Quante volte vi è capitato di lasciarvi morire di fame in aeroporto piuttosto che mangiare quei panini tanto belli da vedere quanto poveri di sapore? Non vi è mai capitato di tirarvi indietro una volta scoperto il prezzo di quell’insalata triste da consumare in fretta e furia al bancone di un bar?

Ecco, dimenticatevi quel tipo di ristorazione, perché oggi vi racconto la mia esperienza gastronomica al Terminal 3 dell’Aeroporto Roma Fiumicino.

Chi mi conosce sa che sono un’appassionata di vini e “ottimizzare” le ore di attesa in aeroporto in un wine bar e champagnerie è un qualcosa che può rendermi davvero felice! E al mezzanino del Terminal 3 c’è Santè, una certezza per chi desidera piatti ricercati in abbinamento a ottimi vini nazionali e internazionali, che potrete ordinare sia al calice che in bottiglia.

Aeroporto Roma Fiumicino

Il locale è molto carino e l’ambiente non è eccessivamente formale, ma il punto di forza è sicuramente la qualità dei piatti e lo splendido abbinamento proposto da un personale di sala attento e preparato.

Dall’antipasto al dolce, qui vi sentirete coccolati e considerato che si bevono gran bei vini, il conto finale non è nemmeno salato. Fatevi consigliare dal personale di sala nella scelta del piatto del giorno oppure ispiratevi curiosando nella carta dei vini dove potrete trovare anche gli abbinamenti con il cibo… e che cibo!

Santè - Pommery, Aeroporto Roma Fiumicino, Italia

Io ho assaggiato un’ottima insalata di salmone e mazzancolle su letto di valeriana, un tagliere di mortadella Gran Ducato IGP e di culatello di Zibello DOC, roast beef di Angus e infine una sacher irresistibile. Tutti i piatti sono stati abbinati a “bollicine” francesi della Maison Pommery a parte il dolce che è stato accompagnato da una chicca italiana: Monogram, Satèn Millesimato Franciacorta di Castel di Faglia.

La seconda tappa della nostra esperienza gastronomica nel Terminal 3 (Area imbarchi C) dell’aeroporto di Roma Fiumicino è stata The Burger Federation, locale molto accattivante in cui la tradizione americana si coniuga con i prodotti d’eccellenza della gastronomia italiana, dando vita a un menù davvero interessantissimo di burger gourmet per palati esigenti ed altri sfizi di contaminazione italiana. Grande attenzione anche alla scelta delle bibite e delle birre: oltre infatti ai marchi delle note multinazionali troverete anche quelli artigianali e più ricercati, come per esempio la Lurisia.

The Burger Federation - Aeroporto Roma Fiumicino, Italia

Anche qui vista la qualità degli ingredienti e la sapienza nella preparazione dei burger, il prezzo un po’ superiore rispetto ai classici fast food è giustificato.

Vi consiglio il misto di fritti iniziale come antipasto – il meglio dei fritti italiani da nord a sud come per esempio i modeghili milanesi, le olive all’ascolana o i friggitelli – per poi proseguire con uno dei burger gourmet proposti. Io ho provato il Greek Island Burger a base di hamburger di Angus (come tutti gli altri panini a parte le proposte per vegetariani) e servito con formaggio feta e salsa tzatziki. Ma gli abbinamenti con altri ingredienti sono numerosi. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Inoltre l’ambiente è davvero accogliente con sala ampia e arredamento di design, ma ciò che più colpisce è sicuramente la cucina a vista, che io apprezzo sempre particolarmente.

The Burger Federation - Aeroporto Roma Fiumicino, Italia

Insomma, un posticino che raccomando davvero se siete stufi del solito hamburger. E poi qui anche i vegetariani potranno trovare un’alternativa all’insalata: il burger vegetariano, molto originale e gustoso, è composto da una mozzarella divisa a metà come un panino e farcita di verdure grigliate.

Infine, vi segnalo un ultimo locale molto interessante: si chiama RossoIntenso e si tratta di un wine bar, un’isola che si trova proprio davanti a The Burger Federation.

