Appena tornata da un viaggio mi piace scrivere le impressioni a caldo perchè, non so se capita anche a voi, ma il tempo su di me esercita un’azione sui ricordi a volte bizzarra. Luoghi che magari non mi hanno colpita particolarmente poi si imprimono nella memoria in modo indelebile o, al contrario, posti che mi hanno emozionata rimangono meno radicati di quanto pensassi. E non credo che le impressioni a caldo siano più o meno vere dei ricordi sedimentati, penso semplicemente che siano diverse, più spontanee da un lato, meno affidabili da un altro.

Detto questo, ecco cosa mi viene da scrivere seduta in una sala d’attesa dell’aeroporto di Pechino: il viaggio nelle Filippine mi è piaciuto, molto. Quindi ai tanti che mi chiedono se le consiglierei come meta, rispondo subito di sì.

Filippine

Non mi era mai successo che così tante persone mi chiedessero pareri sul posto appena visitato. Segno, evidentemente, che le Filippine attirano molto e incuriosiscono, ma che per noi italiani restano una meta un po’ più inconsueta e verso la quale c’è ancora un po’ di diffidenza. Una prova di tutto ciò sono anche i pochi italiani incontrati durante questo mio viaggio di venti giorni.

Manila, Filippine

Come ho detto sopra, il viaggio in generale mi è piaciuto, ma ci sono due luoghi che non mi hanno colpita molto. Per il primo, Manila, era un fatto in parte annunciato viste le molte letture fatte prima della partenza, le quali mi avevano portata a pensare che non avrei certo trovato la città dei miei sogni. Ero molto meno preparata alla delusione derivante dalla visita dell’Underground River, il fiume sotterraneo più lungo del mondo sito a Sabang, sull’isola di Palawan, che per reclamare a gran voce il riconoscimento di ottava meraviglia del mondo, a mio parere, dovrebbe offrire qualcosa di più, o meglio, emozionare di più, cosa che a me non è capitata durante la visita. Questo potrebbe in parte essere dovuto al fatto che, dei circa otto chilometri di lunghezza, solo un chilometro e mezzo è percorribile dai visitatori.

Filippine

Passiamo però a quello che mi è piaciuto: dato il giudizio finale sul viaggio, già anticipato poche righe sopra, questo ha ovviamente pesato di più sulla bilancia.

Ho adorato il nord di Luzon e i suoi splendidi terrazzamenti di riso, in particolare quelli di Batad i quali però meritano un articolo dedicato. Ho amato El Nido per tutte le meraviglie che permette di visitare, sia via mare – l’arcipelago di Bacuit tra tutte – che via terra. Ho amato i filippini, la loro cordialità e le loro braccia sempre aperte pronte a dare un aiuto.

Filippine

Tra le riflessioni a caldo mi dichiaro anche impressionata dal forte contrasto tra le zone più povere di Manila, colme di mendicanti, e le strade di Sagada, frequentate per lo più da quella parte agiata di filippini in villeggiatura per le vacanze natalizie.

Ho imparato a fare pace con il tempo atmosferico, che qui nelle Filippine ha un carattere particolarmente isterico. Ho imparato che, proprio per questo motivo, non si possono fare piani di viaggio particolarmente intensi e dettagliati perchè, ad avere i giorni contati, si rischia di dover andare via da un posto senza averne potuto cogliere l’aspetto più bello.

Filippine

Il meteo è un fattore talmente decisivo da farmi imparare, a mie spese, che anche i piani di volo possono subire molte modifiche. Nel nostro caso, poi, la cancellazione di un volo interno ha causato la perdita di tutti quelli successivi necessari per il ritorno a casa, con il risultato di un soggiorno forzatamente prolungato di due giorni e una spesa non prevista. Non mi sento peró di dichiararla una cosa tanto grave, per quanto non nego che sul momento provochi molta rabbia, soprattutto perché sono cosciente che ho appena lasciato una terra che con uragani, tornado, tifoni e tsunami, purtroppo si ritrova a combattere molto spesso, con perdite che, ahimè, vanno molto oltre quelle di un volo aereo.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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