Una luce accecante, un blu ipnotizzante e un vento avvolgente. Questo è il comitato di accoglienza che Lampedusa riserva ai suoi visitatori. Siamo in Italia, ma non del tutto. La geografia non è solo una serie di linee e confini, ma anche un fattore che determina il dna di un luogo e questa piccola isola della Sicilia, a metà strada tra Africa ed Europa, non fa eccezione.

La luce, i profumi, i colori, gli alberi, il terreno arso dal sole. Tanti sono gli elementi dal sapore esotico, dettagli che sin da subito conquistano e catturano.

E poi c’è il mare.

Isola dei conigli, Lampedusa, Sicilia

Qualcosa di irreale, di incredibile nel senso letterale del termine, di irresistibile. Ho viaggiato tanto e ho visto tanti mari – detta così sembra una citazione di un vecchio pirata – e devo ammettere che quello di Lampedusa è sicuramente l’universo marino più bello in cui mi sia mai tuffato.

Ma cosa vuol dire più bello?

Ho delineato cinque caratteristiche per descrivere un mare e per affermare che quello di Lampedusa è insuperabile!

L’acqua

La trasparenza è una caratteristica innata del mare di Lampedusa, ovunque, anche alla Guitgia che, geograficamente, è la spiaggia del paese ad un passo dal porto. Quello che però stupisce sono i colori. Blu, cobalto, azzurro, turchese, verde, smeraldo. Un arcobaleno policromo che cambia ad ogni anfratto. La mia difficoltà nello scegliere dove andare a tuffarmi è stata grande e ancora oggi non ho capito se preferisco il verde di Cala Creta o l’azzurro di Cala Pulcino.

Isola dei conigli, Lampedusa, Sicilia

I pesci

Banchi di pesce formati da centinaia di esemplari stazionano immobili a riva come al largo. Sono cauti, ma non impavidi e ti permettono di immergerti in acqua e nuotare in mezzo a loro. Nascosti tra gli scogli nuotano esemplari ben più grandi e colorati che si alternano con granchi, gamberi, stelle marine e mille altri abitanti del mare a me sconosciuti. Non ho mai visto così tanti pesci come qui, neanche nella barriera corallina.

Le spiagge

Sabbia, sassi, rocce, scogli o un mix. Scegliete il vostro habitat ideale, portatevi un ombrellone, noleggiate un lettino o arenatevi su uno scoglio a fior d’acqua. Insomma fate quello che vi pare perché a Lampedusa qualsiasi cosa è fantastica. Anche i sassi duri e scomodi di Cala Pulcino, perché sono bellissimi, sferici, di un bianco accecante e soprattutto ti conducono ad un mare che nasconde un insospettabile fondo sabbioso.

Cala Sponze, Lampedusa, Sicilia

Il panorama

La bellezza di una località marittima risiede anche nell’ambiente che la circonda. Non parlo dell’Isola dei Conigli, una riserva naturale eletta per anni come la spiaggia e il mare più bello del mondo, perché sarebbero parole inutili. Parlo di calette nascoste, grotte buie e piene di pesci, scogli da cui tuffarsi e sentieri punteggiati di macchia mediterranea che uniscono alcune tra le baia più panoramiche dell’isola.

Cala Pulcino, Lampedusa, Sicilia

La comodità

Dopo i primi quattro parametri di giudizio, quest’ultimo può sembrare un po’ una nota stonata o fuori posto, ma devo ammettere che una delle cose che ho apprezzato di più di Lampedusa è il senso di relax e di comodità che ti infonde. Qui tutto è vicino, semplice, facile, a due passi. Andare in spiaggia comporta cinque minuti di motorino e cambiare location spesso anche meno. Sono stato in altre isole, molto più grandi, più congestionate o più trafficate e per me questo è una cosa che fa una grande differenza.

Insomma, credo di avervi detto che quest’isola è spettacolare, no?

A proposito dell'autore

Francesco Minghini

Romagnolo di origine, cuore e spirito, milanese per lavoro. Marketing, eventi e social media mi tengono occupato tra un viaggio e l'altro. Quando ho aperto il mio blog volevo solo sdebitarmi con tutti quelli a cui avevo chiesto consigli e informazioni, ma oggi alla passione per i viaggi si è unita anche quella per la scrittura.

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