La Cina è vicina, o così si dice spesso citando involontariamente un omonimo film italiano del 1967. La Cina è questo, quello e quell’altro, la Cina è un paese su cui esistono migliaia di stereotipi, credenze, luoghi comuni più o meno veritieri. Sono da poco rientrato da una breve incursione in terra cinese, dove ho confermato alcune di queste presunte verità, ne ho confutate altre e ne ho scoperte altre ancora.

In questo articolo voglio raccontarvi le cose che più mi hanno incuriosito, stuzzicato, affascinato di questa nazione così sorprendente ancora nel mezzo di un processo di sviluppo che la sta strappando dal suo affascinante passato per proiettarla nel futuro più futuribile.

Il concetto di spazio

Se siete persone timide, riservate e non amate il contatto fisico, riflettete un attimo e ragionate se non vi conviene cambiare meta. I cinesi sono miliardi, questo si sa, e questa grande cifra si riversa in ogni angolo del paese, anche il più piccolo. I cinesi hanno fretta, vi spingono, vi sbuffano sulla nuca per arcane ragioni, vi sbucano da sotto l’ascella e scattano in avanti anche quando avanti c’è una porta chiusa. Ritrovarvi in metropolitana schiacciati come sardine con un gomito del vicino incastrato tra le vostre costole è normale, nessuno si formalizza. Quando la fiumana umana vi travolge non cercate di opporre resistenza o polemizzare, lasciatevi trasportare e rifilate anche voi qualche spintone!

Shanghai, Cina

Inglese – what is this?

Quando sento qualcuno dire che noi italiani non parliamo inglese mi innervosisco e vorrei mandarlo a fare un viaggio studio prima in Giappone e poi in Cina. Ma, mentre in Sol Levante nessuno parla inglese se non qualche rarissima parola, nella cosiddetta Terra di Mezzo è più facile trovare qualcuno che si professi anti comunista piuttosto che qualcuno che capisca anche solo “Hello”.  Parole apparentemente internazionali come Toilet, Bathroom, OK, Yes, No e Shanghai sono bestemmie extraterrestri per i cinesi che, per qualche mistero etimologico, capiscono e sanno dire solo “Bye Bye”… che però, ammetterete, risulta un po’ inutile. Nonostante questo, siamo riusciti a comunicare e anche a farci adottare da una famiglia cinese per Capodanno!

Quanto è facile viaggiare

I problemi linguistici sono invece brillantemente superati nei mezzi di trasporto, nello specifico treni e metro, dove tutto è scritto in doppia lingua e raccontato secondo per secondo da loquaci altoparlanti che non smettono un secondo di dirti di stare attento al gradino e che si scende a destra. La cosa divertente è che in alcuni posti la voce inglese è chiaramente madrelingua, mentre in altri come nella metro di Pechino è palesemente una registrazione di una persona cinese che si cimenta con la lingua di Shakespeare producendo delle frasi spiazzanti che invitano a tenersi stretti ad uno sconosciuto di nome Andrea: “Please hold the Andrew “ (al posto di handrail). Oppure di uscire dal vassoio quando si è in treno: “Please leave the tray” (al posto di train). A parte questo, viaggiare in Cina, soprattutto con i nuovi treni veloci, è veramente facile e comodo.

Massaggi ai piedi

Una delle prime cose che noterete appena arrivati in Cina sono dei cilindri rotanti appesi all’esterno di anonime vetrine. Varcate la soglia di uno di questi posti ed entrate in uno dei tantissimi squallidi e consumati centri massaggi per un’esperienza veramente memorabile, il massaggio ai piedi. Dieci euro per un’ora di puro godimento, soprattutto dopo una giornata di avanti e indietro per la città. All’inizio ho avuto un po’ di soggezione pensando ai loschi centri massaggi che aprono come funghi da noi in Italia, ma poi, grazie anche alla presenza rassicurante di mia moglie, ho capito che era tutto in regola e senza nessuno strano “finale felice”. Volendo, per i più pigri, le massaggiatrici vengono anche direttamente in hotel.

Vivere il marciapiedi

Come ogni popolo, anche i cinesi hanno le loro peculiarità e una delle più affascinanti è quella di vivere appieno ogni angolo della città, anche i più insoliti come il marciapiede. In metropoli ultramoderne come Shanghai e Pechino nei marciapiedi che affiancano strade a sei corsie abbiamo visto persone fare le cose più disparate. Vecchietti che si sfidano a dama circondati da una folla di spettatori curiosi, coppie di mezza età che ballano una specie di liscio sparato a tutto volume tra due semafori e persino due vecchietti che camminano all’indietro lungo il piazzale della stazione. Girare tra le strade cinesi è sempre affascinante, tenete gli occhi aperti e potreste venire a contatto con mondi magici!

Pechino, Cina

A proposito dell'autore

Francesco Minghini

Romagnolo di origine, cuore e spirito, milanese per lavoro. Marketing, eventi e social media mi tengono occupato tra un viaggio e l’altro. Quando ho aperto il mio blog volevo solo sdebitarmi con tutti quelli a cui avevo chiesto consigli e informazioni, ma oggi alla passione per i viaggi si è unita anche quella per la scrittura.

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