RossoIntenso - Aeroporto Roma Fiumicino, Italia

Qui vi consiglio di ordinare il Mosaico RossoIntenso, ovvero un piatto unico composto da più portate: al centro quella principale che corrisponde generalmente alla proposta del giorno (a base di pesce o carne) abbinata a un mix classico di stuzzichini italiani: lampascioni, pomodori secchi, frutti del cappero, olive, mozzarelline di bufala… O quello che preferite, la scelta è davvero ampia!

Se poi alla qualità del cibo si unisce un’accurata selezione e proposta di vini, capite bene che RossoIntenso diventa una tappa immancabile per i viaggiatori che si trovano a transitare al Terminal 3 e che hanno voglia di deliziare il palato con eccellenze enogastronomiche made in Italy.

RossoIntenso - Aeroporto Roma Fiumicino, Italia

Con la mia esperienza spero di avervi dimostrato che si può mangiare bene e non a prezzi salatissimi anche in aeroporto. E se andate in uno dei locali menzionati, fateci sapere se la pensate come noi!

A proposito dell'autore

Valentina Macciotta

Sono orgogliosamente sarda e milanese di adozione. Lavoro come SEO Copywriter e Community Manager Freelance, coltivando le mie più grandi passioni: i viaggi, la scrittura e la fotografia. Ho un diploma da sommelier e un blog personale in cui parlo dell'Italia da vedere e da gustare: www.enogastronovie.it. Amo l'Italia, ma ho la valigia sempre pronta per viaggiare e scoprire nuovi luoghi di cui innamorarmi! Collaboro da tempo come blogger e PR per Non Solo Turisti.

Post correlati

1 risposta

  1. Franco

    Senza offesa, ma la tua tara “economica” è un tantinello sballata… Io conosco solo The Burger Federation e sentir parlare di “prezzo un po’ superiore rispetto ai classici fast food” mi sembra un tantinello riduttivo dato che costa circa il QUADRUPLO di un classico fastfood e tranquillamente il 25-50% in più delle varie hamburgerie gourmet della capitale (un hamburger ed una coca 22 €…). Ciò non toglie che la qualità del cibo sia molto buona (sebbene abbia provat, sempre a Roma, ma non in aeroporto, hamburger migliori, certo anch’essi cari, sebbene non così tanto).

    Anche alla fine dell’articolo quando affermi che “si può mangiare bene e non a prezzi salatissimi anche in aeroporto”, almeno in riferimento al The Burger Federation continuo a trovarlo quantomeno fuorviante per i tuoi lettori… Essendo un amante dell’hamburger ho provato hamburgherie gourmet (se così vogliamo definire quelle che valorizzano il piatto con ingredienti e cotture di primissima qualità, non mi riferisco certo a Mac Donald, Burger King e soci) in tutta Europa e questo posto è in assoluto il più caro in cui abbia mangiato: tanto per fare un paio di esempi probabilmente noti ai più al Jamie Oliver’s Diner, nonostante posizione centralissima a Londra e nome di grido, quantomeno al momento, dello chef/proprietario è ben più economico, così come Blend a Parigi, assoluta eccellenza in ambito burger, costa meno. Lo stesso Open Baladin di Roma, di cui tutto si può dire, tranne che sia economico, costa mediamente meno.

    Insomma, va bene tessere le lodì per la qualità del cibo, ma restiamo coi piedi per terra evitando di spacciare quasi per “alla mano” uno dei posti più cari d’Europa in ambito burger (certo l’aeroporto implica sempre un sovrapprezzo, ma anche le posizioni centrali delle città più turistiche del mondo nonché i nomi più alla moda in ambito culinario lo fanno…).

    Un’ultima nota, che potrebbe essere utile ad altri in attesa di prendere un volo, ma che vogliano ben sfamarsi: io ho trovato il servizio molto lento (e come mi è capitato di leggere in giro sul web non stato l’unico) con attesa di diverse decine di minuti… Se l’aereo che dovete prendere sta per imbarcare sconsiglio di fermarvisi! Se invece il tempo lo si ha e l’alta spesa non infastidisce, in effetti il cibo merita molto più che nella stragrande maggioranza degli altri locali presenti in aeroporto.

    Un saluto!

    Rispondi

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: