Conosciuta anticamente come Alicarnasso, ex territorio greco oggi annesso alla Turchia, Bodrum è diventata un’importante meta turistica a partire dagli anni sessanta e da qualche anno a questa parte sono arrivate le grandi marche. Che siano originali o no, moltissimi turisti vengono qui a fare shopping, oltre che per le bellissime spiagge. Anche le grandi catene alberghiere ci hanno posato gli occhi e hanno fiutato l’affare: tra qualche anno ci saranno hotel a cinque stelle e lo shopping non sarà più così a buon mercato come oggi. Noi siamo andati a vedere prima che ciò accadesse.

Bodrum, Turchia

Il castello vigila sul porto dove attraccano barche e navi da crociera provenienti da tutto il mondo. Bodrum si trova in una sorta di insenatura sul mare, riparata dalle montagne. Il caldo è torrido già alle dieci del mattino, i gradi sono quasi trentacinque. Ognuno cerca riparo come può: noi sotto l’ombra, mia figlia sotto la sua inseparabile copertina di Minnie a forma di cuore, che le copre il passeggino. Sbrighiamo le pratiche doganali – non serve il passaporto, basta la carta d’identità – e ci avviamo alla scoperta della città.

Bodrum, Turchia

Dopo una passeggiata all’ombra delle palme sul lungomare, torniamo indietro e puntiamo verso le montagne e il mercato centrale. Rigorosamente coperto e al riparo dal caldo, è uno dei mercati più grandi in cui siamo mai stati. Quello che si vende è lo stesso che si trova un po’ in tutti i piccoli mercati, vale a dire spezie, oli, verdure, cibi locali e tipici, ma anche scarpe, abbigliamenti vari e i soliti cibi ritenuti afrodisiaci. Regna il caos tra le bancarelle, dove i venditori urlano, ti fermano, offrono le loro mercanzie, altri con carretti passano in mezzo alla gente noncuranti del traffico, altri cucinano, signore che addirittura dormono sulle loro bancarelle.

Bodrum, Turchia

Ovunque ci giriamo, non c’è un attimo di pace. Gli odori di spezie e del cibo ci inondano naso. La fame inizia a fare a cazzotti con i nostri stomaci, mia figlia dorme, noi tiriamo fuori due panini. Un ragazzo si avvicina e mi chiede se è buono. Non capisco se me lo voglia mangiare o mi voglia vendere qualcosa. È la seconda opzione. Ci trascina alla sua bancarella, prende un pizzico di un non-so-che-cosa e lo mette sui nostri panini. Apriti cielo! Ne prendo un po’ da portare a casa, prendiamo anche varii infusi di te e altre spezie piccanti. Parte la contrattazione per il prezzo, come si usa fare, e riesco quasi a dimezzare.

Bodrum, Turchia

Compriamo anche qualcos’altro e dopo circa due ore usciamo di nuovo sotto il sole con varie borsette, ma la spesa è tutto sommato modica. Prima di uscire non può non colpirmi una gabbia larga mezzo metro circa e alta trenta centimetri con una decina di galline stipate dentro in condizioni igieniche a dir poco scandalose. Meno male che oggi non avevo voglia di mangiare pollo.

Bodrum, Turchia

Il vero shopping proviamo a farlo invece per le vie di Bodrum. Per chi non lo sapesse, Bodrum è la patria della contraffazione, delle grandi marche e dei prezzi stracciati. Noi siamo venuti qui più per cusiosare che per acquistare, ma vi assicuro di aver visto gente con borse piene di roba delle più famose marche mondiali. Difficile distinguere gli originali dalle copie, fatto sta che i prezzi sono decisamente bassi e la qualità buona.

Bodrum, Turchia

Passiamo quasi tutto il pomeriggio a camminare, guardare e contrattare. La fame e il caldo tornano a farsi sentire. Ci sediamo in un bar più per stare al fresco dei nebulizzatori che per mangiare. Divoro un kebab gigantesco, del resto siamo in Turchia, come potrei non farlo. Un irish coffee e via, la nave ci attende.

Un consiglio: diffidate di chi richiede insistentemente nel pagamento con carta di credito. Il POS, stranamente, si trova nel retro: riceverete lo scontrino di una transazione e ne pagherete due. Non voglio screditare nessuno, ma ci hanno provato anche con me – non mi sono fidato e ho pagato in contanti – e ho conosciuto gente che è rimasta fregata.

A proposito dell'autore

Luca Pery

Sono Veneto e e sono cresciuto in quel di Caorle, un perla che si affaccia sull'Adriatico. Amo viaggiare con i miei inseparabili compagni di viaggio: la mia compagna e i nostri due figli. Mi organizzo e vivo i miei viaggi per poi raccontarli. Tornare a casa mi rende triste, ma per buttare via la tristezza mi preparo subito per organizzare il prossimo viaggio verso una nuova destinazione. Seguitemi anche su Instagram.

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