C’è un posto dello Sri Lanka che, più di altri, mi ha veramente sorpresa. Sto parlando di Galle, una cittadina situata sulla costa sud-ovest dell’isola.

Sicuramente il fatto che questa sia stata l’ultima tappa del mio viaggio in Sri Lanka ha condizionato molto il mio giudizio. Per quindici giorni ho vissuto, visto e respirato lo Sri Lanka, con la sua storia, la sua cultura, i modi di vivere delle persone che lo abitano, il caos della sue città in contrapposizione alla desolazione delle zone collinari e montuose. Poi arrivo a Galle e per un attimo penso di aver inconsapevolmente varcato il confine del paese (non fosse che si tratta di un’isola e sarebbe stato particolarmente strano non accorgersene!) e di aver fatto molti più chilometri di quanto io credessi.

Galle, Sri Lanka

La sensazione immediata è stata infatti quella di essermi allontanata tantissimo dal paese che avevo visitato fino a quel momento. Questo effetto di smarrimento che inevitabilmente Galle provoca è dovuto in primis alla sua conformazione, che la fa differire dalle altre città dell’isola in modo molto significativo, e in secondo luogo dal suo carattere e alle sensazioni che trasmette.

Appena scesa dalla macchina ho iniziato a percorrere le stradine ciottolate del centro storico e mi sono sentita quasi catapultata in una cittadina coloniale del Centro America, in completa contrapposizione con le città asiatiche fino da me conosciute. La confusione e la trasandatezza che caratterizzano le città dello Sri Lanka, a mio parere molto affini a quelle della vicinissima India, a Galle lasciano il posto alla tranquillità e all’ordine. Le vie pedonali, gli edifici coloniali olandesi in lenta decadenza, i numerosi negozi di souvenir, i tanti curati ristoranti, i numerosi centri di meditazione e yoga e, infine, l’ordinato mercato i cui banchi espongono in modo organizzato coloratissimi frutti tropicali, fanno sì che ci si dimentichi completamente di trovarsi in Sri Lanka.

Galle, Sri Lanka

Ma com’è possibile che un’isola ospiti una città tanto differente dalle altre? La ragione va ricercata nella storia che ha caratterizzato Galle. Fu il XVI secolo a decretarne l’importanza strategica, quando una flotta portoghese, sbagliando rotta, approdò sulle sue coste e decise di insediarsi costruendo un forte per proteggersi dagli attacchi esterni.

Nonostante i portoghesi nel corso del XVII secolo avessero lavorato al rafforzamento del forte aggiungendo mura e bastioni, questo non fu sufficiente a frenare l’assalto degli olandesi che scalzarono gli avversari insediandosi a Galle, che si confermò il principale porto dello Sri Lanka, declassato al secondo posto poi soltanto nel XIX secolo dalla capitale Colombo, tutt’ora porto principale dell’isola. Gli olandesi nel 1663 dovettero ricostruire la fortezza da loro stessa abbattuta, e lo fecero talmente bene che le stesse mura di allora sono quelle che si ammirano oggi.

Forte - Galle, Sri Lanka

È quindi questo passato di colonizzazioni europee che ha plasmato l’estetica e il carattere di questa città. Passeggiando, e possibilmente perdendosi, per le vie interne al Forte di Galle, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità, ci si può godere un susseguirsi di meraviglie architettoniche tra edifici, chiese, moschee e templi. Una volta assaporata la vivacità delle vie interne, vi consiglio una passeggiata molto più rilassante sui bastioni del forte che permettono di godere di un romantico affaccio sul mare per tutta la loro lunghezza. In cima alla parte orientale delle mura sorge un faro alto 18 metri, costruito nel 1938.

Galle, Sri Lanka

Io ammetto di essermi pentita di aver dedicato solo una mezza giornata alla visita di questa città poiché, sebbene sia sufficiente per visitare i punti principali d’interesse, non basta per coglierne in modo profondo lo spirito che spero potrò indagare più approfonditamente in un mio viaggio futuro.

Galle, Sri Lanka

C’è però ancora una cosa che voglio aggiungere, sebbene non riguardi direttamente Galle ma un’attrazione che si trova sulla strada che la collega a Mirissa. Più o meno all’altezza di Koggala, transitando in auto, è facile scorgere i famosi pescatori sulle pertiche, immagine tipica dello Sri Lanka e che io ho tanto inseguito durante tutto il mio soggiorno. Quando li ho scorti dal finestrino quasi non potevo crederci e ho subito fatto fermare il mio autista. Ma quando mi sono avvicinata il mio entusiasmo è svanito: altro non è infatti che un’attrazione per turisti.

Galle, Sri Lanka

I pescatori, appollaiati svogliatamente su quelle pertiche conficcate sul fondale marino, tengono in mano finte canne da pesca alle quali sono addirittura già attaccati finti pesci di plastica. Quando poi, appena finito di catturare qualche immagine con tutte le esitazioni che una situazione di questo tipo può comportare, mi si è avvicinato un uomo chiedendomi dei soldi per le foto appena scattate, ho definitivamente decretato che quella dei pescatori sulle pertiche è soltanto una tradizione ormai tramontata.

Chissà, magari qualcuno di voi che ha visitato altre parti dello Sri Lanka è riuscito a trovarne ancora di veri, ma purtroppo io, ad oggi, non ho raccolto nessuna testimonianza di questo genere.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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