Ha fama d’essere la città più calda della Svizzera, pigramente appollaiata sulla riva settentrionale del Lago Maggiore e felicemente baciata dal sole. O almeno molto più di quanto possano sperare le altre città elvetiche, e comunque lo era quando vi ho messo piede io, una radiosa giornata invernale con il cielo terso e i riflessi del lago a illuminare l’aria.

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Locarno è famosa anche per il Festival del film che ogni estate riunisce migliaia di appassionati davanti agli schermi installati in Piazza Grande (la prossima edizione sarà la 68ma e avrà luogo tra il 5 e il 15 agosto 2015). Nella stessa piazza dall’inizio del periodo natalizio fino alla prima settimana dell’anno nuovo viene allestita una grande pista di pattinaggio su cui sfrecciare circondati dall’imponente cornice delle cime innevate e dalle baldanzose decorazioni capaci di scaldare l’animo di questa graziosa città alpina.

Al mio arrivo, però, sia il primo evento che il secondo erano ormai un ricordo e la città si stava riprendendo quietamente dalle fatiche del primo inverno. Perciò dopo un giro nel grazioso centro storico mi sono diretto senza troppi dubbi versa l’altra meraviglia di Locarno, il Santuario della Madonna del Sasso, da cui ammirare il magnifico panorama cittadino avvolto dalle acque del lago, così squisitamente blu e brillanti in questa giornata di sole.

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Il santuario dista solo un paio di chilometri dal centro, ma è un percorso in salita che si aggrappa al pendio della montagna per raggiungere il punto più alto del territorio cittadino. C’è una comoda teleferica che raggiunge il sito in pochi minuti, ma io – ostinatamente giovane e atletico nonostante ogni apparenza – non mi sono fatto pregare e ho affrontato il percorso a piedi, fino ad arrivare alle scalinate che precedono il santuario e che si snodano tra le tappe della via crucis offrendo a ogni tornante una nuova occasione per ammirare il paesaggio.

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l’astronauta.

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