Prima di raccontarvi di questa terza tappa nella Polinesia Francese è ora di fare qualche bilancio. E lo faccio ora proprio perché sono le principali caratteristiche  di quest’isola, Huahine, ad ispirarsi certe riflessioni.

Huahine, Polinesia Francese

Ora, il punto è: come immaginavo io la Polinesia ? Essendo stata alle Maldive il paragone più semplice mi è sempre sembrato quello. Piccoli atolli in mezzo al mare circondati da acqua cristallina. Beh, al quarto giorno qui posso dire che ne avevo un’idea molto sbagliata.

La Polinesia Francese è composta da un certo numero di isole, ciascuna con dimensioni di tutto rispetto, nelle quali ci sono piccoli villaggi, scuole, dove si pesca o si coltiva la terra. La vegetazione é rigogliosa ed è possibile fare un tour su ciascuna di esse per scoprirne la bellezza naturale e gli usi e i costumi della popolazione. Huahine è proprio un esempio perfetto di questo tipo di realtà.

Huahine, Polinesia Francese

Vi racconto di Huahine così che anche voi riusciate a capire di cosa sto parlando. Innanzi tutto Huahine, come Tahiti, é formata da due isole: Huahine Nui e Huahine Iti. Quest’ultima é la più isolata e aspra, ma nasconde anche le spiagge più belle e le lagune più limpide. Diciamo il posto ideale per isolarsi dal mondo, un po’ come tutto il resto dell’isola che non è sicuramente il posto adatto per cercare divertimenti serali. Huahine Nui ospita invece la vivace cittadina di Fare, sede dell’aeroporto.

Huahine, Polinesia Francese

Huahine é la metà ideale per chi cerca un contatto reale con la natura, con una realtà ancora poco intaccata dallo sviluppo edilizio e turistico. Esistono tre resort sull’isola, tutti e tre in baie molto tranquille e isolate, circondate da aspre rocce riscoperte di vegetazione. Io ho soggiornato al Royal Huahine, un luogo con una grandissima potenzialità, composto da bungalow e case galleggianti e circondato da un mare limpido ideale per gli amanti dello snorkeling.

Nonostante ciò bisogna dire che questo potenziale eden potrebbe offrire un’esperienza migliore, sia nella cura degli ambienti che nel cibo. Anche in quanto ad ospitalità non sono stati esattamente brillanti, cosa molto strana da questa parti visto che l’esperienza che sto facendo dei polinesiani mi insegna che sono persone gentili, sorridenti, e non solo: hanno uno sguardo così profondo quando ti guardano, che sembrano entrarti dentro.

Huahine, Polinesia Francese

Questa sensazione l’ho sperimentata in particolare alla pensione Fare Maeva Huahine, un posto delizioso a conduzione familiare che offre bungalow e mini appartamenti a patrie da 60 euro. Loro e altre poche strutture simili rappresentano l’alternativa low cost ai resort da mille e una notte. Sicuramente la posizione non è sulla laguna più bella dell’isola, ma possono essere un’ottima base d’appoggio per girare l’intera isola, affittando uno scooter o magari un’auto.

Il bello di quest’isola, infatti, è che va girata e scoperta, ne vanno ammirati i panorami, le spiagge e le perle culturali come il sito archeologico di Maeva, prima capitale dell’isola, che ospita anche un piccolo museo. Non trattenetevi dal fare domande al personale che con passione ed orgoglio vi potrà dare informazioni preziose.

Huahine, Polinesia Francese

Tornando alla pensione, é proprio in questo luogo che il mio contatto con le mamas tahitiane é stato più stretto poiché ho trascorso un intero pomeriggio con loro ad ammirarle tessere corone e collane di fiori, cappelli e borse ricavati dalle foglie delle palme di cocco. Mi sono anche cimentata nelle loro danze tradizionali, ma le loro risate molto divertite hanno confermato che non mi conviene esattamente investire in questa attività per il mio futuro…

Huahine, Polinesia Francese

Parlando di Huahine lascio per ultime le due esperienze che hanno toccato con maggior vigore le mie corde emotive: il picnic sul motu e lo snorkeling con gli squali.

Huahine, Polinesia Francese

Il picnic è stato il secondo di questo viaggio, ma che volete farci, di certe cose non ci si stanca mai. Solo noi sul’isolotto, palme e sabbia bianca, mare cristallino e una pace difficilmente riscontrabile in altre situazioni. Ognuno di noi ha momenti ed occasioni in cui si sente davvero in equilibrio con il mondo… ecco il mio.

Lo snorkeling con gli squali rientra invece tra le esperienze più adrenaliche che abbiano scosso la mia parte più avventurosa. In realtà per immergersi ci vuole meno coraggio di quanto sembri, in quanto si parla di squaletti di barriera che sono ben nutriti da coloro che organizzano questa attività. Tutto ciò non toglie fascino al fatto di immergersi con la maschera ed assistere allo spettacolo di decine e decine di squali che nuotano confusamente insieme ad una miriade di altri pesci colorati.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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