche perché ne sono uscita con tutte le dritte per preparare al meglio la mia bevanda preferita! Lo sapevate per esempio che il tempo ideale d’infusione è 3 minuti per le donne e 5 minuti per gli uomini? E che la temperatura di ebollizione del tè deve variare a seconda del tipo di tè (70 gradi per i tè verdi, 90 per i tè neri)? E che esiste un tipo di tè rooibos completamente deteinato e che quindi si può consumare a litri senza che il sonno venga compromesso? Queste sono solo alcune delle cose che ho imparato sabato e che tutti possono apprendere durante gli eventi organizzati dall’hotel.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l’esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d’arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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