Se c’è un concetto che vale per ogni viaggio, vicino o lontano che sia, questo è che la cucina locale insegna sempre qualcosa. Ed è essa stessa un viaggio, un percorso, una storia che noi viaggiatori stiamo ad ascoltare con orecchie tese.

La storia dentro la quale vi voglio portare oggi riguarda la mia terra d’origine: l’Alto Vicentino.

Castelvecchio, Valdagno (VI)

Già vi avevo raccontato di Valdagno e della sua Città Sociale. Oggi vi parlo di una località a pochi chilometri dal centro di Valdagno, dove io mi rifugiavo spesso quando volevo stare sola oppure volevo cercare un po’ di tranquillità per studiare o per pensare a nuovi viaggi. Questo luogo si chiama Castelvecchio e una volta era un paese a parte mentre ora è una frazione di Valdagno.

Ci troviamo a circa 800 metri d’altezza, in un punto dove si domina quasi tutta la valle sottostante. Qui si trova la spianata del monte Cherle, un posto che ora è un bel prato con tanto di area attrezzata per il picnic. Io di solito arrivo qui e mi fermo un po’ ad osservare.

La parola Cherle ci porta dritti dentro l’origine di Castelvecchio. Essa deriva da “Kar“, che in un antico dialetto germanico significava “spianata rocciosa”. Non a caso questo prato tanto bello si trova proprio al culmine di una rupe rocciosa dove la gente fa arrampicata e si allena.

I sapori della tradizione vicentina: pasta fatta in casa e formaggi

Castelvecchio venne abitata fin dai tempi antichi e qui passarono e si stabilirono alcune tribù cimbre. La Lessinia è proprio dietro l’angolo, infatti da qui possono partire delle escursioni che ci portano dritti dritti dentro al Parco dei Monti Lessini.

Castelvecchio per me non è solo sinonimo di storia e di momenti sereni. È anche un luogo dove ci sono alcune trattorie storiche di cui approfittare largamente. Una di queste è l’Albergo Alpestre, locanda che esiste dai primi del Novecento e da quel tempo è in mano alla stessa famiglia.

Se chiedete ad un Valdagnese di andare a mangiare all’Alpestre, egli vi dirà “Ah… Al Lago de Castelvecio” e questo perché la contrada dove si trova questa trattoria-albergo si chiama proprio contrada Lago. Dalle nostre parti si usa dare i soprannomi anche ai luoghi.

Mangiare all’Alpestre è un vero e proprio viaggio dentro la gastronomia locale. L’ambiente è caldo, accogliente e mette tutti a proprio agio. Sembra di stare quasi a casa!

Albergo Alpestre - Valdagno (VI)

I piatti sono tutti preparati con ingredienti a chilometri zero: qui si sfrutta tutto il buono che la terra sa dare.

I proprietari cercano di acquistare meno materie prime possibili e di produrre tutto quello che possono con quanto la terra regala. Per questo motivo il menù è quasi sempre stagionale e molto genuino.

Io sono stata lì per l’ultima volta in autunno ed in quei giorni era un trionfo di funghi. La pasta è sempre fatta in casa con grande maestria.

L’Alpestre mi ha ricordato molto la cucina della mia nonna e per questo è stato un luogo capace di parlare al mio cuore.

Che passiate di qui in pieno inverno o in estate poco importa: la Famiglia Dal Lago sarà capace di soddisfare ogni fame.

Se siete vegetariani, informatevi prima o magari telefonate: la cucina vicentina tradizionale non è molto adatta ai vegetariani, ma per fortuna in queste zone il formaggio impera e quindi sarà possibile trovare una soluzione libera da carne o pesce.

Quello che vi consiglio di provare, in tutte le stagioni, sono gli gnocchi con la fioretta, piatto tipico delle mie zone. Viene cucinato solo in due comuni.

Albergo Alpestre, cucina vicentina

La fioretta è una parte del latte che una volta veniva scartata dai casari. Per non buttarla via qualcuno si è inventato questo piatto che è davvero ghiotto e delicato.

Qualsiasi sia la proposta del menù, qui non verrete mai delusi e vi alzerete da tavola pieni e soddisfatti. Il rapporto qualità prezzo è davvero ottimo e se mai vi sentirete pieni dopo una bella mangiata all’Alpestre, ci sono tanti sentieri che vi aspettano per aiutarvi a digerire.

Anche per questo io amo la mia valle!

A proposito dell'autore

Giovy Malfiori

Travel blogger e scrittrice freelance: classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi piace viaggiare con i mezzi pubblici, con gli occhi ben aperti e con il cuore curioso. Ho una passione sfrenata per le Isole Britanniche e per i piccoli luoghi che non aspettano altro che essere raccontati.

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