7MML coinvolge professionisti dell’immagine e della comunicazione in un viaggio ispirato dal cuore e guidato dal desiderio di conoscere altre realtà, finalizzato all’aiuto umanitario, alla valorizzazione etica ed estetica del viaggiare consapevole, alla sensibilizzazione ecologica nei confronti dell’ambiente.

La prima fase del viaggio ha visto i partecipanti arrivare dall’Italia al Kazakistan, poi è stata la volta del viaggio fino ad Hong Kong. Ora, dopo un salto oceanico, una squadra tutta al femminile è partita dal Canada con l’intento di raggiungere il Panamá. Le offerte raccolte da questa tappa verranno destinate alla Casa delle Donne, associazione attiva nella lotta alla violenza contro le donne.

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7MML Around the world - Vancouver, Canada

Dal diario di Alice Cristiano

17 settembre

Vancouver   “giorno tre”. Pensavamo che il nostro passaggio in terra canadese sarebbe stato rapido, leggiadro, condito da un paio di piatti tipici, qualche autoctono ospitale e avvenente, e poi via, con gli occhiali da sole alla volta degli States. E invece siamo qui da tre giorni, le nostre jeep sono state sequestrate e nemmeno oggetto di una richiesta di riscatto. Ma noi, che siamo donne dalle mille risorse, non ci siamo lasciate scoraggiare. In bicicletta, marchiate 7milamiglia, sotto l’acqua (del resto mica poteva esserci il sole), siamo partite alla scoperta della metropoli. E visto che questo è un reportage sullo street food noi siamo andate a caccia di cibo. Mica siamo sceme. Prima tappa al Public Market. Un posto stratosferico. È un mercato permanente in cui puoi trovare di tutto, dal cibo alle abat jour. È affacciato sul porto, circondato da pennuti e da gente seduta sulle panchine che mangia qualsiasi cosa a qualsiasi ora. Respiri un’aria di mare, di metropoli, di vacanza, di quotidianità. E dentro, tra i banchi, aria d’Oriente.

7MML Around the world - Vancouver, Canada

20 settembre

Vancouver è una città che se dovesse essere un profumo sarebbe un’acqua di colonia. Poco alcolica, non troppo forte, un buon odore di quelli che si avvertono appena, che  non lasciano la scia. È una città in cui la prima impressione è leggera. Non ti colpisce come un pugno alla bocca dello stomaco ma non ti lascia nemmeno indifferente. È una metropoli, di quelle che ti immagini. Con i grattacieli alti, a specchio, azzurri contro il cielo. Ma accanto al prototipo della grande città e dei suoi due milioni e mezzo di abitanti, c’è una città più piccola, che ci convive senza entrare in collisione. Tra i palazzi alti e stretti, con centinaia di biciclette che si affacciano dai balconi, nascono quartieri. Piccoli, ordinati, con le villette dai tetti bassi e spioventi, dai colori pastello e l’edera rampicante.

7MML Around the world - Vancouver, Canada

E poi c’è il mare, c’è il porto. E se le città di mare sono sempre convulse, disordinate, caotiche, come se niente ci fosse di stanziale, questo non succede a Vancouver. Vancouver è una città di mare tranquilla e ordinata. Nessuna frenesia, nessun disordine, poco traffico e pochissimi rumori. È questa la Vancouver che ho sentito nell’aria e che ho visto riflessa negli occhi dei suoi due milioni e mezzo quasi di abitanti. Quasi tutti orientali. È questa forse la cosa che non mi aspettavo. Arrivare in un posto e trovare una popolazione che non ti saresti immaginata. Orientali, dappertutto. Parlano tutti inglese, anche tra di loro. Non è una chinatown in mezzo ad altro, è proprio Vancouver. E Vancouver è orientale.

7MML Around the world - Vancouver, Canada

21 settembre

Grand Union Hotel è un nome che potrebbe evocare un posto elegante. Me lo immagino con i tappeti rossi,  con il bancone del bar in ottone, i tavoli bassi di marmo e magari pure le sedie di velluto imbottito. Il Grand Unione Hotel, a Vancouver, è invece il peggior bar che si possa immaginare. C’è buio, anche se tutte le luci sono accese. C’è puzza di fumo, anche se dentro non fuma nessuno. È il peggiore bar di Eastend Hastings, il peggior quartiere della città. Nasce all’incrocio   tra due strade in cui Vancouver sembra finire. A quell’angolo c’è solo droga, tantissima. C’è disperazione, e la vedi nelle facce di tutti quelli che incontri, appoggiati ai muri, che nemmeno ti vedono. Noi ci siamo passate per caso, quando Gastown, una sorta di Disneyland chic per turisti è improvvisamente sfumata sotto un semaforo, in mezzo ad una strada, dove i tavolini verniciati dei bar sono rimpiazzati da gente stesa per terra, appoggiata ai pali, rovinata dall’eroina, dal crack, dalla vita. Il Grand Union Hotel è il centro di questo mondo. O forse è solo un altro di mondo.

7MML Around the world - Vancouver

Ci sono tante donne, sfatte. Che lavorano se la sera prima hanno bevuto un bicchiere meno del troppo. Ci sono donne che forse non lavorano da millenni. Altre che non sono donne ancora ma che probabilmente non lavoreranno mai. C’era Brenda, che mi ha raccontato che fuori dal bar, all’angolo tra le due strade, vendono la marijuana più buona del mondo. Mi ha fatto vedere, quasi fiera, la sua tessera, quella della Real Compassion Society, a poche centinaia di metri da lì. È il posto in cui per cinque dollari ti danno una dose di maria, a scopi terapeutici. La sua terapia non me l’ha spiegata, credo però che i cinque dollari non le siano mai stati sufficienti. Accanto a Brenda c’era Joy. Di quello che ha detto si è capito poco, sbiascicava ogni parola e il mio inglese zoppicante mi ha messo un muro davanti. Una cosa, però, era chiara. Ha detto “divertitevi in questo viaggio, non fossi qui verrei anch’io”. Come se l’essere qui fosse una condizione di vita permanente, da chissà quanto tempo.

Leggi la puntata successiva: una fuga attraverso gli Stati Uniti

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7 Mila Miglia Lontano

L'associazione culturale 7MML è diretta da Giuliano Radici (presidente) e Marco Bariselli (tesoriere).

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