Non so se capita anche a voi, ma quando organizzo un viaggio io ho spesso un posto che elevo a simbolo, un luogo che dovrà assolutamente far parte del mio itinerario. Un posto del quale ho letto molto, che ho visto in un documentario, di cui parla una canzone o anche solo che mi è stato suggerito da qualcuno.

Anche il mio viaggio in Sri Lanka ha avuto il suo posto simbolo, quel luogo che ha avuto il dono e il merito di rendere più tangibile ciò che stavo vivendo. Quale? Semplice: ti trovi nel posto giusto quando inizi a scorgere in lontananza la roccia di Sigiriya, immagine che compare tra le prime quando si iniziano a fare ricerche su quest’isola. L’immagine di questa roccia ti si imprime nella testa per la sua peculiarità e la sua maestosità.

Sigiriya, Sri Lanka

Sigiriya, anche conosciuta come Lion Rock per via delle due enormi zampe di leone scolpite nella roccia che proteggono la scalinata che dà accesso alla fortezza, è una spettacolare formazione rocciosa collocata nella parte centrale dell’isola vicino alla città di Dambulla. Nel 1982 questo magnifico monolito è entrato a far parte dei patrimoni dell’UNESCO, uno degli otto presenti in Sri Lanka.

Il fatto che abbia trovato la sua collocazione in una zona pianeggiante le permette di essere protagonista assoluta del territorio circostante. Sigiriya, alta 370 metri, è infatti visibile anche a grande distanza e solo man mano che ci si avvicina ci si rende conto della sua immensa mole. La storia di questo luogo fa capire come qualcuno, ben prima di me, abbia designato questo luogo quale simbolo di questa nazione: parlo di re Kasyapa (477 – 495 d.C.), che scelse questa formazione rocciosa per erigere la capitale del suo impero.

Sigiriya, Sri Lanka

La leggenda narra che l’ambizioso Kasyapa murò vivo il padre al fine di destituirlo e fece deportare il fratello Mugalan per impadronirsi del suo regno. La paura però che il suo stesso karma gli si potesse rivoltare contro, magari prendendo le sembianze del fratello, lo indusse a erigere delle mura intorno alla roccia e a costruire una cittadella fortificata proprio sulla sommità del promontorio. Un’altra peculiarità di Sigiriya è infatti la sua vetta piatta che permise la costruzione di un palazzo di cui oggi sono visibili solo alcuni resti. Ma si sa, al karma non si sfugge, e ancora meno all’ira di un fratello tradito: dopo un regno durato undici anni Kasyapa fu ucciso dal fratello che riuscì ad introdursi in quella che era considerata una fortezza inespugnabile.

Per quanto spietato, a re Kasyapa va riconosciuto il merito di aver creato una residenza di immensa bellezza, come risulta evidente durante la visita. La prima parte alla quale si accede è quella dei giardini che si estendono simmetricamente nello spazio compreso tra la fortezza e la formazione rocciosa. Oltre alle aree verdi, le numerose piscine e vasche di marmo testimoniano quanto il re tenesse alla bellezza e all’eleganza della sua dimora. Attraversando i giardini acquatici si accede infine al più caotico giardino roccioso, proprio a ridosso del monolite, sede della sala del consiglio e della cisterna. Superati i giardini inizia la salita sul corpo roccioso (salita che, se affrontata con calma, non risulta poi troppo faticosa, nonostante i 1600 gradini).

Sigiriya, Sri Lanka

Dopo essersi inerpicati su una ripida scala a chiocciola di metallo si accede ad una lunga galleria scavata nella roccia sulle cui pareti di destra si possono trovare pitture rupestri molto ben conservate di alcune fanciulle, presumibilmente rappresentanti le numerose concubine del re Kasyapa. Superati questi ritratti, il sentiero prosegue costeggiando la ripida parete rocciosa, protetto sul lato esterno da un muro alto tre metri. Questo muro è noto come “muro dello specchio” per via della superficie liscia e riflettente che raccoglie i commenti dei visitatori che 1000 anni fa hanno sentito la necessità di lasciare la loro opinione sulle pitture rupestri.

Sigiriya, Sri Lanka

Salendo ancora si raggiungono le famose zampe di leone che incorniciano con fascino fiabesco l’ingresso della scalinata, unico accesso al palazzo. La zampe sono ciò che resta di un’enorme statua raffigurante un leone sdraiato. Ed è così che si sale in vetta e che si raggiungono le rovine della cittadella che si estendeva per 1,6 ettari.

Ciò che si capisce una volta lassù è il perchè il re Kasyapa fosse tanto affascinato da questo luogo: il panorama a 360 gradi del paesaggio circostante è di una bellezza ammaliante e ripaga delle fatiche fatte per salire.

Informazioni utili

Ingresso: 30$

Durata: suggerisco di impegnare mezza giornata per questa visita

Guida: servirsi di una guida può essere un valore aggiunto poiché le storie e leggende legate a questo posto sono molte. Inoltre è un modo per contribuire all’economia locale.

Escursioni: partendo da qui è possibile organizzare visite guidate nei paesi circostanti per osservare più da vicino usi e costumi degli abitanti di queste zone e escursioni guidate a cavallo di un elefante.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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