Ci sono viaggi e viaggi. E se la fuga verso lidi lontani non è solo un ripiego di un paio di settimane su una spiaggia dorata, se il desiderio di incontrare e comprendere il diverso si coniuga con una sincera aspirazione a portare un contributo positivo nella comunità ospitante, oltre al fondamentale impegno a far sì che la nostra presenza si riveli per quanto possibile lieve e indolore, allora forse possiamo dirci veramente viaggiatori e non semplicemente turisti.

Le formule attraverso cui appagare la nostra sete di esplorazione e al tempo stesso realizzare un gesto prezioso per chi non ha avuto la fortuna di nascere dalla parte giusta dell’Equatore sono tante, non ultime la cooperazione e il volontariato internazionali. Per espressioni più contenute nei tempi e negli impegni richiesti si può invece cercare risposta nell’ambito delle vacanze solidali, una pregevole espressione di quel che è comunemente detto “turismo responsabile”. Per spiegarci meglio tale contesto si è fatta avanti Sara Alemani, assistente progetti di HUMANA Italia Onlus e attualmente alle prese con un progetto rivolto al Mozambico.

“La vacanza solidale è inserita in quella macro-categoria che è il ‘turismo responsabile’, quindi ne è un tipo. Per vacanza solidale si intende una vacanza capace di coniugare relax, solidarietà e conoscenza della comunità locale. Con HUMANA proponiamo sia piccole attività di volontariato, sia momenti di relax e scoperta del paesaggio circostante.”

Nacala, Mozambico

Il progetto di Sara vuole portare tre diversi gruppi di turisti solidali in tre momenti diversi collocati tra luglio e agosto 2015 a Nacala, circa 160.000 abitanti sulla costa settentrionale del Mozambica. Nei pressi di questa città ha sede la Casa de Hospedes, struttura che accoglierà i visitatori giunti dall’Italia. A Nacala stessa, invece, sono attivi i cinque progetti di HUMANA: una scuola magistrale, un Istituto Politecnico, gli asili, il progetto per la prevenzione dell’ HIV e il progetto di sviluppo agricolo.

I partecipanti alla vacanza solidale potranno alternare momenti di sfrenato relax – sono previste anche escursioni verso luoghi idilliaci, come l’Ilha de Moçambique, patrimonio UNESCO – a esperienze di volontariato riguardanti la ristrutturazione di uno degli asili gestiti dalla onlus e attività di gioco e formazione con i bambini. Un modo per apprezzare la straordinaria bellezza di questo angolo remoto dell’Africa e al tempo stesso comprendere le reali difficoltà di una popolazione a cui spesso sono preclusi i servizi più fondamentali. Un percorso di grande crescita anche per Sara, che è arrivata in Mozambico seguendo la sua passione per i viaggi e il desiderio di aiutare il prossimo.

Isola di Mozambico

“Dopo alcune piccole esperienze all’estero, ho spiccato il volo con il primo lavoro a Berlino nel 2012, presso un centro informazioni per turisti. Grazie alla laurea in lingue ho intrapreso un altro percorso lavorativo presso un’agenzia viaggi a Lisbona, dove ho vissuto per un anno. Quello che mi ha spinto ad unire la mia Wanderlust con la solidarietà, è stato anche il percorso di laurea magistrale in Cooperazione allo Sviluppo presso l’Università di Torino.”

Grazie alla quota versata dai partecipanti HUMANA i ragazzi più svantaggiati della comunità potranno accedere ai corsi degli istituti gestiti dall’associazione, come l’Istituto Politecnico che si avvantaggerà con la loro presenza offrendo un’occasione di pratica alberghiera ai suoi studenti.

“HUMANA agisce in prima persona con staff sul luogo e con le sedi di HUMANA per tutto il mondo. In particolare nel caso del Mozambico, HUMANA interagisce con la Consorella ADPP (Ajuda de Desenvolvimento de Povo para Povo), che tramite l’aiuto della Onlus HUMANA, gestisce progetti e asili in loco.”

Maputo, Mozambico

Il Mozambico, ex colonia portoghese indipendente dal 1975, ha visto consumarsi tra il 1977 e il 1992 una sanguinosa guerra civile tra il regime comunista di Samora Machel e le milizie ribelli della Resistenza Nazionale Mozambicana (RENAMO). Durante lo scontro ampie aree del paese rimasero isolate dal governo centrale, sprovviste di acqua, corrente e servizi medici. Dopo le prime elezioni democratiche del 1994 il paese ha visto nascere un certo pluralismo, seppur limitato, in cui le forze politiche comuniste sono state confermate al potere dalla maggioranze della popolazione e ai ribelli è stato consentito di condividere il Parlamento e di svolgere regolare opposizione politica.

La povertà e la corruzione, però, continuano ad essere piaghe dilaganti del paese e il turismo è una delle risorse più preziose per consentire alle fasce più deboli di guadagnare un’esistenza serena e dignitosa. È importante, tuttavia, che il turismo venga gestito responsabilmente in modo da non compromettere il delicato equilibrio del meraviglioso patrimonio ambientale mozambicano e veicolare i profitti verso il bene di tutta la popolazione. Ma, al di là della situazione in Mozambico, è davvero sempre possibile realizzare un turismo responsabile quando si va in viaggio?

“Se posta in generale, questa domanda è lecita e la mia risposta è sicuramente affermativa. Questo lo dico perché finché c’è generosità, voglia di mettersi in gioco, volontà di crescere anche attraverso l’incontro con altre realtà, il turismo responsabile è sempre un’alternativa possibile.”

A proposito dell'autore

Flavio Alagia

Laureato in Giornalismo, il mio limbo professionale mi ha portato dagli uffici stampa alla carta stampata, per poi approdare al variopinto mondo della comunicazione digitale. Ho vissuto a Verona, Zurigo, Londra, Città del Capo, Mumbai e Casablanca. Odio volare, amo lo jodel e da grande voglio fare l’astronauta.

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