Chiunque abbia visitato Londra negli ultimi due anni ha sicuramente sentito parlare del famoso Shard of Glass (“Scheggia di vetro”), il grattacielo più alto dell’Unione Europea che è orgogliosamente sulla bocca di tutti i londinesi.

Questo grattacielo, progettato da Renzo Piano, si trova nella zona di Southwark ed è connesso alla fermata della metropolitana London Bridge, quindi agilmente accessibile da ogni parte della città anche con i mezzi pubblici.

Quando si imbocca la lunga galleria della stazione e si esce all’aperto ci si trova subito davanti all’imponente struttura di vetro, una piramide sfaccettata su otto lati sovrapposti. Le pareti esterne, interamente ricoperte di vetro, sono staccate ed inclinate proprio per dare l’idea delle schegge. La sua forma appuntita si staglia alta contro il cielo come una lama irregolare di vetro.

Shard - Londra, UK

Finito in tempo per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra ed inaugurato il 5 luglio 2012, è alto 310 metri ed è costituito da 87 piani di cui 72 abitabili. Il grattacielo è visibile da ogni punto di Londra e fornisce una visuale mozzafiato a 360 gradi di tutta la città.

Al settantaduesimo piano una meravigliosa terrazza all’aperto ci riporta alla realtà, e respirando a pieni polmoni l’aria fredda di Londra possiamo osservare da vicino le schegge di vetro che sembrano davvero conficcarsi nel cielo.

Questa costruzione è il sogno diventato realtà del promotore immobiliare Irvine Sellar, ex proprietario di una catena di negozi di moda, che ha nominato come progettista dell’opera l’architetto Renzo Piano, famoso all’estero soprattutto per il suo intervento a Parigi per il centro Pompidou e a New York per la sede del New York Times.

Shard - Londra, UK

Fin dalla sua concezione nel 2000, lo Shard ha ricevuto numerose critiche sia dalla stampa nazionale che dalla stampa estera, in particolar modo da quella italiana che l’ha aspramente attaccato. Renzo Piano è stato accusato di voler danneggiare l’iconico skyline di Londra imponendo un grattacielo altissimo e posizionandolo in un punto nevralgico della città, cambiandone totalmente i connotati.

L’edificio, che ospita anche la nuova sede del Transport for London – l’ente responsabile dei trasporti di Londra – è stato pensato per integrarsi con uno dei nodi più importanti della mobilità cittadina, coincidente con la London Bridge Station, una delle più trafficate della City, dove convergono oltre a sei linee ferroviarie, due linee della metropolitana e ben 14 di autobus.

Anche l’English Heritage, la commissione degli edifici e dei monumenti storici inglesi, si è pronunciata a sfavore del progetto, qualificandolo come “scheggia nel centro storico di Londra”, definizione di connotazione negativa che è rimasta nella storia e che ha dato vita all’attuale soprannome del grattacielo.

Nonostante le aspre critiche, lo Shard ha saputo conquistare la fiducia di una larga fetta di sostenitori che l’hanno visto come una formidabile occasione per reinventare e rimodernare la zona attorno a London Bridge con un edificio sì imponente, ma anche leggiadro e trasparente.

Shard - Londra, UK

L’architetto Piano, dall’alto della sua esperienza, evoca lo Shard come un “progetto da sogno” specificando inoltre che “la migliore architettura ha bisogno di tempo per essere compresa”. Esattamente come successe quando l’architetto cino-americano I. M. Pei progettò la piramide di vetro per il Louvre, inizialmente odiata in modo viscerale da tutti i parigini e poi divenuta parte integrante del paesaggio urbano nonché motivo di orgoglio per una città così ricca dal punto di vista artistico ed architettonico.

Renzo Piano definisce la sua opera come una “città verticale” e ammette di aver dovuto tirar fuori il suo istinto visionario ed il suo lato più creativo per poter adempiere alla sua missione. “Solo a Lourdes si hanno le visioni. Io ci ho dovuto ragionare un sacco. Poi ho capito che Londra aveva bisogno di uno specchio. E gliel’ho dato”.

Questo angolo di Londra era un “brownfield“, un sito post-industriale abbandonato, caratterizzato solo da un groviglio di binari e di acciaio arrugginito. Adesso è l’ombelico della megalopoli.

Shard - Londra, UK

La particolarità di questo grattacielo risiede nell’asimmetria della struttura, composta da otto “schegge” di vetro inclinate che riflettono in maniera sempre diversa i raggi del sole, a seconda dell’ora e delle condizioni climatiche, regalando ogni volta un’immagine di sé diversa ed accattivante. L’edificio è quindi solo un’estensione del cielo e dei suoi colori che sono magicamente riprodotti sulle lunghissime facciate di vetro.

Come in tutte le realizzazioni di Renzo Piano anche in questo progetto è stata posta grande attenzione alla sostenibilità. Da tutti i punti di vista: umano, tecnologico, energetico ed economico.

La torre consumerà il 30 per cento in meno di energia rispetto ad un edificio convenzionale, grazie all’uso estensivo delle tecniche più moderne per la conservazione e il riciclaggio dei materiali. La facciata con un doppio strato ventilato consentirà di ridurre considerevolmente le temperature aumentando il comfort negli spazi adiacenti. Il calore in eccesso proveniente dagli uffici verrà utilizzato per riscaldare l’hotel e gli appartamenti ed ogni ulteriore eccedenza verrà dissipata naturalmente mediante un radiatore piazzato in cima all’edificio.

Giardini d’inverno con persiane azionabili sono posizionati ad ogni piano, offrendo agli occupanti un collegamento con il mondo esterno.

A proposito dell'autore

Paola Magni

Cresciuta tra i verdi prati della Valtellina e la traballante Emilia mi sento a mio agio con le scarpe da trekking ed uno zaino sulle spalle. Sono architetto, vivo a Firenze ma sono cittadina del mondo. Sono un’avida lettrice di libri in lingua ed un’aspirante scrittrice. Parlo al contrario ed amo correre, anche lunghissime distanze, ma solo all’aria aperta. Cosmopolita e poliglotta, la mia vera passione, oltre ai viaggi ai quattro angoli del globo, è l’architettura contemporanea ed eco-sostenibile. Il mio architetto preferito è l’italianissimo Renzo Piano che spero un giorno di incontrare. Potete seguirmi su Instagram (missarchipaola) o scrivermi un'email ([email protected]).

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