Qualche volta viaggiare significa sfidare i propri limiti e le proprie paure. Qualche altra significa più drasticamente offrirsi al pubblico ludibrio, affinché la nostra inettitudine alimenti un po’ di sana ilarità in chi ci osserva. Io, che con le altezze non sono mai andato molto d’accordo, ho potuto fare entrambe le cose durante il mio ultimo soggiorno in Svizzera.

In una bella domenica d’autunno la simpatica brigata dello Sci Club Italiano Affoltern am Albis di cui ero ospite mi ha trascinato mio malgrado al Sailpark Interlaken, una sorta di parco avventura realizzato tra i boschi e immerso nel magnifico scenario alpino del cantone di Berna.

Sailpark Interlaken - Svizzera

Lo sci club in questione è nato in una piccola cittadina nel cantone di Zurigo come strumento per la socializzazione tra emigranti italiani, offrendo loro l’occasione di sentirsi un po’ meno soli nel Paese che li ospitava e al tempo stesso permettendo alle famiglie di avvicinarsi alle piste da sci a prezzi scontati. Nel corso degli anni il suo carattere “etnico” si è sciolto nell’entusiasmo di una comunità sempre più variegata, in cui gli italiani non erano più un elemento alieno ma una parte integrata e apprezzata della complessa società svizzera.

Dopo un breve filmato introduttivo le guide del parco hanno tentato con dubbi risultati – non per colpa loro – di farmi familiarizzare con i cavi di sicurezza a cui i visitatori sono costantemente legati durante la loro avventura sugli alberi. Poi siamo partiti verso uno degli otto percorsi di difficoltà crescente che si snodano all’interno del bosco. Lanci con la carrucola, travi sospese in aria, funi, scale a pioli… il tutto ad un altezza variabile che arriva fino a venti metri dal suolo.

Sailpark Interlaken - Svizzera

“Lascia perdere i primi tre – mi dicevano – sono per i bambini, noi cominciamo dal percorso numero quattro.”

Peccato che la mia agilità e il mio equilibrio forse potevano competere proprio con i percorsi dei bambini, e anche lì l’esito non sarebbe stato scontato…

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l'astronauta.

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