L’arcipelago di Lamu, in Kenya, è uno di quei posti che non può in alcun modo lasciarvi indifferenti. Tanto per cominciare vi sentirete anni luce lontani dalle sterminate savane africane, perché qui vi sembrerà di essere molto più vicini a qualche sperduto paese dell’Oman e soprattutto di essere tornati indietro nel tempo.

Lamu, Kenya

L’arcipelago è formato da diverse isole e isolotti, di cui Lamu, Manda e Pate sono le più grandi e conosciute. La città swahili di Lamu risale al XIV secolo ed è sempre stata un importante centro, sia grazie alla sua posizione strategica – e quindi come porto – sia come centro culturale e politico.

Lamu, Kenya

Il vecchio centro storico della città, che si incontra non appena si sbarca sull’isola, è un intricato dedalo di strette viuzze e alti palazzi in tipico stile arabo; tra le sue vie si trovano numerosi sarti, negozi di artigianato locale e moltissimi gioiellieri.

È bellissimo perdersi tra queste strade lasciandosi guidare dalla curiosità ed immergersi nella cultura locale: sebbene anche qui sia ormai un posto raggiunto da numerosi turisti, Lamu conserva ancora un’atmosfera quasi intatta e particolare, ha quel sapore di antico che vi fa sentire avventurieri alla scoperta ogni qualvolta che ne percorrete le strade.

Lamu, Kenya

Non troverete auto nell’isola: qui infatti il solo mezzo di trasporto terrestre sono gli asini – e questi sì che li incontrerete davvero ovunque – o i dhow, la tipica imbarcazione locale.

Nella zona del porto si trovano diversi locali e ristorantini dove assaporare piatti tipici locali o pietanze più “occidentali” e godere dello splendido panorama.

Da non perdere è un giro su dhow al tramonto facendosi cullare dalle onde del mare e dai racconti di questi esperti marinai: il dhow prenderà il largo fino alle mangrovie e ammirerete questo angolo di paradiso con la calda luce del sole che cala… un’esperienza che mi è rimasta nel cuore!

Lamu, Kenya

Se vi addentrate nella città arrampicandovi sulla collina, scoverete una zona di Lamu meno frequentata dai turisti e decisamente particolare: io ho avuto la fortuna di scoprire una chiesa gospel dove celebravano la messa di Pasqua, è stata un momento molto emozionante soprattutto in un’isola dove la cultura musulmana è predominante.

Vi consiglio di rimanere sull’isola almeno una notte per godere in pieno della sua magia e di farvi accompagnare da una guida locale per conoscere al meglio la città. Se avete un po’ di tempo, spingetevi verso Shela – sempre nell’isola di Lamu – e rilassatevi nella sua bella spiaggia.

Lamu, Kenya

Dormire a Lamu

Gli alberghi e le guest house di Lamu sono per la maggior parte molto economici, ma hanno anche camere e livelli di pulizie che possono lasciare molto a desiderare. Sono perciò ideali per chi viaggia con un budget molto ridotto. Se invece vi spostate nella vicina Shela, troverete un clima più rilassato e quasi fiabesco nelle sue antiche ed eleganti guest house e diversi ristoranti locali nonché bar in stile occidentale.

Lamu, Kenya

Come arrivare a Lamu

Nell’isola di Manda, vicinissima a Lamu, si trova un piccolissimo aeroporto che collega l’arcipelago con alcune località del Kenya come Malindi e Mombasa. Da Malindi ad esempio partono voli giornalieri che in circa venti minuti atterrano a Manda.

Lamu è anche raggiungibile con gli autobus a lunga percorrenza per pochissimi scellini. Il viaggio da Malindi dura circa quattro ore, di cui almeno tre su strada sterrata, su questi mezzi un po’ fatiscenti ma sicuramente molto folcloristici: una volta scesi dopo questo viaggio polveroso tra le strade del Kenya avrete proprio la sensazione di essere dei sopravvissuti, ma vi sentirete anche arricchiti dagli splendidi paesaggi attraversati e dalle persone incrociate durante il viaggio.

Lamu, Kenya

Un ultimo consiglio: Lamu è di religione principalmente musulmana, quindi se decidete di visitarla rispettate usi e costumi locali vestendovi adeguatamente!

Dove si trova Lamu?


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A proposito dell'autore

Daniela Gallucci

Marchigiana di nascita, ho sempre avuto la passione per il viaggio e le culture straniere nelle vene. Ho iniziato a viaggiare da piccola grazie ai miei genitori, e con gli anni non ho più smesso. Nel 2008 ho lasciato l’Italia per trasferirmi in Kenya, e qualche anno dopo con marito e figlia abbiamo deciso di lasciare – per il momento – la nostra vita sulle rive dell’Oceano Indiano per trasferirci in Olanda.

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